martedì 24 ottobre - Aggiornato alle 11:44

Pd Spoleto, gli anti Cardini attaccano: «Con lui anche estremisti. Ancora dobbiamo scegliere candidato»

Martellini, Zampa e Rossi in vista dell’appuntamento: «Tesseramento, bene che la Commissione provinciale faccia chiarezza»

Zampa, Martellini e Rossi

Per il momento un candidato alternativo non c’è, in compenso anche dalle parti di chi si contrappone a Matteo Cardini, attualmente unico nome per la segreteria comunale del Partito democratico, le nuove tessere non mancano. A fare il punto su tesseramento e candidature è stato nelle scorse ore Paolo Martellini, consigliere comunale del Pd che insieme a Zampa e Rossi dovrebbe scegliere un nome da contrapporre a Cardini; un’occasione, quella della conferenza stampa nella sede del Pd spoletino, nel corso della quale è stata criticata anche «la posizione “renziana” di Cardini contro gli altri esponenti del partito», rimarcando che «in realtà in quello schieramento sono presenti anche anime più estremiste, appartenenti alla sinistra più radicale. Da parte nostra, invece, non abbiamo ancora deciso chi sarà il candidato». Non solo, il terzetto rivendica anche di «essere la vera opposizione al sindaco Cardarelli», mentre gli altri vengono tacciati di «trasversalismo».

CARDINI SI CANDIDA CON VALANGA DI TESSERE

La conferenza stampa Quanto al caso tessere, (secondo le stime 1.200 in più in provincia di Perugia, 600 delle quali provenienti da Spoleto), il boom di nuovi iscritti nella città ducale «ha subito suscitato dubbi, sospetti e polemiche». A fare chiarezza, tenendo a mente che a votare per la nuova segreteria provinciale potranno essere solo coloro già iscritti nel corso del 2016, sarà la Commissione provinciale di garanzia del partito, che chiamerà uno a uno gli iscritti (in alcuni casi si parla anche di stranieri). «Bene – dice Martellini – che la commissione faccia chiarezza. Occorre fare le dovute verifiche anche perché attualmente va considerato che noi siamo all’opposizione in consiglio. Sarebbe ora che all’interno del Pd ci sia maggiore coerenza e che chi sceglie una corrente sulla base della propria storia politica, non cambi poi schieramento, intraprendendo altri percorsi politici all’interno del partito per pura convenienza».

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