venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:49

Pd all’attacco: «L’assessore Coletto condannato per razzismo, Tesei chiarisca»

Il capogruppo Bori e il commissario Verini portano alla luce la sentenza a due mesi di reclusione per una raccolta firme sui campi rom del 2001

Luca Coletto - Lega

«Condannati per razzismo? No, grazie. C’è un certo Luca Coletto che è stato condannato per incitamento a commettere atti di discriminazione razziale e per il delitto di propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio etnico o razziale. Ci deve essere un’omonimia: non può essere lo stesso geometra veneto nominato dalla neo-Presidente della Lega, Tesei, come assessore esterno alla Sanità e al Sociale. Proprio al Sociale!». Inizia così la presa di posizione del capogruppo Pd in consiglio regionale, Tommaso Bori, che mostra su Facebook lo stralcio di una sentenza della Corte di Cassazione.

Raccolta firme su campo sinti La vicenda risale al 2001 e ai toni – giudicati razzisti – di una raccolta di firme per lo sgombero dei campi nomadi indetta dal Carroccio. La sentenza di condanna a due mesi di reclusione (con pena sospesa) è invece del 2008, poi confermata dalla Cassazione l’anno successivo, e all’epoca Luca Coletto era assessore provinciale di Verona. Tra gli altri cinque condannati, il sindaco veronese Flavio Tosi. Tra le frasi del documento oggetto della condanna: «Sgombero immediato! Via gli zingari da casa nostra» e «Firma anche tu per cacciare i sinti».

Umbria terra di Capitini Bori ricorda che l’Umbria è la terra di Aldo Capitini, è il luogo della Marcia della Pace, mai in nessuna istituzione hanno trovato cittadinanza l’odio e la discriminazione e, tantomeno, chi propaganda queste idee. Nei giorni in cui una bambina sopravvissuta agli orrori dei lager e con la carne ancora marchiata dell’inchiostro del razzismo che trasforma le persone in numeri – aggiunge – è messa sotto scorta per le minacce che riceve quotidianamente e sente la necessità di chiedere una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, come ha fatto Liliana Segre, ecco noi pensiamo che, proprio in questi giorni, chi ha portato avanti le idee contro cui noi lottiamo non debba rappresentare le istituzioni. E lei, Presidente Tesei, come la pensa?».

Verini: «Tesei chiarisca» «Stupisce come il silenzio sia fin qui l’unica reazione a quanto sollevato dal capogruppo Pd in Consiglio Regionale Tommaso Bori circa i precedenti penali del neo-assessore alla sanità e al sociale della Regione Umbria, il leghista veneto Coletto, che nel suo curriculum vanta una condanna definitiva per reati legati al razzismo», rincara il commissario regionale del Pd Walter Verini. «Non è una cosa da far passare sotto silenzio – aggiunge -, soprattutto in un momento in cui episodi di razzismo sono all’ordine del giorno nel Paese. Per questo ci aspettiamo una presa di posizione netta e chiara, a partire dalla presidente Tesei. La quale ha scelto per guidare la sanità una persona lontana dall’Umbria non solo per la sua provenienza, ma anche per questo precedente inquietante, estraneo alle radici e al clima di questa regione. Per questo deve innanzitutto chiarire se tutto ciò fosse a sua conoscenza e far conoscere il suo pensiero».

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