venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 12:10

M5S, dopo Perugia si apre il caso Orvieto: silurata la lista di Vergaglia. A Castiglione bandiera bianca

Capogruppo uscente e candidati lasciati in stand-by da Rousseau fino all’ultimo. I pentastellati al Trasimeno: «Non ci sono le condizioni»

Di Maio e Vergaglia durante un'iniziativa

di Daniele Bovi

Nel Movimento 5 stelle umbro dopo il caso Perugia si apre quello di Orvieto, dove non c’è stato neanche il tempo per pensare a un piano B. La lista della capogruppo in consiglio comunale Lucia Vergaglia, dopo essere stata lasciata a bagno maria per lungo tempo non ha ricevuto la certificazione del misterioso «staff» di Rousseau, la piattaforma del Movimento dalla quale obbligatoriamente tutti gli aspiranti primi cittadini, per candidarsi, devono ricevere il ‘bollino’. Risultato, il Movimento 5 stelle a Orvieto non correrà e non potrà farlo neanche Vergaglia. A differenza di quanto successo a Perugia infatti, dove Cristina Rosetti dopo la mancata certificazione ha avuto tutto il tempo per dare vita a una lista autonoma con i grillini della prima ora, a Orvieto la situazione è rimasta in stand-by fino alla fine; in questo modo, addio alla possibilità di «presentare una lista in continuità – dice il M5s orvietano – con l’attività politica precedente fatta di atti di impegno e deliberazioni».

DI MAIO LIQUIDA ROSETTI E APRE AD ALLEANZE IN UMBRIA

FOTO: IL COMIZIO E LA PROTESTA DEI PRO ROSETTI

Amarezza Ovviamente l’amarezza di Vergaglia e soci è grande anche perché, così come a Perugia, non c’è stata alcuna spiegazione politica pubblica del perché la lista non sia stata certificata; un altro caso che, sommato a quello di Spoleto del 2018 e a quello perugino, non contribuisce certo ad alzare il velo di opacità sul modo con cui i candidati vengono selezionati. «In mancanza di chiarimenti e motivi da poter comprendere – dicono i pentastellati orvietani – non solo ferisce i sentimenti di chi ha vissuto con passione questi anni ma mette in difficoltà molti di noi che non hanno spiegazioni da dare. Se e quando avremo le motivazioni potremo accettarle se valide o contestarne la sostanza se errate. In mancanza critichiamo l’abbandono e la mancanza di garbo, anzi no, di rispetto per la cittadinanza e per chi, come Lucia Vergaglia, ci ha messo la faccia. A fronte di tali mancanze uno scatto d’ira non solo sarebbe giustificato ma forse sarebbe giusto. Ma le persone non sono tutte uguali e, nonostante una certa narrazione, non è vero che ciascuno di noi vale l’altro». A Orvieto dunque si giocheranno la poltrona di sindaco Giuseppe Germani (Pd, Civica e riformista, Siamo Orvieto), Roberta Tardani (Progetto Orvieto, Lega, Fi, Fdi), Francesco Raimondo Barbarella (Orvieto 19to24, Prima gli Orvietani), Tiziano Rosati (Bella Orvieto) e Matteo Panzetta (Casapound).

LA VISITA IN OSPEDALE DEI TRE MINISTRI

Castiglione Nessun problema di certificazione invece a Castiglione del Lago, dove il Movimento ha alzato bandiera bianca. Del resto Luigi Di Maio mesi fa parlando della riorganizzazione del M5s sui territori e della possibilità di alleanze, lo aveva detto in modo chiaro: laddove non ci sono i presupposti è meglio non presentarsi. Nonostante la presenza di due consiglieri comunali e gli «gli apprezzamenti ricevuti per l’attività svolta, non abbiamo ottenuto tra i castiglionesi quella partecipazione attiva necessaria e nei fatti gran parte dell’attività politica è rimasta nelle mani dei due consiglieri. Fare una lista a tutti i costi mettendo insieme anche persone non interessate a impegnarsi attivamente non aveva senso e non avrebbe marcato la differenza rispetto alla politica degli altri partiti». Senza gente disposta a spendersi dunque, addio lista. La partita dunque a Castiglione sarà tra centrodestra e centrosinistra: Pd e soci schierano Matteo Burico, Lega, Fi e Castiglione civica Lorenzo Nardelli mentre Fdi Francesca Traica.

Twitter @DanieleBovi

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