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mercoledì 27 gennaio - Aggiornato alle 21:37

L’Umbria post pandemia: le opposizioni chiedono una Conferenza regionale dell’economia e del lavoro

Porzi sulla richiesta di convocazione: «C’è urgente bisogno di un coordinamento in grado di prevedere gli scenari del prossimo futuro»

L'aula del Consiglio regionale

Una «Conferenza regionale dell’economia e del lavoro», come quella del 2018, per discutere di alcuni dei problemi più rilevanti per l’Umbria. Ad avanzare la proposta sono i consiglieri regionali di minoranza: «Esprimo soddisfazione per la richiesta – dice la dem Donatella Porzi – condivisa da Tommaso Bori, Simona Meloni, Fabio Paparelli, Michele Bettarelli (Pd), Thomas De Luca (M5S), Andrea Fora (Patto civico) e Vincenzo Bianconi (Misto), di convocazione della Conferenza regionale dell’economia e del lavoro. Un’esperienza che Palazzo Cesaroni ha già promosso nel 2018, e che potrà essere la sede opportuna per pianificare insieme, in maniera sostanziale e non formale, la ripartenza della nostra regione, attraverso il confronto concreto tra tutte le componenti produttive, sociali, sindacali, economiche, accademiche e istituzionali dell’Umbria».

La proposta Per l’ex presidente dell’assemblea regionale «servono le sedi opportune affinché venga avviata quella fase partecipativa vitale per la concertazione e la progettazione di una fase di rilancio dell’intera vita della regione. Attendiamo infatti che questa presidenza, abbandonando per un momento la visione di parte, si senta investita di questa responsabilità e si attivi immediatamente per la convocazione e l’organizzazione, compatibilmente con l’emergenza sanitaria in atto, della Conferenza regionale dell’economia e del lavoro».

Dopo la pandemia Porzi sottolinea poi che l’economa umbra «ha urgente bisogno di un coordinamento in grado di prevedere gli scenari del prossimo futuro. Tutti insieme abbiamo il dovere di analizzare le criticità, studiare e progettare soluzioni in grado di risollevare la situazione economica della nostra regione. Ne sono colpiti i territori cosiddetti ‘marginali’, ma anche realtà industriali e commerciali più importanti. È nostro dovere dunque – conclude – farci promotori della ripartenza, attraverso una riunione del Crel che avrà come tema “l’analisi della grave situazione economica e le possibili soluzioni di rilancio nel medio e nel lungo termine”. È il momento di dare risposte concrete ai cittadini, abbandonando ostruzionismo e tatticismo come ci chiedono gli umbri».

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