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sabato 27 febbraio - Aggiornato alle 10:57

Lo stesso spirito nella Resistenza e nell’impegno politico: è morto a Perugia Francesco Innamorati

Il partigiano si è spento tra lunedì e martedì a 96 anni. Nel ’43 partecipò alla lotta di Liberazione, poi la militanza tra le fila del Pci

Innamorati sul palco delle celebrazioni per il 25 aprile 2019

di D.B.

È morto nella notte tra lunedì e martedì a Perugia, all’età di 96 anni, il partigiano Francesco Innamorati. A darne notizia è l’Anpi, associazione che ha presieduto per lungo tempo. L’avvocato aveva deciso di unirsi alla lotta partigiana nel 1943, partecipando a molte azioni in Umbria come in Emilia Romagna. Un impegno a favore di libertà e democrazia portato avanti poi con l’impegno politico tra le fila del Pci: Innamorati è stato eletto nel primo consiglio comunale di Perugia dopo la Liberazione e poi, nel 1970, in quello regionale. L’avvocato è stato anche vicesindaco della città che, nel 2008, ha deciso di iscriverlo all’Albo d’oro, massima onorificenza cittadina. Un’avventura politica portava avanti, come ebbe modo di ricordare lui stesso in occasione del cinquantenario del consiglio regionale, «con lo stesso spirito e impegno con cui ho partecipato alla guerra di liberazione» .

LA PRIMA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DOPO LA GUERRA

Esempio e memoria Innamorati viene ricordato dall’Anpi come una mente lucida e aperta che «ha impersonato sino alla fine, con la tenacia che lo contraddistingueva, quei valori di libertà, di giustizia, di solidarietà e di pace che lo avevano spinto giovanissimo a partecipare alla lotta di resistenza e alla liberazione, primo fra tutti». Una «memoria storica della resistenza umbra, sempre pronto a divulgarne i valori, ma anche partecipe attivo in ogni fase della vita politica, sempre pronto a dare il suo contributo vivo e profondo alla costruzione di una sinistra unita che, proprio in nome dei valori e dell’esperienza partigiana, fosse l’artefice di una società più giusta, più umana e socialista». «Ho scelto di partecipare alla Resistenza perché vedevo sempre più difficile l’avvenire del mio paese», spiegava Innamorati a chi gli chiedeva il perché della sua scelta.

FOTO: IL BAIOCCO D’ORO A INNAMORATI

Punto di riferimento «Allievo di Aldo Capitini, avvocato, comunista, sempre attivo nella vita politica e sociale della sua regione – ricordano Anpi e Cgil – Francesco è stato ed è per l’Anpi e per la Cgil un punto di riferimento valoriale e umano, che resterà per sempre nel patrimonio delle due organizzazioni». «Con lui perdiamo un riferimento fondamentale per tutta l’Umbria democratica e antifascista – affermano Mari Franceschini, presidente dell’Anpi Umbria e Vincenzo Sgalla segretario generale della Cgil regionale – e questo ci carica di una grande responsabilità, quella di tenere sempre accesa la fiaccola della Resistenza che ha illuminato la nostra Costituzione e deve continuare a proteggere la Repubblica da qualsiasi tentativo di allentamento di quei valori che le partigiane e i partigiani, come Francesco Innamorati, hanno conquistato per le generazioni future».

L’impegno «La politica si fa con il cervello, non con il cuore o la pancia», amava ripetere. «L’impegno antifascista dei “ragazzi del liceo classico”, si trasformò ben presto – ricordano i consiglieri regionali pd – nell’arruolamento nel 22esimo reggimento fanteria “Cremona” che liberò Alfonsine e Fucignano il 25 gennaio 1945, per poi partecipare alla liberazione dell’Italia». «Ha sempre mantenuto il legame profondo – aggiungono – con quella parte di Perugia che, attraverso l’impegno, ha posto come obiettivo la costruzione di una città e di una comunità, legata alle dinamiche nazionali e mai chiusa negli angusti spazi della provincialismo. Portò, da solo, la bandiera della Federazione del Pci ai funerali di Enrico Berlinguer, una testimonianza di come la politica deve educare al sacrificio e all’umiltà, bel aldilà dell’appartenenza sociale. Fino ad oggi è stato un giovane novantenne, amato e rispettato da tutta la comunità democratica, per cui rimarrà un fulgido esempio.

