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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 20:24

Nuovo presidente della Repubblica, martedì il voto in consiglio regionale sui grandi elettori: i tre nomi in lizza

Salvo sorprese e non senza tensioni e malumori l’aula indicherà Donatella Tesei, Marco Squarta e Fabio Paparelli

La Camera dei deputati

di Daniele Bovi

Con la convocazione da parte del presidente della Camera Roberto Fico del Parlamento, in seduta comune, per lunedì 24 gennaio, è ufficialmente iniziata la partita legata all’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Oltre ai 630 deputati e 321 senatori alla seduta comune parteciperanno anche 58 delegati regionali, tre per ogni regione a parte la Valle D’Aosta che, come recita l’articolo 83 della Costituzione, ha un solo delegato. A votarli sono i rispettivi consigli regionali e, come ricordato in una comunicazione di fine settembre da Roberto Ciambetti (il veneto che guida la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative), per prassi vengono di solito indicati il presidente della giunta, quello del consiglio regionale, il vice presidente di minoranza o un rappresentante delle opposizioni.

I nomi Per quanto riguarda l’Umbria, l’assemblea voterà martedì e rispetto allo schema citato poc’anzi c’è una sola differenza. L’aula – salvo sorprese – manderà a Roma la presidente Donatella Tesei, quello dell’assemblea Marco Squarta e il portavoce delle opposizioni Fabio Paparelli; il dem Michele Bettarelli infatti già da qualche tempo aveva spiegato di non essere della partita. In diversi ovviamente avrebbero voluto depositare la scheda nell’urna: per la Lega ad esempio c’era in pista anche Paola Fioroni e nelle ultime ore ci sono state tensioni con FdI che però, avendo soltanto tre delegati regionali (Squarta e i presidenti di Marche e Abruzzo Acquaroli e Marsilio) ha fatto quadrato intorno al presidente dell’assemblea, minacciando anche di passare all’opposizione in caso Squarta fosse stato bocciato.

Scelta politica In casa dem, invece, tra i papabili c’era anche Donatella Porzi. In generale all’interno delle coalizioni la scelta è essenzialmente politica, con i partiti più grandi che tendono a evitare di accaparrarsi tutti i delegati, facendo una divisione di massima nazionale che poi viene applicata nelle Regioni. Al netto della Valle D’Aosta, secondo i calcoli al centrodestra spetteranno 33 delegati regionali e al centrosinistra 24. Dal 24 gennaio si inizierà a votare.

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