mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 19:49

Pd riunisce dirigenza allargata, Verini categorico: «Si decide qui». Coro contro i ‘finti civici’

Al Park hotel primo confronto. Il commissario non cita i 104: «Nessuna resa dei conti». Presciutti: «Primarie per candidati alle regionali»

Verini con Orlando e Baiardini

di Ivano Porfiri

«Qui c’è il quadro dirigente diffuso del partito e sarà la sede collettiva dove prenderemo le decisioni». Non accenna direttamente alla questione dell’autoconvocazione dell’Assemblea regionale del partito da parte dei 104, il commissario Walter Verini, ma di fatto chiude la questione sul nascere, con poche parole. Lo fa introducendo la riunione del gruppo dirigente allargato del Partito democratico al Park Hotel di Ponte San Giovanni. «Questa – ha esordito – è la prima di una intensa serie di riunioni di questo organismo perché per qualsiasi decisione su programma, coalizione, rappresentanze del Pd la sede sarà questa». Ad ascoltarlo un’ottantina tra segretari cittadini, sindaci, parlamentari e membri di organismi vari (assenti giustificati una decina tra cui Anna Ascani, Gianluca Rossi e Cristian Biagini, che lo hanno comunicato direttamente a Verini). In platea non ci sono i portavoce dei ‘104’ ma pezzi di partito considerati critici verso il commissario sì. Tuttavia, si respira aria di tregua, come lasciava presagire anche l’appello alla concordia lanciato alla vigilia dalla presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi.

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Candidato Lega deciso a Mosca «Non abbiamo niente da nascondere – ha affermato Verini – ma chi parla di resa dei conti del Pd mi fa arrabbiare. Non ci sono conti da regolare, sarà l’avvio di una discussione». Basta polemiche, dunque, ma guardare al vero nemico in vista delle regionali. «Io non do per scontato che questa destra possa vincere. Sappiamo che la partita è difficile per ragioni strutturali. Tuttavia chi pensa che la destra ha davanti una cavalcata vittoriosa per me sbaglia. Nessuna luna di miele dura in eterno e anche quella di questo governo e di Salvini, mi sbaglierò, ma è molto attenuata. Stanno umiliando questa regione dicendo che la candidata presidente sarà scelta a Roma. Non vorrei che alla fine si sceglie a Mosca».

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Civismo sia civico Secondo Verini «se noi mettiamo insieme tutte le nostre forze la partita la possiamo giocare. Come? Aprendoci. Oggi noi partiamo in un rapporto vero, sincero con la realtà regionale. Dobbiamo ascoltare. Io penso a un progetto che porti il meglio della nostra storia di governo, sia passata che presente. Ma anche portare elementi di discontinuità e innovazione. Quindi apertura ma non solo alla classica coalizione di sigle, dobbiamo partire dalle forze del centrosinistra con cui governiamo città, guardare alla nostra sinistra, a forze di centro. Qualcosa si sta muovendo di significativo nel mondo civico. C’è tanta vitalità nel fatto che cento fiori nascono. Io do solo due consigli: che siano nell’interesse di un progetto in cui il civismo sia davvero civico e se qualcuno di noi è chiamato a firmare e siamo assessori o dirigenti non lo facciamo perché rischiamo che quel progetto non sia visto come civico. Secondo: il pericolo per questa regione è che venga governata da Salvini, quindi va fatta una scelta di campo perciò si deve riconoscere il ruolo fondamentale del Partito democratico. Noi siamo a testa alta, non ci vergogniamo».

PORZI: BASTA DIVISIONI

Strali contro i ‘finti civici’ Negli interventi successivi, sono stati ricorrenti gli attacchi ai “finti civici” in generale, ma anche all’iniziativa targata Ferrucci-Fora nello specifico. «Noi – ha detto Fabrizio Bracco – con grande umiltà dobbiamo farci promotori di una grande alleanza tra le forze politiche e il civismo che si sta organizzando, a volte con qualche camuffamento». Più duro Francesco De Rebotti: «Vedo iniziative civiche preoccupanti perché tendono a marginalizzarci». Ma l’affondo più pesante arriva dal sindaco di Gualdo, Massimiliano Presciutti. «Luca Ferrucci è membro della direzione regionale del Pd. Se civismo deve essere che sia, non sia mascherato per altri scopi. Io a questi giochi non ci sto. In quei 222 ci sono ex segretari, ex assessori del Pd. Se sono del Pd questa è casa loro, non il cantiere civico perché il Pd non fa schifo.».

MANIFESTO CIVICO DI FERRUCCI-FORA

Presciutti chiede primarie Proprio l’intervento di Presciutti c’era chi pensava potesse essere contro la linea del commissario. Invece pur «con il mio stile da sindaco di montagna», l’esponente gualdese non ha scelto la contrapposizione. «La mia – ha rivendicato – è l’unica parte di territorio dove il centrosinistra ha vinto in tutti i comuni. Noi qualcosa ancora abbiamo, abbiamo una classe dirigente diffusa sul territorio. Se vogliamo costruire un cantiere vero che parli dei temi ripartiamo dai sindaci, non per essere candidati ma per dare un contributo». Poi la proposta forte: «Fare le primarie per la scelta del candidato presidente, se non ora quando? Le primarie fanno parte del nostro Dna, usiamole anche per la selezione dei candidati. Dobbiamo avere il coraggio di interpellare il nostro popolo».

I 104 AUTOCONVOCANO L’ASSEMBLEA

Orlando schiva Orlando ha schivato le domande sulle istanze dei 104 sulla validità dell’assemblea regionale. «Questa è una domanda che va posta alla commissione di garanzia ma io sono qui per parlare di politica», chiosa. «Qui oggi – ha spiegato – è un momento di ripartenza. Credo che nei prossimi giorni da questa sede partirà un ragionamento su come affrontare i prossimi appuntamenti elettorali e superare la fase di difficoltà e di crisi che è alle nostre spalle. Ci sono molte buone ragioni per proseguire nonostante le vicende che sicuramente non possono essere minimizzate, ripartendo da un’esperienza di buon governo: ci sono molte buone ragioni per difendere un modello, sapendo però aprire una stagione nuova superando anche i limiti che oggettivamente sono emersi». E in vista delle regionali: «le valutazioni spettano al gruppo dirigente che si è insediato, quello che è certo è che noi dobbiamo essere capace di dialogare con pezzi della società civile, con le esperienze civiche che stanno crescendo. Come sarà oggetto di questi ragionamenti».

Giocatori in panchina Poi nel suo intervento conclusivo, Orlando ha esortato ad «allargare il nostro campo. Questo – ha detto – deve essere il primo passo, perché altrimenti abbiamo già perso. Solo successivamente decideremo come rappresentare la coalizione, se fare primarie o no, se il presidente deve essere un politico o un civico, se deve essere un moderato o un estremista». Quanto alla vicenda giudiziaria: «Lungi da me essere un giustizialista, decideranno i giudici sui fatti che coinvolgono le persone e mi auguro che tutti dimostrino la loro estraneità, ma noi dobbiamo affrontare l’impatto politico di questa vicenda. Non siamo qui per dare pagelle morali, ma per mettere in campo la squadra migliore contro un avversario di cui conosciamo benissimo lo schema di gioco che è una fortissima offensiva ideologica contro di noi. E in questa partita alcuni giocatori dovranno stare in panchina».

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