sabato 22 febbraio - Aggiornato alle 21:47

Pd, i ‘dissidenti’: «Subito fase di ascolto e nuova strategia». Fora sulle suppletive: «Scegliamo insieme»

Ascani raduna una trentina di dem a Perugia: «Congresso non sia scontro su nomi». Il consigliere: «Il primo febbraio incontro aperto a tutti»

Bandiere del Pd

di D.B.

Erano circa una trentina i partecipanti al pranzo organizzato, sabato al Park Hotel di Perugia, da quelli che sono ormai passati alla cronaca politica come ‘i dissidenti’ del Pd umbro, quelli cioè che contestano da tempo la linea del commissario dem Walter Verini. Intorno al viceministro all’Istruzione Anna Ascani il tuderte Andrea Vannini, due consiglieri regionali come Simona Meloni e Michele Bettarelli, alcuni sindaci come Damiano Bernardini da Baschi e Letizia Guerri e diversi militanti da alcune città. Sul tavolo sostanzialmente un tema, cioè come reagire dopo la disfatta del 27 ottobre, con qualche abbozzo di soluzione: mettersi intorno a un tavolo tutti quanti (nel mirino ci sono quelle che vengono viste come riunioni di caminetto) per gestire la fase attuale, e un congresso regionale, che si terrà probabilmente a marzo, in cui mettere al centro non i nomi ma le idee.

CHIODINI NON SI CANDIDA

IL PERCORSO VERSO IL CONGRESSO

Ascolto «Occorre delineare una strategia nuova – scrive Vannini su Facebook tracciando una sintesi del ‘menù’ – e preparata con una fase tutta dedicata all’ascolto. Dei militanti e degli iscritti, ma anche dei simpatizzanti e dei cittadini, dei movimenti, delle associazioni, in generale, senza trascurare, giorno per giorno, la presenza sul territorio ma anche sui social e nei media. Bisogna farlo prima del congresso perché esso non divenga, come i nostri avversari auspicano, solo un appuntamento “caminettale” dei tesserati, il cui numero peraltro è in imbarazzante discesa ovunque. O, peggio, uno scontro tra la corrente di questo o di quello». Tema sul quale il partito si è ampiamente esercitato nel corso degli anni in un progressivo e generalizzato disinteresse. Vannini, che non ha intenzione di candidarsi alla segreteria, auspica che quanto prima si organizzi un’iniziativa «aperta a tutti coloro che vogliono dare corpo alla necessità di marcare una discontinuità netta con la (non) gestione di questi mesi».

SUPPLETOVE, LA LEGA PRENDE TEMPO

Le suppletive Intanto il partito deve affrontare il nodo delle suppletive, in programma l’8 marzo quando 60 Comuni umbri saranno a chiamati a eleggere un nuovo senatore al posto di Donatella Tesei. A battere un colpo è il consigliere regionale Andrea Fora, che lancia l’idea di organizzare per il primo febbraio un appuntamento aperto «a tutte le migliori energie dei 60 comuni», dai partiti alle associazioni fino al mondo del volontariato e a quello imprenditoriale, per scegliere insieme un candidato e «una soluzione condivisa». Fora lancia questa proposta muovendo da una considerazione: «Sembra che il risultato del 27 ottobre – dice – non abbia insegnato nulla a quanti, pur con diversi gradi di responsabilità, dovrebbero aver a cuore l’idea di proporre agli umbri una alternativa a una nuova vittoria della Lega e della destra in Umbria».

«FACILITATORI» M5S, SI CANDIDANO 13 UMBRI

Esito scontato? Il consigliere mette nel mirino il Pd, «che si sta nuovamente avviluppando intorno a riflessioni tutte interne» e un M5s pronto alla corsa in solitaria: «Fino all’estate scorsa – aggiunge – avrei potuto osservare tutto questo con rammarico da osservatore esterno, ma oggi credo che, per il ruolo assegnatomi dagli elettori, per il gruppo civico che rappresento in Regione, non possa esimermi dall’intervenire per provare a impedire che si compia un esito che sembra scontato ma che in realtà può finire in maniera molto diversa». Secondo Fora, infatti, con un candidato frutto di una «proposta larga» alla fine l’esito potrebbe non essere così scontato.

Twitter @DanieleBovi

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