martedì 20 novembre - Aggiornato alle 17:03

Direttori sanità, nominati Duca, Dal Maso, Casciari e Fiaschini. Assente Barberini, bocciani attaccano

Da sinistra Fiaschini, Dal Maso, Casciari, Duca e Orlandi

di Daniele Bovi, Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli

Dopo 30 ore di passione, telefonate, incontri e summit più o meno segreti, sono arrivate alle 19 le nomine dei nuovi direttori della sanità regionale, deliberate nel corso di una seduta di giunta iniziata alle 18 alla quale non ha preso parte l’assessore alla sanità Luca Barberini: Emilio Duca va all’Azienda ospedaliera di Perugia, Maurizio Dal Maso (il vero nome nuovo delle ultime ore) a quella di Terni,  all’Ausl Umbria 1 arriva Andrea Casciari e alla 2 Imolo Fiaschini. A questo punto rimane fuori solo il nome del nuovo direttore della Centrale unica degli acquisti, che dovrebbe essere scelto nei prossimi giorni e che insieme agli altri entrerà in carica il primo marzo. Dopo una mattinata di incertezza, con la giunta in attesa e il consiglio slittato al pomeriggio, poco prima delle 14 l’assessore bocciano è arrivato a Palazzo Cesaroni spiegando che da parte sua c’è la volontà di ricucire lo strappo consumatosi nel corso della notte.

I CURRICULUM DEI 4 NOMINATI

Pausa e summit Quelle del pomeriggio sono state ore di riflessione e incontri, con il consiglio regionale che si è aperto alle 15 in un clima surreale: all’ordine del giorno question time e alcune mozioni, anche se tutti pensavano agli esiti della delicata partita sulla sanità su si gioca l’esito della legislatura. Una seduta che si è conclusa di fatto poco dopo le 16, quando il centrodestra con Ricci ha chiesto di anticipare la discussione della mozione sui criteri di nomina dei direttori: a quel punto alcuni assessori e alcuni membri di maggioranza si sono allontanati dall’aula, non avendo numeri a sufficienza, e così il centrodestra ha reagito spiegando di non voler partecipare al voto sull’anticipazione della discussione. La maggioranza subito dopo si è chiusa in un summit e poco dopo, vista la mancanza del numero legale, la seduta è saltata. Nel frattempo, nel corso del pomeriggio, summit dei bocciani (documentato in foto da Umbria24) all’hotel Brufani con Barberini insieme a Eros Brega, Andrea Smacchi e anche Marco Vinicio Guasticchi. Catiuscia Marini invece si trovava alla Sala dei Notari per un impegno istituzionale.

VIDEO: L’ASSESSORE SULLE DIMISSIONI

Parla la giunta La giunta in un comunicato parla di attenta valutazione di «tutti i 108 curriculum pervenuti» e di una decisione che ha privilegiato «le esperienze professionali e manageriali espresse dai candidati», nonché «l’interesse generale della comunità», «i criteri di competenza, merito, rinnovamento e rotazione delle competenze professionali». «La giunta – è detto ancora – ha pensato innanzitutto agli interessi dei cittadini e ritiene quindi che i quattro nominativi individuati rispondano appunto ai requisiti di competenza, capacità amministrativa e gestionale e conoscenza qualificata del servizio sanitario sia in ambito nazionale che regionale».

VIDEO: LA RICOSTRUZIONE DELLA GIORNATA, PARLANO I PROTAGONISTI

Bocciani all’attacco Valutazioni nettamente opposte arrivano negli stessi minuti da parte del gruppo dei bocciani, ovvero Donatella Porzi, Luca Barberini, Andrea Smacchi, Marco Vinicio Guasticchi ed Eros Brega, che criticano la nomina di Orlandi («ne riconosciamo la qualità, ma non è rinnovamento») parlano di una «forzatura della quale prendiamo atto. La direzione in cui si sta andando – dicono – non è certo improntata al rinnovamento auspicato e richiesto dai nostri elettori. In momenti come questi il metodo da utilizzare dovrebbe essere quello di una maggiore condivisione, in grado di portare a delle scelte che rispondano a quell’esigenza di rinnovamento e discontinuità richiesta dalle aspettative e dalle necessità dei cittadini. La strada che si vorrebbe imboccare a Palazzo Donini è invece un’altra, con scelte improntate alla conservazione e alla continuità. In questo contesto rimaniamo disponibili al confronto per assicurare il governo regionale, facendoci allo stesso tempo portatori di istanze di cambiamento vero».

