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mercoledì 2 dicembre - Aggiornato alle 00:21

Montefalco dichiara il dissesto finanziario, sindaco: «Non c’erano altre strade»

Rosso da 4,2 milioni ed epilogo peggiore per il Comune guidato per dieci anni da Tesei. Consiglio si riunisce il 31/10

Il sindaco di Montefalco

di Chiara Fabrizi

Dissesto finanziario. Non è bastato un mese per evitare l’epilogo economico e finanziario più pesante per il Comune di Montefalco, guidato per dieci anni dall’attuale presidente di Regione Donatella Tesei. In municipio, nelle ultime ore, è stata riunita la conferenza dei capigruppo per definire l’ordine del giorno del consiglio comunale del 30 ottobre, quando la giunta presenterà all’aula la dichiarazione di dissesto finanziario, che dovrà essere votata.

Convocazione del consiglio comunale

Montefalco verso il dissesto . L’assemblea, come noto,  il 4 agosto scorso ha approvato a maggioranza il rendiconto 2019 con 4,2 milioni di rosso. Il sindaco Luigi Titta, contattato da Umbria24, ha spiegato: «Abbiamo provato in tutti i modi a evitarlo, ma non c’erano altre strade, perché per tentare la via del piano di riequilibrio pluriennale (predissesto, ndr) serviva chiudere il bilancio del 2020, ma malgrado gli sforzi non è stato possibile a causa di uno scompenso strutturale che parte da lontano, non certo da quest’anno, dato che l’amministrazione non ha speso neanche per un caffè». Lontano quanto Titta, che era nell’amministrazione Tesei già dal 2009 e nel secondo mandato è stato vicesindaco, per ora preferisce non esprimersi e attende la relazione del dirigente finanziario Giuliano Antonini, che la firmerà prima del consiglio comunale e alla comunità di Montefalco dice: «Lavoreremo tutti insieme per ripartire, i cittadini devono stare tranquilli perché le tasse erano già al massimo e con questa operazione salvaguarderemo i servizi essenziali, certo – dice – non si potranno prendere particolari iniziative, ma le opere pubbliche già cofinanziate le faremo partire». Salvo colpi di scena, la maggioranza dovrebbe approvare la proposta di delibera che, così come previsto dal Testo unico degli enti locali, a quel punto va trasmessa entro 5 giorni al ministero dell’Interno e alla Procura regionale della Corte dei conti regionale, unitamente alla relazione dell’organo di revisione.

@chilodice

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