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sabato 27 febbraio - Aggiornato alle 10:06

Morroni e Presciutti se le suonano sul ‘Calai’: «Fallimento del sindaco». «Il tuo è solo livore personale»

Il vicepresidente lo accusa di un progetto di smembramento. Il sindaco: temo strumentalizzazione per fini elettorali

di Maurizio Troccoli

Botta e risposta tra due gualdesi sull’ex ospedale Calai. Il vicepresidente della Giunta umbra Roberto Morroni e il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presicutti non si risparmiano fendenti, segno evidente di una antica lotta politica, anche in ambito locale.

Morroni L’attuale vicepresidente della giunta regionale ha accusato il sindaco di avere inanellato una lunga serie di errori nel riprogettare questa struttura di Gualdo Tadino, l’ex ospedale Calai appunto. Secondo Morroni il primo fallimento sarebbe stato quello di non portare a termine l’intesa del 2012 tra la città e la regione per fare di questa  un centro di eccellenza regionale sulla salute. Il secondo, sarebbe quello del 2015, con un progetto definito «sgangherato». Invece che di valorizzazione, il vicepresidente lo definisce «di smembramento»: «Demolizione della cosiddetta “stecca”, cambio di destinazione d’uso per le due palazzine rosa con l’attribuzione di funzioni residenziali e commerciali e, infine, recupero a fini socio-sanitari esclusivamente della parte originaria dell’ex Calai». Morroni continua con i colpi bassi parlando di «approccio approssimativo, superficiale, privo di visione e per di più ancorato a presunte ipotesi di finanziamento, sbandierate ai quattro venti in questi anni dal sindaco Presciutti, che si sono rivelate del tutto inconsistenti». Se non fosse sufficiente aggiunge: «Per fortuna, e questa volta è proprio il caso di dirlo, l’inerzia e la debole operosità dell’amministrazione gualdese e della vecchia giunta regionale spazzata via dallo tsunami giudiziario hanno impedito che si passasse dalle parole ai fatti». Promette quindi di «riavvolgere il nastro», al 2012, a un progetto di «casa della salute» di riferimento regionale.

Presciutti Il sindaco di Gualdo si dice sorpreso del fatto che a un certo livello di rappresentanza delle istituzioni si scada in comportamenti «intrisi di ostilità e livore personale». Presciutti lo accusa di essersi caratterizzato «da sempre» come tale. Sottolinea, il sindaco, che quella struttura è stata oggetto di contenzioso fino al 2018, per cui ogni eventuale decisione sul suo destino avrebbe dovuto tenere conto della decisione di un giudice circa le rivendicazioni avanzate dagli eredi Calai. Alle accuse sul piano di «valorizzazione» del 2015 Presiutti risponde ricordando come quel progetto vide d’accordo la Sovrintendenza. Ribadisce di non avere ricevuto riscontro a solleciti mossi alla giunta regionale, compresi quelli all’assessore Coletto di 10 mesi fa. «Udite udite – scrive Presciutti, il Piano di valorizzazione che sarebbe stato stoppato è stato inserito a pagina 91 del Libro Bianco». «A pagina 92 – aggiunge – vengono citate le spese per contratti di locazione che per la ASL Umbria a1 ammontano al 141mila euro annui di locazioni attive e 2,3 milioni di locazioni passive, somme che potrebbero essere risparmiate ed investite in immobili di proprietà come l’ex Calai dove trasferire i servizi». Quanto alla volontà di Morroni di riavvolgere il nastro Presciutti risponde: «Ne prendiamo atto con un certo sconcerto», «non può permettersi di usare toni ultimativi». Lo dice soprattutto per «la disponibilità al confronto dimostrata». Nel merito se «si vuole riutilizzare tutto il patrimonio edilizio? Non sarò di certo io ad oppormi, risposte e risorse certe alla mano, fatto salvo che su una cosa sarò intransigente: sull’ulteriore perdita di tempo». Dice a chiare lettere di temere da parte di Morroni la volontà di strumentalizzare a fini elettorali l’importante questione del Calai: «Tirare fuori il coniglio dal cilindro casualmente a ridosso delle prossime elezioni».

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