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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:09

Matrimonio antifascista nel giorno buio della sinistra: Benedetta e Lorenzo sposi

Candidati con De Magistris hanno celebrato la loro ‘Unione Popolare’ il 25/09 al Cimarelli di Terni davanti a ‘Padre Panzerotto’

di M.R.

Una partecipazione e un volantino, un salto dal parrucchiere e un passaggio al gazebo elettorale, la raccolta delle firme e la scelta del banchetto, un addobbo da concertare e un elettore da convincere. Deve essere stata più o meno questa la vita vissuta da Benedetta e Lorenzo negli ultimi due mesi fino al 25 settembre scorso quando hanno festeggiato il proprio matrimonio.

La storia di Lorenzo e Benedetta Avevano deciso di sposarsi già un anno fa quando era impossibile prevedere l’election day delle politiche. A ridosso del fatidico sì, si sono ritrovati promessi sposi e candidati e hanno diviso le energie tra preparativi e campagna elettorale. Entrambi nelle liste della coalizione di De Magistris, hanno celebrato la propria ‘Unione popolare’ in uno stile rigorosamente antifascista: «Compagni nella vita, compagni per la vita» il loro motto, dopo lo scambio degli anelli a seguito di quattro anni di fidanzamento: «Una bella prova di… Resistenza» commenta sorridendo Benedetta ai microfoni di Umbria24.

Matrimonio antifascista Trentaquattro anni lei, quaranta lui, si sono conosciuti al centro sociale Cimarelli di Terni e lì hanno celebrato il loro «rito incivile» scherzano. La festa fra parenti e decine di amici e il trionfo dell’amore hanno aiutato così a neutralizzare la loro tristezza per il risultato elettorale. Mentre loro si dicevano ‘sì’ col pugno alzato, l’Italia nelle urne sceglieva la Giorgia della fiamma tricolore. Loro al seggio sono andati prima del matrimonio, con l’abito da cerimonia, quello della sposa stampato in eco print da Silvia Argenti, strascico cucito al vestito da Mascia Ferranti. Alcuni giorni addietro, si erano uniti nel Comune di Arrone, dove la coppia vive. Quello il rito civile ufficiale; il celebrante sempre lo stesso, solo cambiato d’abito. Una volta con la fascia da sindaco, poi in doppia veste: parroco prima, nei panni di Elvis poi. Stefano Viali. E se il nome, ai ternani che leggono, non dice nulla, questi si ricrederanno quando scopriranno che si tratta di ‘Panzerotto’. La sua ‘omelia’, neanche a dirlo, un discorso ricco di riferimenti politici.

Il centro sociale Al Cimarelli, per Lorenzo e Benedetta, domenica scorsa si sono ritrovate tante persone già legate a quel posto, pochi anni fa finito al centro di un’accesa polemica col Comune poi sfumata un po’ nel dimenticatoio e di fatto senza strappi, solo nell’assenza di interlocuzioni: «A vedere le nostre foto, moltissimi amici mi hanno fatto sapere che ho suscitato in loro la voglia di sposarsi – racconta Benedetta – e pure di fare figli. Chissà forse per la natalità abbiamo fatto più noi con una festa che il Parlamento in tanti anni». Per il pranzo hanno scelto il ‘Bradering’, il catering del Mercato Brado, quindi sul banchetto degli sposi sono approdati prodotti genuini cucinati direttamente dalle e dai produttori. Per la luna di miele, attesi tempi migliori. L’impegno politico invece è già ripreso.

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