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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 21:03

Nuovo ospedale, Case di comunità e sistema hub&spoke: Terni vuole entrare nel Piano sanitario regionale

Documento della Seconda commissione di Palazzo Spada per Palazzo Donini

Terminata la lunga girandola di audizioni, la sottocommissione di professionisti e tecnici della sanità, individuata nell’ambito dell’organismo consiliare ternano presieduto da Rita Pepegna, ha elaborato la sintesi dei punti da inserire nel Piano sanitario regionale, facendosi portavoce delle richieste del territorio ternano, tenendo conto di problematiche, strutturali ed organizzative locali e quindi facendo tesoro degli auditi: l’ordine dei medici di Terni, i vari sindacati medici e del comparto, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni e dell’Ausl 2. Il documento, approvato all’unanimità dalla commissione lunedì pomeriggio, passerà ora al vaglio del consiglio comunale con ultimo destinatario Palazzo Donini e nello specifico all’assessore Luca Coletto e al direttore della direzione Sanità e Welfare Massimo Braganti.

Piano sanitario regionale Sintetico ma esaustivo, condiviso da tutte le forze politiche, il dossier è stato oggetto di perfezionamento nel corso dellìultima seduta di commissione, quando si è deciso di escludere dalle richieste la realizzazione di un mattatoio, appurato come sia di competenza comunale. Di seguito le istanze da Piano sanitario regionale: realizzazione del nuovo ospedale di Terni; antenimento delle due aziende ospedaliere sia in ragione della morfologia del territorio regionale, sia in ragione della proiezione territoriale extraregionale dell’Azienda Ospedaliera di Terni che storicamente svolge un ruolo di attrattore di mobilità attiva per la collocazione geografica e per l’elevato valore delle alte specialità espresse dal nosocomio ternano; mantenimento e potenziamento delle alte specialità collegate alle figure apicali tuttora vacanti a Terni proprio alla luce delle capacità attrattive di mobilità attiva a beneficio dell’intero sistema sanitario regionale, tenendo in considerazione i numeri di riferimento in un’ottica di area vasta e non strettamente valutati nell’ambito del panorama regionale; realizzazione di un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) con sede a Terni; piena integrazione tra Aziende Ospedaliere e medicina di territorio nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, con la creazione di strutture territoriali specializzate nella riabilitazione e nella chirurgica a bassa intensità operativa ed assistenziale, intensificando e semplificando la collaborazione delle stesse con l’azienda ospedaliera, creando un sistema di Hub e Spoke bidirezionali; istituzione di Case e Ospedali di Comunità nel territorio ternano allo scopo di potenziare e ottimizzare la Medicina territoriale; riorganizzazione dei distretti sanitari attraverso l’utilizzo di criteri sanitario-epidemiologici e territoriali e non sulla sola base demografica.

Dossier destinato a Palazzo Donini Nesssun riferimento diretto poi alla clinica del patron rossoverde Stefano Bandecchi ma tra i punti non manca la redistribuzione dei posti letto convenzionati, senza penalizzazione di quelli esistenti, tenendo in considerazione il criterio di uniforme allocazione dei servizi sul territorio regionale (nessun posto letto in convenzione è presente nel territorio ternano); poi ancora: riorganizzazione della Assistenza primaria, in particolare con il reintegro dei medici di medicina generale in quiescenza da qui ai prossimi mesi e riorganizzazione Aggregazioni funzionali territoriali; confronto nelle sedi istituzionali e nei tavoli tecnici con la partecipazione degli stakeholder territoriali; mantenere i due Dipartimenti all’interno delle due Asl, potenziandoli con strumenti e personale idonei ad affrontare situazioni emergenziali; i tre servizi veterinari vanno potenziati con direttori di struttura complessa e articolazioni interne; nel rispetto dei rapporti tra Regione, Università e Azienda Ospedaliera di Terni, si lavori perché si potenzi la presenza e la qualità dell’offerta Universitaria.

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