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mercoledì 28 ottobre - Aggiornato alle 09:46

Montefalco verso il commissariamento, sindaco: «Difficoltà a chiudere il bilancio»

Ultime 24 ore per tentare il «miracolo», in aula la maggioranza alza al massimo tutte le aliquote Imu

Il cartello appeso nella notte sulla porta del Comune

di Chiara Fabrizi

«Ci sono difficoltà nella chiusura del bilancio e pertanto salvo qualche miracolo notturno non potrà essere approvato entro domani. Se così fosse come amministrazione comunale non possiamo che prenderne atto, procedendo all’immediata comunicazione alla Prefettura per la mancata approvazione e di conseguenza sarà quell’ente a trarne le conseguenze e procedere come necessario, probabilmente nominando un commissario». Lo ha detto il sindaco di Montefalco Luigi Titta pochi minuti prima delle 20.30 al termine di un consiglio comunale incandescente riunito in videoconferenza: l’ente amministrato per dieci anni dalla presidente di Regione, dunque, rischia di essere commissariato nel giro di 24 ore, perché il 30 settembre è il termine ultimo per legge per varare la manovra economica.

Buco di Montefalco Come noto, il 4 agosto scorso, data più volte evocata dal sindaco nel corso della comunicazione, il consiglio ha approvato il rendiconto 2019 che segnava un rosso di 4,2 milioni di euro: «La rilevanza del disavanzo – ha detto Titta – mi lasciava perplesso, ma c’era la speranza di risolvere, seppur nella consapevolezza della grande fatica che avrebbe comportato. Anche se si tratta di appena due mesi, il problema – ha proseguito il sindaco – è nato successivamente nel momento in cui ci si è resi conto che non si riusciva a chiudere il bilancio». I consiglieri di opposizione Morici e Micanti che, con toni pacati apprezzati dallo stesso sindaco, hanno sollevato perplessità sulla gestione delle settimane intercorse da quel 4 agosto e stigmatizzato le parole utilizzate dai parlamentari leghisti, quando dissero che «Pd e M5s dovevano sciacquarsi la bocca prima di parlare di Montefalco».

«Difficoltà a chiudere il bilancio» A loro Titta ha risposto di non voler «entrare nel merito in ciò che certe forze politiche possono aver detto o fatto, personalmente non mi avete mai visto con una bandiera in mano, ma solo impegnato a lavorare per il Comune», mentre sulle mosse da compiere dopo il disavanzo del 4 agosto ha detto che «forse solo giocare un po’ di anticipo ci avrebbe messo in condizione di provare a fare di più, ma non credo ci fossero strategie particolari da mettere in atto, la situazione era già molto importante», aggiungendo poi che «quando i numeri non tornano e non ci si può fare più di tanto» e auspicando «che venga fatta chiarezza il prima possibile su tutti i fronti».

Aliquote Imu al massimo Le parole del sindaco sono arrivate al termine di una seduta in cui la maggioranza ha comunque approvato gli atti propedeutici al bilancio compresa la raffica di ritocchi all’insù delle aliquote Imu che per ogni tipologia di immobile hanno così raggiunto la pressione fiscale massima. In particolare sull’Imu la maggioranza ha approvato l’incremento dello 0,1 per le abitazioni principali classificate come signorili, ville o storiche, con l’aliquota che passa da 0,5 a 0,6 per cento, ossia la più alta prevista dalla legge. Crescono dello 0,2 e raggiungono l’aliquota massima dello 1,06 per cento sia gli immobili a uso produttivo (categoria D) che le seconde case e successive. Incremento dello 0,15 per cento, poi, per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita che arriva all’aliquota massima dello 0,25 per cento.

@chilodice

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