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venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 16:49

Ospedale di Spoleto, non c’è il ripristino post Covid: «Consiglio aperto con Tesei e Coletto»

Nuova sede per il Cup, ma sfuma la riapertura del Punto nascite che per il Defr sarebbe dovuta avvenire entro il 30 giugno

Ospedale di Spoleto

di Chiara Fabrizi

Avrebbe dovuto essere ripristinato entro il 30 giugno, ma così non è stato e all’orizzonte non si intravede neanche lontanamente la riapertura del Punto nascite dell’ospedale di Spoleto, smantellato nel novembre 2020 quando il San Matteo degli Infermi è stato trasformato nel Covid hospital dell’Umbria. Le criticità del nosocomio, però, creano affanno anche in altri reparti, compresa la Chirurgia, che svolge prevalentemente attività programmata, tanto che una decina di giorni fa un giovane che doveva essere operato d’urgenza all’appendicite è stato trasferito a Foligno.

Ospedale di Spoleto, non c’è il ripristino post Covid Come ampiamente preventivato, dunque, è rimasto lettera morta l’emendamento del consigliere regionale di opposizione Thomas De Luca (M5s) che, a fine 2021, era riuscito a far inserire nel Documento economico e finanziario della Regione (Defr) la riapertura del Punto nascite entro il primo semestre del 2022. Ad agitare la comunità, però, sono le sorti di tutti i servizi dell’ospedale, ancora lontanissimi dai livelli pre pandemia, malgrado il ripristino dei reparti fosse stato garantito dalla Regione ai tempi della trasformazione del San Matteo in Covid hospital (ottobre 2021-maggio 2022). All’appello manca la Pediatria, di fatto ridotta ad ambulatorio, tanto che ormai se un bimbo ha un problema di salute i genitori salgono direttamente in auto e raggiungono Foligno, mentre gli affanni di Chirurgia sono evidenti anche sul fronte dell’emergenza urgenza coi feriti in codice giallo che, salvo rare eccezioni, neanche passano per il Pronto soccorso di Spoleto, venendo trasferiti dal 118 direttamente altrove, recentemente anche ricorrendo con una discreta frequenza al trasporto in elisoccorso.

«Consiglio aperto con Tesei e Coletto» In questo quadro si è alzato il pressing delle forze politiche: Pd e M5s, che siedono in maggioranza, ma anche Insieme per Spoleto, che fa parte delle forze di opposizione, sono tornate a chiedere un consiglio comunale aperto con la partecipazione della presidente Donatella Tesei e dell’assessore Luca Coletto. La quarta commissione consiliare, comunque, già due settimane fa, aveva votato all’unanimità la chiamata in aula di Tesei e Coletto. A bussare alla porta degli amministratori regionali negli ultimi giorni è stato anche il sindaco Andrea Sisti e lo Spoleto City forum, che hanno richiesto un incontro urgente per fare il punto sulle sorti del San Matteo.

Cup torna in ospedale Dalla Usl 2, invece, lunedì mattina hanno comunicato lo spostamento del Cup, che lascia quindi la Palazzina Micheli e torna all’interno dell’ospedale. Il servizio svolgerà le funzioni Cup di primo livello, anagrafe sanitaria, consegna cartelle cliniche, ritiro referti di Anatomia patologica.

Pd: «Cup contentino» A dire che in ospedale «a oggi mancano servizi di base fondamentali» è il Partito democratico, che evidenzia anche «l’assenza di degenza e h24 di cardiologia e la mancanza grave di personale nel dipartimento emergenza-urgenza, oltre agli  anestesisti rianimatori e al Pronto soccorso», tanto che per la principale forza di maggioranza a Spoleto il Cup rappresenta «l’unico contentino arrivato comunque con forte ritardo rispetto alle promesse». Infine per il Pd «dopo il periodo estivo, con la fisiologica riduzione delle prestazioni legata alle ferie, ulteriori difficoltà emergeranno in tutta la propria drammaticità».

M5s: «Dalla destra umbra solo proclami» Parlano della scadenza trascorsa invano del «30 giugno 2022 come l’ennesima presa in giro sull’ospedale» gli esponenti del M5s, per i quali «Tesei ha fatto poco o nulla di quello che aveva promesso». I pentastellati contestano anche la «solita giustificazione sulla carenza di personale e la difficoltà della Usl 2 a reperire figure utili al mantenimento dei servizi», attaccando le rassicurazioni arrivate in campagna elettorale sia del senatore Franco Zaffini (Fratelli d’Italia) che del senatore Stefano Lucidi (Lega), bollate come «i proclami della destra umbra, che vanno a sbattere con la realtà: Spoleto – dicono dal M5s – merita di più e per questo condividiamo la scelta di un consiglio aperto sulla sanità come proposto dalla quarta commissione consiliare».

Cintioli: «Basta dire che l’ospedale non è attrattivo» Infine a chiedere «di finirla con le bugie» e fare chiarezza sul futuro del San Matteo è il gruppo di opposizione Insieme per Spoleto che ha avviato la raccolta di firme per ottenere il consiglio comunale prima possibile. «Troppo facile dire che il nostro ospedale non è attrattivo» afferma il consigliere di opposizione Giancarlo Cintioli, secondo cui «in questi mesi, con il più assordante silenzio del nostro sindaco, è stato portato il distretto socio sanitario a Foligno, l’ospedale di comunità verrà fatto a Montefalco, le strutture complesse sono senza direttori, il personale infermieristico non è stato assunto, non sono stati rimpiazzati  cardiologi, ginecologi, urologi, ed il punto nascita non riapre».

 

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