sabato 8 agosto - Aggiornato alle 16:20

Pacchetto sisma, telefonata tra Conte e Legnini: «Norme nel decreto Semplificazioni»

Arriva l’apertura del governo sulle modifiche attese: per quelle con copertura finanziaria si attenderà scostamento di bilancio

Giovanni Legnini, commissario per la ricostruzione

di Chiara Fabrizi

Una telefonata tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini che, dopo il colloquio di lunedì pomeriggio, assicura: «C’è la piena disponibilità del governo ad accogliere il pacchetto di norme sul terremoto del Centro Italia». Di fronte sindaci del cratere in protesta per il mancato inserimento nel decreto Rilancio delle modifiche normative necessarie per accelerare davvero sulla ricostruzione, specie quella pubblica, da palazzo Chigi arriva un segnale chiaro di apertura verso l’Appenino sconquassato dal sisma.

Pacchetto sisma A portarlo tra gli altipiani e i borghi dopo quattro anni ancora segnati dalla furia della terra è lo stesso Legnini che, già domenica pomeriggio, aveva provato a tamponare l’ennesima emorragia di fiducia degli amministratori locali, chiedendogli di «insistere tutti insieme». A distanza di 24 ore il commissario dice che «il governo, mi ha garantito il presidente Conte questo pomeriggio, intende inserire le norme per accelerare la ricostruzione pubblica e privata nel decreto Semplificazioni di prossima emanazione. Quelle che invece richiedono una copertura finanziaria, ad esempio quello per il personale e la proroga dello stato di emergenza, saranno inserite nel decreto che sarà emanato subito dopo l’approvazione del nuovo, atteso, scostamento di bilancio».

Telefonata Conte-Legnini Nessun riferimento esplicito, invece, arriva dal commissario sugli aiuti per o sviluppo delle imprese del cratere, che con l’occupazione sono il primo presidio contro lo spopolamento dell’Appennino. Da tempo, infatti, è stata condivisa coi sindaci e i quattro presidenti delle Regioni terremotate anche la proposta di destinare il 5 per cento dei fondi riservati alla sola ricostruzione pubblica, circa 3 miliardi complessivi, a programmi di sviluppo per il cratere: la somma non sarebbe ingente, trattandosi di 150 milioni da ripartire tra Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, ma dopo il sisma e il Covid 19 nelle montagne del Centro Italia ogni centesimo è strategico. «Le priorità per far sì che la ricostruzione possa finalmente decollare sono note e sono state individuate in seguito a un lungo confronto – è tornato a dire Legnini lunedì pomeriggio – occorre l’impegno di tutti affinché esse possano diventare al più presto legge dello Stato e corrispondere alle aspettative dei governatori, dei sindaci, dei cittadini e delle imprese del cratere, che stanno vivendo una doppia emergenza e che non possono più attendere».

@chilodice

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