martedì 26 marzo - Aggiornato alle 15:22

Il Pd umbro prova a dimenticare l’altro 4 marzo: «Il vento è cambiato. Marini alle europee? Perché no»

Bocci e i vice commentano i risultati: «Ora c’è un segretario forte». Amministrative, spinta su coalizioni aperte e civismo

Betti, Bocci e De Rebotti

di Daniele Bovi

Da una parte la voglia di credere che il peggio sia alle spalle e la necessità di comunicare all’esterno che c’è stata una svolta, dall’altra la consapevolezza che la luce in fondo al tunnel è ancora fioca. Martedì il segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci ha fatto il punto sulle primarie di domenica insieme ai vice, Francesco De Rebotti e Cristian Betti.

ASSEMBLEA NAZIONALE, GLI ELETTI UMBRI

Bagno di folla Un appuntamento che casca a un anno esatto dalla batosta del 4 marzo: «È stato un bagno di folla – dice Bocci – viste le 51 mila persone che complessivamente hanno partecipato alle primarie di dicembre e di domenica; forse le difficoltà ce le siamo lasciate alle spalle e abbiamo ritrovato la capacità di comunicare con la nostra gente». Secondo il segretario dem non è stato solo il popolo pd ad andare ai seggi e nel complesso la partecipazione è stata più alta che altrove: 3,3 votanti ogni cento abitanti contro una media nazionale di 2,6, mentre a Perugia è stato toccato il 3,75; «un dato – dice Bocci – che affidiamo a Giubilei».

I RISULTATI DELLE PRIMARIE

VIDEO – PARLA BOCCI

Il vento è cambiato Dalle primarie il Pd umbro ricava un segnale: «Di questo governo e di questa Lega l’Umbria non ne vuole sapere proprio niente»; e a chi fa notare ai vertici del partito che c’è il rischio di sopravvalutare il peso dei seggi così come quello delle piazze del weekend, in primis quella di Milano, Bocci risponde con un certo realismo: «La pancia dell’elettorato è pericolosa, ha caratterizzato le politiche del 4 marzo e non credo che questo sia un fattore superato. Conosco lo slogan “piazze piene, urne vuote” e non possiamo dire che ora sono tutte rose e fiori, però credo che il vento stia cambiando e che la luna di miele con il governo sia finita». Anche De Rebotti fa sfoggio di ottimismo: «È iniziata la reazione al governo sovranista e – dice – nelle nostre mani è stata messa una responsabilità importante. Oggi – sostiene riferendosi a Zingaretti e Bocci – non c’è uno stile aggressivo e superficiale».

MAPPA INTERATTIVA: DATI COMUNE PER COMUNE

La telefonata Lunedì c’è stata una telefonata tra Bocci e Zingaretti, «finalmente un segretario forte e legittimato. Mi ha detto che a differenza di altre parti d’Italia, in Umbria c’è stato un clima da Pd come lo vogliamo, dove una comunità che più che dividersi sui candidati si è preoccupata di toccare le coscienze delle persone». Presto, promette Bocci, Zingaretti arriverà in Umbria «per una grande iniziativa» e prossimamente ci sarà una riunione coi segretari regionali per affrontare il dossier delle amministrative e delle europee di fine maggio. Un appuntamento, quest’ultimo, in cui «l’Umbria troverà energie per dare un contributo importante contro la cultura sovranista e nazionalista, che semina odio e mette gli uni contro gli altri; in una regione come la nostra non ci può essere spazio per quel tipo di cultura».

Amministrative Spazio invece, alle europee, ci sarà per un candidato umbro: «Catiuscia Marini? E perché no» risponde Bocci a chi gli chiede se c’è questa possibilità. Quanto alle amministrative, Betti spiega qual è la linea, emersa in modo chiaro nelle ultime settimane, che il partito terrà in vista delle comunali: «Faremo coalizioni ovunque, non tradizionali – sostiene – ma aperte al civismo, e lo schema prevede la possibilità che ci sia anche un candidato non necessariamente del Pd». Un’opzione già messa in campo a Perugia, a Bastia e con tutta probabilità anche a Foligno. «Di sicuro – continua Betti – in tutti i Comuni più importanti ci presentiamo per vincere».

Twitter @DanieleBovi

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