sabato 19 ottobre - Aggiornato alle 09:02

Pd, Verini: «Rinnovare prima le idee, non solo le persone. Subito via a confronto aperto»

Il commissario placa le polemiche: «Basta parlare di noi. Candidature? Decideremo tutti insieme»

Walter Verini (foto U24)

Commissario Verini, in vista delle regionali il percorso per il Pd sembra essere in salita. Nei giorni scorsi ha parlato di un partito delle idee. Cosa vuol dire?

Vuol dire quello che faremo fin dalla prossima settimana. Ascolteremo tanta parte della società regionale, per avere magari critiche, ma idee fresche su tutti i campi. Anche noi ne abbiamo e le presenteremo in appuntamenti aperti. Non possiamo ogni giorno, da troppi giorni, parlare solo di noi stessi, di regolamenti interni, di regolamenti di conti. Vuol dire non avere capito niente di quello che è successo in questa regione. Da anni, e negli ultimi mesi. Chi vuole discutere di idee e progetti è il benvenuto. Chi vuole litigare per cose che interessano solo il ceto politico lo può fare, ma per piacere non dentro il Pd. Discutiamo innanzitutto, per esempio, su come combattere le vecchie e nuove povertà in Umbria, le fragilità, le richieste aumentate di protezione sociale. Questo deve essere il Pd.

Quindi cambiare tutto, come chiedono alcuni? Anche tutte facce nuove?

Guardi, io penso che dobbiamo portare con noi il meglio della nostra storia di governo, alla Regione e nelle città, anche di questi anni recenti. Parlo di quel patrimonio che ha fatto dell’Umbria una delle regioni più civili d’Italia. Poi certo, occorre mettere in campo forti discontinuità, perché criticità ci sono, eccome. E rinnovamento. Prima nelle idee, e anche nelle persone. I latini dicevano che “nomina sunt consequentia rerum”. Perché criticità ci sono, eccome.

Che intende, si spieghi con qualche esempio, non sia generico….

Come dicevo, noi vogliamo davvero ascoltare. Ciò non toglie che c’è una enorme questione che non può essere un punto di programma tra i tanti. Parlo dell’Ambiente. Paesaggio, città, mobilità, economia circolare, ciclo dei rifiuti, chimica verde, produzioni biologiche, Progetti speciali come quello della Fascia Appenninica o del Lago Trasimeno: sono titoli, dietro i quali c’è una cosa semplicemente gigantesca. Il futuro di questa regione. Di vita, di lavoro, di crescita, di civiltà. In questi anni sono stati temi “spezzettati”: per il centrosinistra che vogliamo debbono essere “il” tema. La Destra non sa di che si parla, da Trump a Salvini alla Destra umbra. Ma la sfida è questa.

Candiderete Greta presidente?

Non scherzi. Sono cose serie. E poi ci vuole discontinuità in altre cose. Basta pensare autarchicamente. Gli sforzi degli anni scorsi vanno centuplicati. L’Italia di mezzo deve vivere e crescere insieme. Uniamo le risorse, facciamo economie di scala. Progetti comuni per la cultura, il turismo, le infrastrutture. Le Università delle regioni centrali dialoghino, cooperino, non si facciano concorrenza. Uniamo gli sforzi (e le risorse) per presentare progetti di sostegno comune alle imprese nell’export. Si polemizza sull’aeroporto, ed è comprensibile. Ma oltre le polemiche, si possono studiare e costruire sinergie con altri scali che, senza integrazione, rischiano di morire? Sono esempi, per mettere al centro il tema dei temi, che è quello del lavoro, della crescita, dell’aumento del Pil. Nonostante gli sforzi regionali l’Umbria ha subito colpi dalla crisi e li sta subendo da parte del Governo Centrale che sta affossando l’Italia.

E su alleanze e candidature come pensa di muoversi?

Noi siamo  aperti ad una grande alleanza di centrosinistra molto largo, aperto alla società, alla parte più viva e vivace della società, al civismo. Non dobbiamo escludere niente, ma pensare  ancora ad un’idea di partito tolemaico, dove tutto gira intorno a noi, è una idea sbagliata è inadeguata alla situazione. Sulle candidature dico che saranno coerenti con questo nuovo percorso di apertura e confronto, promosso su una base di una forte innovazione e una necessaria discontinuità, ma ricordando di non buttare il bambino con l’acqua sporca.

Ma chi deciderà. Lei si sente un uomo solo al comando?

Non mi sento né solo, né al comando. Le decisioni le prenderemo in Umbria, insieme, con la partecipazione diretta di segretari del Pd delle città umbre, i sindaci, i parlamentari, i membri umbri dell’assemblea nazionale e quelli della Direzione del partito, che convocheremo sin dai prossimi giorni.

E Sanitopoli cosa vi ha insegnato?

A parte gli aspetti penali, dolorosi umanamente e per i quali deve valere davvero la presunzione di innocenza, noi dobbiamo radicalmente investire sulla trasparenza, sul rigoroso rispettare delle regole, sulla tutela d’acciaio del merito nei concorsi senza tradire i giovani. Su criteri di nomine basati su questo e non sulle lottizzazioni. Su una Regione “leggera”, su servizi ai cittadini ( a partire dalle liste di attesa per la sanità) che siano davvero dei diritti, e non dei favori o delle via crucis per chi non ce la fa da solo. Il Pd è nato per questo.

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