In ballo c’è un’opera plurimilionaria, l’interesse di molte società sportive, quello del Coni, ma soprattutto quello del presidente della Ternana Stefano Bandecchi che si è candidato a gestirlo e anzi avrebbe già sottoscritto un accordo col concessionario. Il Palazzetto dello sport i cui tempi di completamento non sono attualmente noti, alimenta tensioni tra i Palazzi che contano. In particolare, tra Fondazione Carit e il Comune di Terni. L’una, come riportato dal Messaggero, ha messo l’altra spalle al muro. Un po’ come in una partita a poker, è come se all’ultimo giro di rilanci Palazzo Montani, come di fatto è, avesse messo sul panno verde 2,5 milioni di euro e il Comune sia costretto a scoprire le carte. Quell’importo al fine della completa realizzazione del bene insomma balla. Da Corso Tacito a piazza Ridolfi la lettera inoltrata all’amministrazione comunale non è altro che una richiesta di chiarimenti, vincolata al termine di rendicontazione della Fondazione datato 31 ottobre. Sullo sfondo, in attesa che una dettagliata risposta venga fornita a chi legittimamente chiede, il clima da campagna elettorale: tra un Bandecchi inarrestabile, un sindaco in bilico per la ricandidatura e un Luigi Carlini che potrebbe esercitare moral suasion e sponsorizzazioni politiche dietro le quinte in uno scenario ancora estremamente fluido e a più di sei mesi dall’appuntamento alle urne per le amministrative nella città dell’acciaio.
PalaTerni dello sport, ‘partita a Poker’ tra Comune e Fondazione Carit
