Currently set to Index
Currently set to Follow
venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 09:44

Maternità surrogata, il Popolo della famiglia boccia l’iniziativa

Movimento politico contesta l’azione dell’associazione Coscioni per la coppia di Terni

Parole durissime quelle utilizzate dal coordinamento umbro del Popolo della famiglia contro l’azione messa in campo dall’associazione Luca Coscioni, a favore della coppia di Terni: Maria Sole e Sergio rincorrono il sogno di avere un figlio, devono fare i conti con la sindrome di Rokitansky con la quale la 37enne convive dalla nascita.

Maternità surrogata Maria Sole è fertile ma non ha l’utero e questo oltre ad averle provocato disagi nel periodo adolescenziale, non le consente di affrontare una gravidanza. A seguito di un appello, diverse donne si sono proposte di farlo al suo posto, gratuitamente, per solidarietà; e ora che Sara si è detta pronta a portare in grembo l’erede della coppia, col benestare della propria famiglia, le parti in causa attendono il parere del Tribunale di Roma. La vicenda, destinata ad uscire dalla sfera privata dal momento che l’associazione Coscioni ha elaborato una proposta di legge in materia per far sì che l’eventuale opportunità concessa a Sergio e Maria Sole non resti un caso isolato, irrita come noto la sensibilità di alcune forze politiche di centrodestra. Il Popolo della famiglia in questo caso dichiara: «Si cerca, come nel caso di aborti o eutanasie, di far leva sull’emotività per sdoganare un illecito. Di questo passo la prossima fermata sarà la compravendita di bambini».

Popolo della famiglia «In Italia esiste la Legge n. 40/2004 – ricordan dal movimento Sciamanna-  che vieta espressamente la surrogazione della maternità (art. 12 commi 1 e 2) e la realizzazione, l’organizzazione o pubblicizzazione di tale pratica, è punita con la reclusione fino due anni e multa da 600mila ad un milione di euro (comma 6). Quando il legislatore ha inteso regolamentare questa materia sapeva che dietro la maternità surrogata esiste un business, una pratica schiavista che i lobbisti ‘Coscioniani’ vorrebbero addirittura a carico del Servizio sanitario nazionale». Nella nota diramata, il Popolo della famiglia parla inoltre di «pressione mediatica sulla vicenda, con l’intento voler solo assicurare solo un erede ad una famiglia con problemi di sterilità; somiglia molto ad un altro agnello travestito da lupo». Il problema in questione comunque, non è la sterilità in questo caso e la condizione di Maria Sole, e delle ragazze Roki in generale, è comune a molte altre donne per ragioni diverse. «In questa intima vicenda di una famiglia ternana – dice il Popolo della famiglia – è solo il desiderio di diventare genitori, c’è un figlio che in futuro potrebbe indagare sulla relazione materna di una gestazione e una donna che, dopo il parto, non dovrà mai più cercare quel bambino. Se qualcuno crede che si possa annullare tutto ciò per contratto, o se la Magistratura rinuncerà a perseguire un reato, si sappia che né biologia e né scienza medica dimenticheranno facilmente scelte irragionevoli». In realtà Maria Sole e Sara hanno stretto amicizia, i rispettivi partner hanno fatto altrettanto e i figli di Sara hanno già detto che qualora nascesse quel bambino sarebbe per loro un nuovo amico. L’intenzione insomma è quella di mantenere un certo legame con la madre surrogata anche per condivisione di idee nell’educazione dei figli che Sra sta già trasmettendo ai propri. Se è vero come è vero che un bambino che non viene alla luce è una sconfitta per la società come lo stesso Popolo della famiglia sostiene, il principio forse non dovrebbe valere solo in relazione all’aborto. Ma si sa i temi sono tanti e delicati, le sensibilità molte e anche assai distanti.

I commenti sono chiusi.