giovedì 2 luglio - Aggiornato alle 08:22

Nomina direttori sanità e giunta, arriva proposta di legge Pd: «Non deve contare chi conosci»

Bori, Paparelli, Meloni e Bettarelli: «Rafforzare il principio di separazione tra indirizzo politico e gestionale»

ospedale perugia
L'ospedale di Perugia

di D.B.

Sul delicatissimo tema delle nomine, in particolare di quelle che riguardano i direttori della giunta regionale e quelli di Usl e aziende ospedaliere, arriva la proposta di legge firmata da quattro consiglieri del Pd che riassumono così il senso della proposta: «Conta ciò che conosci, non chi conosci». La nomina dei vertici della sanità segnò, di fatto, la morte politica della precedente giunta e ora, in attesa delle decisioni di quella nuova che ha deciso di prorogare per sei mesi gli uscenti, Tommaso Bori, Fabio Paparelli, Simona Meloni e Michela Bettarelli (all’appello manca solo Donatella Porzi) hanno presentato una proposta per «rafforzare il principio di separazione tra indirizzo politico e gestionale, previsto dall’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche».

I direttori Per quanto riguarda gli apicali di Palazzo Donini (i nuovi sono stati nominati per sei mesi), il testo dei quattro dem prevede che il direttore generale e i direttori regionali siano scelti prioritariamente «tra i dirigenti già in ruolo presso la Regione, dotati di professionalità adeguata rispetto alle funzioni da svolgere e che abbiano ricoperto incarichi di dirigente, anche cumulabili, per almeno cinque anni». Solo se questa selezione interna non dia i risultati sperati, la presidente potrebbe attingere all’esterno; al momento, il nuovo direttore dell’area sanità arriva da Trento, mentre Stefano Nodessi Proietti dall’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico. Inoltre, la proposta prevede che non sarà più possibile nominare chi ha ricoperto l’incarico di dg o di direttore regionale da più di dieci anni».

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Sanità Quanto alla sanità, le modifiche riguardano dg, direttori amministrativi e sanitari e attraverso di essere si propone l’istituzione di un elenco nazionale per i candidati direttori oltre che la nomina di una commissione regionale per l’espletamento della selezione pubblica. In più «non potranno essere più nominati coloro che hanno già ricoperto per due volte consecutive tale incarico, presso la medesima azienda sanitaria regionale o per più di tre volte nella propria carriera professionale e ai fini della selezione la Regione dovrà assicurare modalità idonee a garantire la segretezza delle generalità dei candidati. La rosa di nomi proposta – spiega ancora Bori – dovrà essere adeguatamente motivata, sia rispetto alle valutazioni effettuate ai fini della individuazione dei candidati selezionati nonché in merito alle ragioni dell’esclusione dei restanti».

Larga convergenza «Altre novità importanti – continua il capogruppo dem – sono rappresentate dal fatto che non potranno più far parte della commissione i dipendenti in servizio presso la Regione e che non potrà più essere nominato chi ha ricoperto l’incarico di direttore generale, direttore amministrativo o di direttore sanitario, per due volte consecutive, presso la medesima azienda sanitaria regionale, o per tre volte nella propria carriera professionale». Il testo ora inizierà il suo percorso in commissione e su di esso «auspichiamo – conclude Bori – una larga convergenza a prescindere dalle appartenenze».

Twitter @DanieleBovi

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