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lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 00:36

Nuova legge elettorale, Porzi apre la crepa nel Pd: «Un grave errore politico»

L’ex presidente dell’assemblea: «Non c’è stata condivisione. La proposta danneggia territori marginali e i piccoli gruppi»

Donatella Porzi

Al coro di critiche contro la bozza di nuova legge elettorale si aggiunge anche la voce di Donatella Porzi, ex presidente dell’assemblea che parla di «incidente» a proposito del ddl presentato da Marco Squarta (FdI), Paola Fioroni (Lega) e Simona Meloni (Pd). «Avevo deciso di non esprimermi – scrive Porzi – sull’incidente della legge elettorale regionale, ma le tante sollecitazioni ricevute mi impongono di chiarire che anch’io con rammarico e stupore ho appreso la notizia della presentazione della proposta sulla nuova legge elettorale da parte del Pd solo dalla stampa. Un grave errore politico».

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE

COMITATI E PARTITI: «VOGLIONO SOLO DIFENDERE IL FORTINO»

Senza confronto Porzi punta il dito contro la mancanza di condivisione e confronto politico né all’interno del gruppo dem, «né con la nostra comunità politica nei vari livelli territoriali, né con gli altri colleghi della minoranza». «Un atteggiamento grave, che mina il rapporto di fiducia reciproca che dovrebbe rappresentare il caposaldo alla base della nostra coalizione, specie in questo delicato momento politico, dove sinergia, condivisione reale, dibattito con tutti e non solo con i soliti del cerchio magico, deve rappresentare la linea guida su cui posare gli assi della nostra ripartenza politica».

DA FORA AL M5S, CORO DI CRITICHE

La rappresentanza Quanto al merito della proposta, per l’ex presidente dell’assemblea danneggia i piccoli comuni e i territori periferici, oltre che i «piccoli gruppi civici e politici che, per la maggior parte, sono alleati del centrosinistra. L’esatto contrario – attacca Porzi – di quanto il centro-sinistra ha sempre fatto nella storia della Regione, con leggi elettorali finalizzate al coinvolgimento attivo ed alla rappresentanza, fino al diritto di tribuna, di tutti gli alleati. Il noi al posto dell’io, la pagina nuova che l’attuale dirigenza umbra del Partito democratico vuole scrivere, si sta palesando solo uno slogan sconfessato dai fatti».

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