martedì 20 agosto - Aggiornato alle 00:06

Pd, Verini apre ai civici: «Candidature? Tenere insieme esperienza e fortissima innovazione»

Riunione a Perugia del nuovo organismo dem: «Se da questi mondi arrivano segnali di sintesi il partito vuole essere protagonista con loro»

Sereni, Baiardini e Verini al Park Hotel (foto U24)

di Daniele Bovi

Apertura ai civici che nel giro di poco tempo indicheranno un nome, niente primarie e una lista in cui tenere insieme «esperienze e fortissima innovazione»; tradotto, niente rinnovamento totale. Mercoledì nel tardo pomeriggio è andata in scena al Park hotel di Ponte San Giovanni la seconda riunione del nuovo organismo dirigente voluto dal commissario Walter Verini per guidare il partito verso le urne, che probabilmente si apriranno il 20 ottobre (il decreto del presidente Fabio Paparelli è atteso a stretto giro). Verini aprendo la riunione ha parlato dei «segnali di protagonismo» mostrati «dalle forze sociali e vive di questa regione»: «Se da questi mondi – ha detto – arrivassero dei segnali di sintesi, il Pd vuole essere protagonista, insieme a loro, di una nuova fase della politica umbra». Prende corpo dunque lo schema immaginato da settimane: il mondo «civico» indica un candidato (probabilmente Andrea Fora) con il Pd pronto ad aggregarsi.

I 104: «RICORRIAMO AL TRIBUNALE»

L’ATTIVISMO DI FORA E IL POSSIBILE SCHEMA A 5

La riunione Verini ha spiegato che il partito deve scendere subito in pista con attivi in tutte le città già nei primi giorni di settembre, riunioni con idee e proposte di candidature sulle quali fare una sintesi. «Serve una lista aperta per chiudere una fase e aprirne un’altra». «Il Pd non è una bad company» ha detto il commissario incassando l’applauso della platea e invitando poi all’unità: «Chi pensa che la partita è già persa e cerca pretesti solo per contrattare posti in una lista crea un danno doppio a questa comunità». Da parlamentari come Nadia Ginetti, Anna Ascani e Leonardo Grimani è arrivato un appoggio alla linea del commissario mentre il bocciano Franco Ciliberti ha invitato il partito a non essere subalterno ai civici e ha nuovamente lanciato l’idea delle primarie, bocciate però (oltre che da Guasticchi) anche da Mario Tosti, cioè da colui che al congresso guidava la lista bocciana: «Non ci sono i tempi». Niet alle primarie anche da Leonelli: «Se le indiciamo decade l’opzione civica; dobbiamo essere il baricentro di una coalizione la più larga possibile».

VOTO ANTICIPATO, IL NODO DELLA DATA

NUOVO CONSIGLIO REGIONALE, LE SIMULAZIONI

La strada Impossibile ovviamente non parlare della volontà dei 104 marinian-bocciani, comunicata qualche ora prima della riunione, di trascinare in tribunale Verini e Zingaretti per il commissariamento dell’assemblea regionale: «I problemi – ha detto Guasticchi – non si possono risolvere certo lì dentro, basta polemiche». «Smettiamola coi ricorsi – gli ha fatto eco Paparelli – e le sedicenti maggioranze dei 104. Abbiamo bisogno di un valore aggiunto e con le forze civiche dobbiamo misurarci sui contenuti, dedicandoci a nuovi temi come una vera rivoluzione ambientale e a un piano straordinario per le strade». E a proposito di strade, quella che porta al voto sembra tracciata: a breve il gruppo dei 200 di Fora e Ferrucci, l’Umbria dei territori del duo Stefania Proietti-Floriano Pizzichini, il gruppo di Stirati, quello della sinistra di «Cambiamo l’Umbria» si incontreranno per lanciare un programma e un candidato che, molto probabilmente, per la prima volta dal 1970 a oggi non arriverà, tolta la stagione ‘dei professori’, dalla filiera Pci-Pds-Ds-Pd.

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.