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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 11:11

Migranti, ambasciatore francese a Perugia: «Fondamentale amicizia Francia-Italia, serve cooperazione»

Il diplomatico ha tenuto una lectio magistralis sulle transizioni climatiche. Rettore: «Rapporto internazionale importante per tutta l’Europa»

Masset alla Stranieri

di Giorgia Olivieri

L’ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, è stato ospite all’Università per Stranieri di Perugia per una lectio magistralis sul tema delle transizioni climatiche. Durante la conferenza Masset ha parlato anche dei rapporti tra Francia e Italia alla luce dei recenti fatti internazionali sul tema dei migranti, che l’ambasciatore ha ricordato essere «legato al cambiamento climatico e al centro delle questioni della Cop27, la cui unica soluzione è la cooperazione». Riguardo all’ipotesi di un incontro tra Meloni e Macron a margine del G20 di Bali, Masset ne ha escluso la possibilità.

Rapporto Italia-Francia Un argomento, quello delle relazioni Francia-Italia, per nulla marginale durante la lectio tenutasi a Palazzo Gallenga. È stato infatti il rettore dell’Università, Valerio De Cesaris, a far riferimento per primo alle tensioni tra i due Paesi, ricordando quanto sia importante essere «consapevoli dell’importanza di questa amicizia internazionale non solo per i nostri popoli, ma per tutta l’Europa, in quanto nazioni fondatrici dell’Unione europea». La visita all’ateneo dell’ambasciatore Masset è, per De Cesaris, «anche un segno di amicizia per questa istituzione internazionale e per l’Italia». Masset, parlando con i giornalisti, ha sottolineato come Macron e Mattarella in primis abbiano difeso il legame tra Francia e Italia, il cui compito ora, secondo il diplomatico, è «trovare tutte le condizioni per avere piena cooperazione in ambito bilaterale come in ambito Ue secondo i valori della solidarietà, della responsabilità e del rispetto del diritto».

La lectio magistralis Allacciandosi al tema delle migrazioni, Masset ha introdotto il soggetto della lectio: «Transazioni climatiche e relazioni internazionali, strumenti di diplomazia per l’attuazione e il rafforzamento dell’accordo di Parigi sul clima». L’ambasciatore ha definito l’argomento «il più decisivo per l’umanità ma anche il più complesso da risolvere». Dopo aver ripercorso la storia delle conferenze internazionali sul clima tenutesi dagli anni ’70 del secolo scorso fino a oggi, il diplomatico si è soffermato sui valori che guidano l’attuale approccio delle Nazioni verso la lotta al cambiamento climatico. Si è quindi parlato di universalità, poiché il clima è un questione globale, di scienza come riferimento e guida per le organizzazioni internazionali, di precauzione, di responsabilità comune ma differenziata in base alle possibilità di ogni Paese e della necessità di avere un quadro multilaterale e trasparente su come si trasmettono le informazioni. Concludendo, Masset ha sottolineato come il rapporto tra uomo e natura sia cambiato in un’ottica di rispetto verso l’ambiente, che costituisce ora un obiettivo che può essere solo universale e non locale e per il quale la cooperazione è la sola soluzione.

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