venerdì 21 giugno - Aggiornato alle 01:30

E’ l’Umbria bellezza: una nuova legge per stravolgere il modo di progettare il futuro

L’Umbria si avvia a riorganizzare le norme puntando a ripensare tutto nel segno della bellezza, della cultura e del recupero

Alla presentazione del disegno di legge

Pensare che l’Umbria possa essere garanzia di bellezza e di cose fatte bene, non soltanto in Italia ma anche fuori, non è più soltanto una fantasia, ma qualcosa che può diventare concreto. Se solo si riesce a dare sostanza a quello che è un progetto di legge e che un domani non troppo lontano può essere la regola. Una regola che modifica tante regole. Ovvero i tanti modi di fare futuro, di costruire nuovi spazi, di disegnare il paesaggio in campagna come in città, nei piccoli borghi, come nei grandi centri o nelle periferie industria, di pensare al tempo prezioso delle persone da impiegare bene. Insomma un quadro normativo che imponga a chi progetta, nei vari ambiti, di fare le cose perbene, pensando prima ad aggiustare ciò che è dismesso, abbandonato e nel degrado, e poi ideare nuovi spazi.

La presentazione «Attivare un percorso che porti alla definizione di un nuovo modello di sviluppo della Regione, stimolando una riflessione su come massimizzare la portata di settori che noi riteniamo strategici per l’Umbria e per il suo sviluppo,come la cultura, la promozione del territorio e dei suoi prodotti, la valorizzazione del paesaggio e la rigenerazione urbana. Tutti temi di cui si è parlato e si parla molto ma che fino ad oggi non hanno trovato una sistematica interazione». Così il consigliere regionale del Partito democratico Giacomo Leonelli ha illustrato, durante l’incontro svoltosi questa mattina a Palazzo Cesaroni, le finalità della proposta di legge regionale sulla bellezza e la qualità del territorio umbro, di cui è primo firmatario.

L’appuntamento L’iniziativa è stata aperta dalla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Donatella Porzi, che ha sottolineato come «con questa proposta di legge introduce il tema, decisivo, del rapporto tra sviluppo e cultura che nel nostro Paese concorre per il 17 per cento alla formazione del Pil, con 250 miliardi di euro. Già nella fase di confronto che ha accompagnato l’elaborazione della proposta si è potuto misurare l’interesse di categorie e e cittadini. Si apre ora la discussione pubblica su una ipotesi normativa che si pone come obiettivo la bellezza, non criterio astratto ma come cifra distintiva dell’intervento pubblico nella cultura nell’urbanistica e nelle pianificazioni territoriali e paesaggistiche. Bellezza, ‘da insegnare’, come suggeriva un interessante seminario organizzato da Utopia2000 lo scorso anno a Ventotene, ma che per le istituzioni deve essere un elemento che connota e definisce l’azione di governo».

La bellezza L’estensore della legge ha poi evidenziato che «il tema della bellezza e della qualità dell’Umbria non è un tema da salotti o da palati raffinati. L’obiettivo è ben più ambizioso: contribuire a definire attraverso una serie di proposte concrete gli assi strategici del futuro della nostra regione. Questo testo vuole essere una sorta di piano di lavoro da discutere, condividere, aggiustare, migliorare insieme ad associazioni, enti locali e territoriali, singoli cittadini. La proposta di legge vuole rivisitare il quadro legislativo umbro, legando in un ottica integrata temi, materie e contesti pensati forse troppo spesso come compartimenti indipendenti, attraverso un lavoro che si fonda su due direttrici principali: mettere a sistema gli strumenti già esistenti, rendendo così più efficaci gli interventi pubblici, e modificare le leggi esistenti».

La norma Azioni per la valorizzazione e la protezione del territorio attraverso, la riduzione progressiva del consumo di suolo, l’incentivo di edilizia residenziale anche di carattere sociale se collegata a progetti di riqualificazione di edifici e di rigenerazione urbana, l’incentivo alla riqualificazione di insediamenti strategici ed il risanamento e la riqualificazione di aree degradate e depresse. Introduzione della ‘carta della qualità urbana’, strumento di gestione del territorio che indica immobili ed aree urbane sottoposti ad uno speciale regime di attenzione e di cura. Valorizzazione, ripristino e riqualificazione dei territori urbani ed extraurbani. Sostegno ai Comuni per il censimento degli edifici esistenti e delle aree dismesse, non utilizzate o abbandonate, verificando se le previsioni urbanistiche che comportano consumo di suolo possono essere soddisfatte attraverso interventi di sottrazione e rigenerazione. Istituzione del registro regionale del consumo di suolo per promuovere il riuso urbano in particolari contesti dei territori che presentano un grado di obsolescenza e di degrado costruttivo strutturale ed ambientale, tali da richiedere interventi organici di riqualificazione. Promozione di politiche tese ad incentivare la fruizione dei musei e delle biblioteche per giovani ed altre categorie. Sostegno alle imprese creative e alla nascita di start up giovanili nel settore dei servizi turistico culturali. Creazione di un ‘marchio di qualità regionale’ capace di valorizzare i prodotti artigianali, agricoli, agroalimentari e di veicolare il nome della nostra regione come garanzia di qualità in europa e nel mondo. Valorizzazione del patrimonio storico culturale e recupero di tradizioni, arti e mestieri. Promozione di percorsi turistici ecosostenibli, parchi tematici e luoghi non conosciuti attraverso la loro mappatura e l’incentivazione di parchi tematici attinenti la storia e la tradizione regionale. Riqualificazione dei centri storici con azioni volte al ripopolamento. Interventi di riuso e riqualificazione dei manufatti edilizi esistenti nello spazio rurale utilizzati al servizio dell’attività agricola. Sostegno a progetti rivolti a valorizzare creatività, saperi e abilità dell’artigianato attraverso nuove tecnologie, con interventi volti a favorire la permanenza sul territorio delle botteghe storiche».

 

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