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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:58

Papa ad Assisi per Economy of Francesco, Tesei: «Crediamo in modello di umana sostenibilità»

Per Sbarra della Cisl il messaggio del Pontefice è «straordinario». Padre Enzo Fortunato «abbiamo bisogno di banche che aiutino e non che uccidono»

«La Regione crede e persegue il modello di umana sostenibilità». Lo dice la presidente di Regione, Donatella Tesei, in occasione della visita del Papa ad Assisi per Economy of Francesco, un percorso iniziato più di tre anni fa con giovani economisti provenienti da cento paesi del mondi e sfociato il 24 settembre nella firma di un patto per «trasformare l’economia che uccide», ovvero quella attuale, «in un’economia per la vita e per la pace».

Papa ad Assisi, Tesei: «Crediamo in modello di umana sostenibilità» «L’Umbria è la terra del vero modello dell’umana sostenibilità, un modello in cui vi sia una connessione sempre più forte tra uomo, ambiente, salute ed economia» ha detto Tesei che ha sottolineato la «grande gioia» con cui ha accolto Papa Francesco ad Assisi. «La comunità umbra – è stato il suo commento affidato ai social – è grata al Santo Padre per la nuova visita nella nostra regione e per la grande attenzione che ha rivolto nel suo discorso ai temi della sostenibilità». E poi: «La Regione crede e persegue il modello di umana sostenibilità e ha creduto anche in questa manifestazione che ha fatto incontrare pensieri e idee. A dimostrazione di ciò, per annullare le emissioni prodotte dall’evento, abbiamo lanciato un progetto, portato avanti con imprese illuminate, che amplierà e curerà il bosco dell’Eremo delle Carceri».

Padre Fortunato «abbiamo bisogno di banche che aiutino e non che uccidono» A parlare di «un messaggio straordinario» è stato in un tweet il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, secondo cui «bisogna costruire una nuova economia più equa e solidale che metta al centro la persona, il lavoro e l’ambiente. Senza conflitti e senza carestie. Questa è la grande sfida». Di «grande discorso» ha parlato padre Enzo Fortunato, evidenziando «soprattutto l’intuizione di ricordare i Monti di pietà e i Monti frumentari. Credo che da qui bisogna ripartire, abbiamo bisogno di banche che aiutino e non che uccidono. Altrettanto importante – ha aggiunto il francescano – l’invito che il Santo Padre ha fatto nel senso di passare dalla teoria alla pratica, denunciando i poteri della finanza e ha fatto comprendere bene il rapporto tra economia reale e finanza che spesso affoga la stessa economia reale».

 

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