Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 27 febbraio - Aggiornato alle 10:34

Mozione di sfiducia al sindaco di Spoleto: si tenta ancora il ribaltone coi punti programmatici

I civici di De Augustinis pronti a «interloquire con tutte quelle forze politiche responsabili» fino a fine emergenza

Umberto De Augustinis (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Si tenta ancora il ribaltone con un accordo programmatico e, se ci saranno i margini, anche con qualche altro ingrediente, come l’azzeramento della giunta e le dimissioni del sindaco che possono essere ritirate entro i 20 giorni successivi. Le indiscrezioni si susseguono da giorni, ma a dire apertamente che c’è ancora la volontà di aprire ad altri scenari, malgrado la mozione di sfiducia al sindaco Umberto De Augustinis depositata da 15 consiglieri, ossia la maggioranza, sono proprio i tre consiglieri civici di Laboratorio, la lista del primo cittadino (Mancini, Montesi e Ranucci).

L’apertura dei civici del sindaco Loro con una nota fanno sapere di «non essere interessati a sterili polemiche con chi non dimostra affidabilità, ma solo pretestuosità ed irresponsabilità», e al contempo si dicono pronti «a interloquire con tutte quelle forze politiche responsabili per costruire insieme un progetto che ci consenta di affrontare nel miglior modo possibile le molteplici criticità che in questo difficile periodo affliggono la nostra città. Esattamente – dicono – come sta avvenendo, proprio in questi giorni, nel sistema politico nazionale».

Accordo a tempo Dal Comune, poi, filtra ancora lo schema di lavoro tentato un mese fa, quando De Augustinis ha effettivamente incontrato i quattro consiglieri del Pd (Erbaioli, Laureti, Lisci e Trippetti), provando a gettare le basi del ribaltone, poi stoppato dall’assemblea del Pd e apparentemente archiviato dalla mozione di sfiducia firmata da 15 consiglieri, compresi quelli della Lega e Fratelli d’Italia. Una manovra, questa, a cui si prova a ridare vigore in queste ore, attraverso la definizione di un documento programmatico sintetizzato al massimo in una dozzina di punti da sottoporre al Pd per tentare di garantire una maggioranza al sindaco non fino alla primavera 2023, naturale scadenza di mandato, ma almeno per un altro anno.

Le priorità Sulla carta la rotta della seconda esplorazione di De Augustinis verso il centrosinistra segna burrasca, ma un altro tentativo sarà sicuramente fatto, mettendo sul piatto l’urgenza di governare l’emergenza sanitaria, la fase di redazione del Piano sanitario regionale per garantire servizi all’ospedale di Spoleto e anche per arrivare a chiudere almeno il cerchio sulle progettazioni post sisma delle principali opere pubbliche della città.

Casa Pd Se il Pd rinvierà al mittente il secondo invito di De Augustinis o si accomoderà al tavolo lo si capirà prima del 12 marzo, termine ultimo entro il quale va discussa e votata in consiglio comunale la nuova mozione di sfiducia. Altri venti giorni per testare il ribaltone potrebbero consegnarle le dimissioni del sindaco, generalmente molto poco propenso a cedere pezzi di autonomia, tanto che dal Pd a Fratelli d’Italia è per tutti «un uomo solo al comando». In casa Pd, comunque, consultati sul punto, si limitano a dire che «non ci sono state né sono programmate nuove interlocuzioni con il sindaco, siamo fermi a quelle di un mese fa». Le bocche dei democratici, insomma, restano cucite e di scenari o condizioni per un accordo a tempo con De Augustinis nessuno vuole parlare, specie dopo la mozione di sfiducia, da cui intanto è nato il gruppo Misto coi leghisti espulsi pronti ancora a sostenere il sindaco. Ma a indicare le coordinate della rotta hanno pensato i civici del sindaco.

@chilodice

I commenti sono chiusi.