Currently set to Index
Currently set to Follow
giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 18:48

Patrocinio al Pride, duro attacco di Adinolfi a Tesei: «I tuoi impegni come carta da water»

Parla di tradimento: «Con i soldi degli umbri foraggi lobby ricca Lgbt, Lega in caduta libera»

Mario Adinolfi non si smentisce: le bordate, quando sono rivolte a chi gli è più prossimo, diventano più rumorose del solito. A proposito del sostegno della Regione Umbria al Pride, parla di Tesei, come una di quei politici che tratta «gli impegni assunti come la carta del water». Fa riferimento alla firma del documento «solenne», durante la sua campagna elettorale, con il quale sottoscrisse valori e finalità delle associazioni che si richiamano alla famiglia tradizionale. Compresa quella di Mario Adinolfi, il Popolo della famiglia. Insomma anche lui si accoda al coro dei Pillon e simili, inferociti dal patrocinio della Regione al Pride, di sabato prossimo, in Umbria.

Attualità Se non fosse bastata l’indiscrezione apparsa sui giornali, quella di ‘Passaggi Magazine’ che invece rivela una strategia politica dietro il polverone ideologico, cioè quella di Pillon, di farsi spazio all’interno della Lega, in Umbria, anche al costo di silurare Tesei, la palla passa di nuovo alla battaglia ideologica: «Il Popolo della Famiglia è qui a ricordare all’esponente della Lega che governa l’Umbria che, i soldi delle tasse dei cittadini non possono essere impiegati per foraggiare una lobby, meno che mai una lobby ricca e prepotente come quella Lgbt». Tesei, orma, appare così ostile alle associazioni di destra cattolica, che viene accusata anche di scorrettezza istituzionale: «Il fatto, infine, che i Gay Pride sabato si tengano in coincidenza con il sabato del silenzio elettorale in 40 città in cui si vota per i ballottaggi, aggiunge il danno della grave scorrettezza istituzionale alla beffa dei denari degli umbri spesi per una lobby ricca». Quindi l’appello, ma anche un promemoria alla Lega «in caduta libera»: «Tesei ritiri il patrocinio al Gay Pride, altrimenti per la Lega sarà l’ennesima picconata a una credibilità che ormai è in caduta libera. Se non vuole farlo per un criterio di giustizia verso gli umbri, lo faccia per evitare una ennesima brutta figura al suo partito».

I commenti sono chiusi.