venerdì 22 febbraio - Aggiornato alle 14:18

Salvini a Terni: «Marini faccia le valigie». E lei: «C’è tempo per conoscere nuovo ministro»

Leader della Lega avanti sulla legittima difesa: «Qui squadra forte anche se fa errori». Operai Treofan: «Governo prenda posizione»

Matteo Salvini a Terni col sindaco Latini e la commissaria Saltamartini

di Mar.Ros. e Chia.Fa.

«A Terni la squadra è forte anche se magari commette errori». Così Matteo Salvini a Terni, mercoledì mattina in largo Passavanti, dove si è radunata una folla di casalinghe, militanti e «se ci sono dei ragazzi che hanno bigiato sono contento», per ascoltare il ministro dell’Interno e leader della Lega, principale partito di maggioranza in città, ma recentemente commissariato e affidato alla deputata Barbara Saltamartini. Mentre nel pomeriggio si è consumato il botta e risposta con la presidente di Regione, cui Salvini da largo Passavanti ha detto di «prepararsi a fare le valigie», con lei che ha poi replicato sui social: «C’è tempo per conoscere il nuovo ministro dell’Interno».

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Salvini a Terni Ad attendere Salvini anche una delegazione di operai della Treofan di Terni, con circa 140 occupati, ora in balia della proprietà indiana di Jindal, che ha  già chiuso lo stabilimento di Battipaglia e avviato il licenziamento collettivo di tutte le maestranze: i lavoratori chiedono «al governo di prendere una posizione seria». Accanto al ministro il sindaco Leonardo Latini che ha definito Salvini «un ottimo maestro», per poi dire «che noi della Lega abbiamo capito come si fa politica e come si sta in mezzo alla gente, siamo bravi e pur tra mille ostacoli e trabocchetti stiamo governando bene questa città».

«Qui squadra forte anche se fa errori» Salvini è arrivato a Terni alle 10.30, con circa mezz’ora di ritardo, e col megafono ha confermato «che, se non è febbraio sarà a marzo, diventerà legge dello Stato il diritto alla legittima difesa». Sulla visita a sorpresa per rinsaldare le fila dei leghisti, reduci dal pareggio di 5 a 5 realizzato dal centrodestra alle elezioni provinciali di domenica scorsa, con frizioni in serie tra i banchi della maggioranza di Terni, il ministro si affretta ad assicurare di essere tornato in città solo per «dire grazie ai ternani, al sindaco e alla sua squadra, che magari commette anche degli errori, ma capita anche a me da ministro».

Botta e risposta con Marini Quindi l’attacco politico alla presidente di Regione, definita «la signora Marini, la prossima a fare le valigie». Nel pomeriggio la replica della governatrice che sui social scrive: «Certo inquietante detto da un “signore”che pro tempore fa il Ministro dell’Interno. Cosa mi attende un treno speciale, un carro bestiame, un lager???? Comunque in 9 anni di Presidenza di Regione ho conosciuto 5 Signori Ministri dell’Interno, forse avrò tempo anche per il sesto».  Sempre Salvini a Terni aveva anche detto che la sanità umbra «invece di andare avanti va indietro» e sempre dai social arriva la replica degli amministratori regionali, nel caso specifico dell’assessore competente Luca Barberini: «Consiglio per il ministro: s’informi bene prima di denigrare il lavoro degli operatori della sanità umbra. Peccato che, giusto qualche settimana fa – ha sottolineato Barberini su Facebook – sia stato proprio il suo Governo a certificare che la sanità umbra è tra le migliori d’Italia, addirittura davanti a Regioni come Lombardia e Veneto, molto care e molto vicine al ministro Salvini. E questa non è certo una novità, visto che l’Umbria è da anni punto di riferimento in Italia per qualità e efficacia delle prestazioni sanitarie e della loro sostenibilità finanziaria».

Commissaria Saltamartini Nessuna rassicurazione dal ministro sui fondi per le periferie tagliati dal governo, su cui risponde a margine la commissaria della Lega di Terni: «C’è il tema delle periferie e c’è la possibilità di recuperare le risorse, ma voglio  ricordare che il Viminale – dice Saltamartini – ha erogato recentemente diversi milioni» per scuole e strade. Quindi l’esito delle elezioni provinciali: «Siamo entusiasti come Lega perché non avevamo consiglieri e invece oggi ne abbiamo quattro in tutta l’Umbria, di cui tre sono di Terni, ovviamente – conclude – vincere sarebbe stata la situazione migliore perché sappiamo che il presidente è di centrosinistra, ma faremo sentire la nostra voce».

 

 

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