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mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 04:46

Patto Blu-Perugia civica e caso Pici, le due liste: «È Renda a rappresentarci in consiglio»

La consigliera portavoce del neonato «patto federativo». La replica del capogruppo: «Mi accontenterò di rappresentare forze dell’ordine, volontariato e sport»

Renda Francesca (©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

La consigliera comunale Francesca Renda è la portavoce del «patto federativo», siglato nei giorni scorsi, tra Perugia civica e Blu e sarà lei a poter rappresentare la posizione delle due liste «in tutte le sedi politiche e istituzionali in cui si renda necessaria o opportuna la manifestazione di conseguenti intenti e decisioni». A spiegarlo in una nota sono Adriana Galgano di Blu e il presidente del consiglio comunale Nilo Arcudi di Perugia civica. La precisazione, già anticipata il giorno in cui Galgano e Arcudi hanno siglato l’alleanza, viene fatta anche sulla scorta del caso che riguarda Massimo Pici.

IL «PATTO FEDERATIVO» BLU-PERUGIA CIVICA

IL CASO PICI E LA DIFFIDA

Il caso Pici Il consigliere infatti, eletto con Perugia civica, è da tempo in rotta con Arcudi e altri membri della formazione tanto che, nei giorni scorsi, Perugia civica lo ha diffidato dall’utilizzare nome e simbolo invitandolo ad aderire al gruppo Misto; sollecitazioni alle quali Pici (che sarebbe anche corteggiato da FdI) ha risposto picche. Quanto all’accordo tra le due liste, Galgano e Arcudi hanno presentato dieci punti programmatici sui quali portare avanti il lavoro congiunto, spiegando lunedì che l’accordo «è nato a seguito di un percorso comune iniziato subito dopo le elezioni del maggio 2019».

La risposta Martedì a rispondere alla nota di Galgano e Arcudi è Pici: «Apprendo da Umbria24 – scrive firmandosi come capogruppo di Perugia civica – che a causa della mancanza di requisiti, è svanito il mio sogno di fare il portavoce di Nilo Arcudi. Deluso e rattristato della notizia, mi appresto a ripiegare e ad accontentarmi di continuare a fare il portavoce del mondo delle forze dell’ordine, del volontariato, dello sport e del disagio». Insomma, di sicuro non finisce qui.

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