Leonelli, Ascani e Giulietti Via libera alle nomine arriva da parte del segretario del partito, Giacomo Leonelli, che parla di «nuovi innesti e una rotazione complessiva di chi già c’era, nel rispetto dei curricula comunque significativi», promettendo che lavorerà «personalmente» nelle prossime ore per ricucire lo strappo: «Le fibrillazioni di questi giorni – dice – non fanno bene al Pd e disorientano i nostri elettori e i cittadini, molto più interessati al funzionamento della sanità che agli equilibri interni al nostro partito». Secondo il deputato pd Giampiero Giulietti, Giovane turco come Catiuscia Marini, la giunta ha fatto «scelte importanti, all’insegna dell’innovazione, della competenza e del merito ed in piena sintonia con i criteri per la scelta dei manager adottati dal Governo Renzi». «Penso che la politica umbra non stia dando bella mostra di sé» commenta invece la deputata dem Anna Ascani: «La stampa ci parla di un dibattito e di un processo decisionale  – dice – fortemente condizionati dai rapporti di forza e dalle divisioni, riportandoci parole che non avremmo voluto leggere, come “caos”, “terremoto”, “rottura”, invece di “merito” o “trasparenza”, ovvero quei concetti che spesso sono al centro dei nostri convegni più che delle nostre riunioni. Ed è un peccato, perché chiunque sia nominato a incarichi di così delicata responsabilità, si merita un percorso diverso».

LA CRONACA DELLA GIORNATA

«Disponibile a ricomporre» Intercettato dai cronisti poco prima delle 14, Barberini ha smentito di aver minacciato dimissioni: «Le dimissioni non si minacciano, nel caso le do e io non le ho mai date. Abbiamo diverse valutazioni ma non ci sono dimissioni». Sui direttori regionali, Barberini ha sottolineato che la scelta, nel corso della notte, è avvenuta in sua assenza: «Ero già andato via». Nonostante le frizioni, tuttavia, Barberini si è detto pronto a ricomporre. «La mia posizione la conoscete da tempo, c’è bisogno di dare segnali di cambiamento». «Avevo impegni – ha detto a proposito della sua assenza – sono arrivato adesso, mi confronto con la presidente Marini come è giusto che faccia. Cercheremo di costruire, la politica è questo, un gioco di incastri, soluzioni, buona volontà, di risposte ai bisogni della nostra comunità e ce ne sono tanti. C’è la buona volontà di ricomporre, da parte mia sicuramente. C’è l’impegno per risolvere un problema». Nel merito delle nomine non è voluto scendere: «Non dobbiamo discutere solo sui nomi, ma di un approccio su un settore come la sanità che tocca ogni giorno i bisogni dei cittadini, se la riconduciamo solo ai nomi facciamo un errore strategico, a noi non interessano i nomi, interessa costruire un modello che sia rispondente ai bisogni mutati dei cittadini umbri». Alla domanda se la vicenda si concluderà nelle prossime ore, ha risposto: «Perché mai?Abbiamo tempo fino al 29».

Il giallo dimissioni La notizia delle imminenti dimissioni dell’assessore era stata fatta trapelare di buon mattino con conferme autorevoli dalla segreteria di Barberini. In realtà, come precisato un’ora più tardi dalle stesse fonti, per ora il titolare della Sanità ha inviato una lettera al consiglio regionale in cui non c’è l’annuncio di dimissioni ma solo quello relativo al fatto che oggi non si sarebbe presentato alla riunione dell’assemblea legislativa. Tuttavia, è stato precisato in mattinata che l’assessore «sta riflettendo» e che le dimissioni rimanevano sempre un’opzione sul tavolo, che scatterebbero immediatamente – stando a indiscrezioni – non appena la giunta approvasse la delibera con i nomi non graditi (con conseguenti ripercussioni in maggioranza). Insomma, sono ore di mosse e contromosse, di tentativi di pressioni anche attraverso i media. La rottura si è consumata nel corso della notte tra lunedì e martedì, al culmine di una seduta fiume della giunta regionale andata avanti dal pomeriggio fino a notte fonda, fino all’abbandono della riunione da parte dell’assessore.

