venerdì 26 maggio - Aggiornato alle 00:04

Norcia al centro dell’Europa, il 24 incontro su ricostruzione di San Benedetto. Tajani: «UE vicina ai cittadini»

Il presidente dell’Europarlamento all’inaugurazione dell’anno accademico: «Non alzeremo muri se la nostra identità sarà forte»

Tajani questa mattina a Perugia (foto U24)

di Daniele Bovi

La prossima settimana, quando si festeggerà il 60esimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, Norcia e San Benedetto, inteso come basilica da ricostruire e patrono del continente, saranno al centro dell’Europa. Anche di terremoto e della difficile situazione che sta vivendo il Centro Italia si è parlato sabato mattina nell’aula magna dell’Università di Perugia, dove si è tenuta la cerimonia per l’avvio del 709esimo anno accademico. Ospite d’onore, il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani: «Abbiamo deciso – ha detto a margine della cerimonia – di unire la Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari e la presidenza del Parlamento europeo a Norcia, per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, ma facendo in modo che questa celebrazione non sia un atto legato al passato ma sia dimostrazione che l’Europa è vicina ai cittadini che soffrono perché colpiti dal terremoto».

FOTOGALLERY: L’INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO

Ricostruzione Prima della cerimonia Tajani ha visitato alcune sale dell’Ateneo, compresa la biblioteca di palazzo Murena, e ha annunciato che la sera del 24 marzo sarà a Norcia per una cena con il sindaco Nicola Alemanno: piatto principale del menù la ricostruzione di San Benedetto. «Norcia – ha sottolineato Tajani – è una città ferita, è il simbolo delle città più grandi e più piccole ferite dalle oltre 20 mila scosse di terremoto che hanno devastato l’Italia centrale». Secondo Tajani l’appuntamento di Norcia è un «segno tangibile di vicinanza ai cittadini, oltre ai due miliardi di euro che arriveranno per la ricostruzione. Questa è la solidarietà europea, non soltanto gli italiani ma tutta l’Europa è vicina alle vittime del terremoto». Nel corso della mattinata, sia durante il suo intervento in aula magna che a margine della cerimonia, Tajani ha parlato molto anche dell’attualità politica di queste ore, dall’esito delle elezioni olandesi all’incontro fra il presidente Trump e la cancelliera Merkel.

Olanda e Ue Secondo Tajani il voto dei Paesi Bassi «dimostra che c’è una maggioranza di cittadini a favore dell’Europa. Il risultato dei partiti populisti ci fa capire che noi dobbiamo risolvere i problemi e non accantonarli perché i cittadini ci chiedono di correggere le cose che non funzionano». Il presidente parla di un’Europa che è stata in grado di garantire decenni di pace e di prosperità ma che ora «è in transizione», chiamata a risolvere problemi come l’eccessiva burocrazia e a dare risposte su «crisi economica, immigrazione e terrorismo così da riavvicinare i cittadini alle istituzioni europee». Tajani vede un continente «che si trova a scegliere tra mura e integrazione e di fronte a un sovranismo deleterio che appartiene ai momenti più bui della nostra storia. Noi siamo europei e in quanto tali liberi e aperti al mondo. Non si cancellano millenni di storia parlando di sovranismo, la nostra è la cultura dell’apertura».

Il ruolo degli atenei Nel corso dei secoli il senso di insicurezza «e la precarietà morale e materiale sono stati spezzati dalla creazione di università come quella di Perugia, dove ci sono le radici della civiltà europea. L’Europa è nata dalla cultura e la sua identità è fatta anche dalle nostre università». Tajani dice in modo chiaro che questa identità va difesa: «L’Europa non si identifica solo con le sue istituzioni o con la sua moneta ma soprattutto con i valori. Non alzeremo muri se saremo forti della nostra identità, che va tutelata, altrimenti invece che integrare rischiamo di essere colonizzati da altre identità». Infine, dopo aver ricordato che l’Università rappresenta «il nostro modo di concepire la vita ed è il luogo della libertà e della comunità dove si formano le future generazioni, le classi dirigenti e coloro che devono sviluppare il pensiero e l’identità europea», ha chiuso rivolgendosi così agli studenti: «Dobbiamo fare di tutto affinché non perdiate la capacità di sognare divenendo vittime del presente».

Twitter @DanieleBovi