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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 10:37

Nuovo stadio Terni, la proposta Paparelli e Porzi: «Sia finanziato coi canoni idrici»

Idroelettrico, M5s: «Regione potrebbe garantire riduzione degli importi in bolletta invece a Perugia e Terni rincari record»

Il patron della Ternana Stefano Bandecchi propone di realizzare un nuovo stadio compensando le spese con una clinica privata non prevista però dal piano sanitario regionale e il progetto resta in stand by, tra polemiche, ringraziamenti, contestazioni e prese di posizione sulla via delle quali lo stesso presidente delle Fere ha annunciato la propria candidatura a sindaco della città di San Valentino, quando avrebbe già chiuso l’accordo per la gestione del futuro palazzetto dello sport. In questo contesto ecco l’ultima proposta sul tema del Liberati, la cui mancata iniziativa di completo rifacimento ha deluso migliaia di tifosi. Ad avanzare un’ipotesi sono i consiglieri regionali di minoranza Fabio Paparelli (Pd) e Donatella Porzi (Misto): «Utilizzare le opportunità derivanti
dalla legge regionale sull’utilizzo dei canoni idrici dei grandi impianti di derivazione a favore dei territori che li ospitano, per
riqualificare o realizzare, anche in sinergia con il privato, il nuovo stadio comunale di Terni». Questo in sintesi il contenuto della mozione dedicata che fa leva sulla legge regionale speciale pensata per favorire lo sviluppo e la valorizzazione dei territori su cui afferiscono le attività degli impianti di grandi derivazioni di acque pubbliche ad uso idroelettrico.

Stadio Terni «Nel triennio 2019-2021 – ricordano i due consiglieri di minoranza – la legge ha portato ad investire oltre un milioni di risorse pubbliche proprio nell’ambito dell’impiantistica sportiva, oltre alle risorse per riportare a Terni UJ e per il decoro urbano. Grazie a quella legge è stato finanziato con 800 mila euro il nuovo Centro Remiero di Piediluco, attraverso una collaborazione virtuosa con la Fondazione Carit, la Fic-Federazione Italiana Canottaggio e la società Erg spa. In virtù di ciò, riteniamo che sarebbe assai più produttivo lavorare da subito in questa direzione, sfruttando anche le opportunità derivanti dai maggiori introiti che si attendono in
virtù della prossima revisione della norma, per riqualificare o costruire il nuovo stadio a Terni. La Giunta regionale – sottolineano Paparelli e Porzi – farebbe bene a prendere in seria considerazione la possibilità di agevolare questo processo, anche aumentando le risorse e consentendone l’utilizzo al Comune per investimenti. 1/1,5 milioni annui per coprire rate di mutuo consentirebbero di poter intervenire immediatamente sullo stadio di Terni, di proprietà pubblica, operando per una riqualificazione complessiva su un bene
che appartiene alla città e agli stessi tifosi. Non solo lo stadio, ma ciò consentirebbe anche di intervenire sul resto dell’impiantistica sportiva della città. In particolare – ricordano i consiglieri di opposizione – basterebbe prevedere già nel prossimo bilancio regionale e nella legge in itinere, la possibilità di impegnare i fondi a tale scopo».

Bollette Ma a proposito di idroelettrico e canoni a carico del privato che sfrutta le acque della Cascata delle Marmore, è di tutt’altro genere invece la riflessione del gruppo consiliare del M5s di Terni: «La Cascata produce energia per 500 mila nuclei familiari, ma la destra che governa Regione e Comune lascia che a monetizzare i profitti siano solo i privati anziché far risparmiare i cittadini sul costo della bolletta. Mentre in Basilicata il gas viene estratto seguendo precisi accordi tra Regione e gestore che consentono ai cittadini di non pagare i consumi in bolletta, invece Perugia e Terni sono in cima alla classifica dei rincari di luce e gas tra le città italiane. Una precisa volontà politica che impedisce alle famiglie di pagare molto meno, o addirittura nulla, i costi dell’elettricità presenti in bolletta. Secondo l’Unione nazionale consumatori, in base a dati Istat, i cittadini dei due capoluoghi umbri sono al primo e al secondo posto per i rialzi per energia elettrica, gas e altri combustibili. Un aumento che supera il 160% a fronte di una media nazionale del 135%. Significa più di 2.000 euro a famiglia su base annua. Pensare che basterebbe seguire il modello Basilicata per ridurre il costo della bolletta. Lì un accordo tra Regione e compagnie petrolifere ha portato una riduzione del 50% della bolletta lasciando posto solo alle spese di trasporto e agli oneri di sistema. Una misura introdotta da una legge regionale attraverso la quale la Regione Basilicata dispone della valorizzazione del gas naturale come compensazione ambientale rispetto alle concessionarie degli impianti estrattivi di idrocarburi sul territorio».

M5s Terni Il polo idroelettrico ternano, tramite lo sfruttamento di risorse pubbliche, produce energia in grado di soddisfare 500 mila famiglie l’anno. Nel contesto attuale di crisi energetica e di enormi difficoltà per tante famiglie e imprese ad arrivare a fine mese, riteniamo totalmente immorale lasciare che queste risorse vengano utilizzate solo per arricchire una multinazionale senza restituire nulla ai cittadini che, di fatto, sono proprietari di un bene pubblico. Da anni ormai come MoVimento 5 Stelle sottolineiamo le gravi criticità intorno allo sfruttamento idroelettrico dell’area della Cascata delle Marmore. Interessi privati che per decenni sono entrati in conflitto con quelli dei territori, basti pensare a questioni come l’orario di apertura del flusso della Cascata, il deflusso minimo vitale da rispettare (DMV), il cedimento strutturale del borgo di Piediluco, senza dimenticare gli investimenti che da tempo si attendono per garantire l’efficientamento ed il decoro di impianti e strutture. Il sindaco di Terni ha ricevuto mandato pieno dal consiglio comunale per tutelare gli interessi della città. È arrivato il momento di dimostrarlo».

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