Consiglio posticipato Una situazione di stallo che ha portato allo slittamento alle 15 della seduta del consiglio regionale, inizialmente convocato per le 10. «La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi – si legge in una nota – comunica che l’inizio della seduta d’Aula odierna dell’Assemblea legislativa, previsto per le ore 10, è posticipato alle 15 per la concomitante riunione della giunta regionale».

Giunta fiume Tornando alla notte tra lunedì e martedì, alla fine dal camino del palazzo, dopo ore di tensione e consultazioni telefoniche (chiamate sono partite anche verso i vertici del Pd nazionale, in particolare verso Lorenzo Guerini), la fumata è stata nera, o meglio, grigia: fatte le nomine dei direttori regionali di palazzo Donini la giunta si era data una notte per capire se lo strappo fosse irreparabile. La presidente Marini è però sembrata voler tirare dritto e a dimostrazione di ciò c’è il fatto che a notte fonda è stato dato il via libera all’altro gruppo di nomine che era, come parso chiaro nei giorni scorsi, strettamente connesso a quelle della sanità, ovvero quelle dei responsabili delle direzioni generali di palazzo Donini.

Sei aree Le aree diventano sei, e la novità è Walter Orlandi che dall’Azienda ospedaliera di Perugia (la proposta pare sia stata fatta dallo stesso Barberini nello stupore dei presenti) passerà a guidare la direzione «Salute, welfare, organizzazione e risorse umane» al posto di Emilio Duca; Diego Zurli va all’area «Governo del territorio e paesaggio, protezione civile, infrastrutture e mobilità»; Luigi Rossetti si occuperà di «Attività produttive, lavoro, formazione e istruzione», Ciro Becchetti di «Agricoltura, ambiente, energia, beni culturali e spettacolo», Lucio Caporizzi di «Programmazione, affari internazionali ed europei, agenda digitale, agenzie e società partecipate» e Giampiero Antonelli di «Risorse finanziarie e strumentali, affari generali e rapporti con i livelli di governo».

Braccio di ferro su Dal Maso L’esito della giornata di lunedì sta lì a testimoniare quanto la partita sia delicata, quanto le anime dem, quelle guidate dalla presidente Catiuscia Marini e dal sottosegretario Gianpiero Bocci, la sentano e quanto importante sia la posta in gioco. E anche gli spifferi alla stampa, spesso, sono ricostruzioni strumentali agli interessi di bottega. Stando alle indiscrezioni, dunque, il nome di Orlandi sarebbe stato fatto a sorpresa da Barberini, che però avrebbe preteso il duo Valorosi-Fiaschini alla guida delle due Usl. Una soluzione indigesta alla presidente Marini perché non avrebbe tenuto presente il criterio principe che dovrebbe sovrintendere a scelte così importanti: i curriculum. Marini voleva affidare una Usl al manager Maurizio Dal Maso (milanese, proveniente dalla direzione sanitaria dell’Umberto I di Roma e specialista di processi di innovazione), a suo parere vero segnale di competenza e cambiamento, e alla fine così è stato.

Riunioni Nel corso della giornata di lunedì si era riunito anche il gruppo consiliare del Pd (scosso nelle ultime ore dal duro attacco di Solinas nei confronti dei bocciani), che ha chiesto con forza alla giunta di chiudere lunedì la partita: «Non c’era proprio il sole d’agosto – assicura uno dei partecipanti – ma il tempo era abbastanza sereno».

Twitter @DanieleBovi

Una replica a “Direttori sanità, nominati Duca, Dal Maso, Casciari e Fiaschini. Assente Barberini, bocciani attaccano”

  1. mariosi ha detto:

    Povero Assessore;si sa che le dimissioni per iscritto bisogna evitarle poiche’ qualcuno potrebbe accettarle.
    Comunque mi sembra abbia ceduto su tutti i fronti e non poteva essere altrimenti visti i rapporti di forze.
    Certo,prima di accettare questo incarico ……………..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.