VIDEO: I PARTIGIANI E IL 25 APRILE SEGNATO DAL COVID

Squarta, Bistocchi e Boccali A ricordare il partigiano è anche il presidente dell’Assemblea legislativa Marco Squarta: «Una mente storica, lucida e importante – dice – del regionalismo italiano. La sua impronta nel primo Statuto della Regione Umbria rimarrà indelebile nel tempo». Per Squarta muore «uno dei più importanti padri fondatori della Regione Umbria» e «protagonista assoluto all’interno del primo Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, in qualità di vice presidente». «I ricordi di lui sopra il palco, ogni 25 aprile, e a ogni appuntamento importante e significativo per la città di Perugia, che lui ha amato e difeso, fino all’ultimo, con tutte le armi, a cominciare dalla parola» scrive poi la capogruppo pd Sarah Bistocchi, che aggiunge: «I ricordi sono tanti, e i ricordi non muoiono. Rimangono sempre con noi, insieme agli insegnamenti, ai modelli, agli esempi delle persone che ce ne hanno fatto dono». L’ex sindaco di Perugia Wladimiro scrive che «la scomparsa di Francesco Innamorati rappresenta un grave lutto per la città di Perugia e per l’Umbria. Ci lascia un antifascista che ha combattuto per restituire la democrazia al nostro paese e per dare dignità e benessere alla nostra terra. Esempio di rigore e rettitudine fino all’ultimo dei suoi giorni. Rimarrà nelle menti e nei cuori di chi lo ha conosciuto».

Lotta per la democrazia «Quante storie della guerra di Liberazione ci hai fatto vivere – dice poi l’ex assessore regionale Stefano Vinti – quante volte ci hai fatto immaginare la nostra città portatrice del vessillo del buon governo, alleata del movimento operaio e progressista, che bello sentirti parlare e ragionare. Sei stato un personaggio dalla statura inimmaginabile nella politica dell’Umbria e di Perugia di oggi». In una nota la presidente Donatella Tesei parla di un uomo «la cui vita è fortemente legata alla lotta per la democrazia e alla storia della nostra Regione», mentre quello della Provincia di Perugia Luciano Bacchetta sottolinea che con Innamorati «se ne va, man mano, la generazione che ha permesso all’Italia di abbracciare i valori della democrazia passando a noi il testimone affinché le nuove generazioni, alle quali Innamorati mai si stancò di trasferire esperienze e valori, non cadano nella trappola dell’autoritarismo».

Il gruppo consigliare del Pd Il gruppo consigliare del Pd in una nota parla di «testimone autentico e appassionato del movimento antifascista che, con il suo impegno civile e politico, ha saputo alimentare, nel solco tracciato dalla Resistenza, la memoria e valori della Costituzione e della vita democratica». Scompare «un figlio di quella borghesia laica che nel tempo ha saputo costruire, attraverso l’impegno civile, il profilo di una comunità, sempre dalla parte della giustizia e della libertà, ma soprattutto avendo come stella polare il progresso di Perugia e dell’Umbria». «Ogni volta che veniva chiamato a rinnovare il suo impegno – è scritto ancora -, rispondeva mettendo a disposizione cultura e competenza, spesso senza il furore ideologico degli anni del dopoguerra. ‘La politica si fa con il cervello, non con il cuore o la pancia’, amava ripetere». Nel ricostruire la sua storia ricorda: «L’impegno antifascista dei “ragazzi del Liceo Classico”, si trasformò ben presto nell’arruolamento nel 22/o Reggimento Fanteria “Cremona” che liberò Alfonsine e Fucignano il 25 gennaio 1945, per poi partecipare alla liberazione dell’Italia. Portò, da solo, la bandiera della Federazione del Pci ai funerali di Enrico Berlinguer, una testimonianza di come la politica deve educare al sacrificio e all’umiltà, ben aldilà dell’appartenenza sociale. Fino ad oggi è stato un giovane novantenne, amato e rispettato da tutta la comunità democratica, per cui rimarrà un fulgido esempio. Alla famiglia, già provata dalla prematura scomparsa della figlia Serena, va il cordoglio e la vicinanza del Capogruppo Tommaso Bori e dei Consiglieri del Gruppo Pd Regionale».

Verini «Ha vissuto una vita bella e piena. Una vita ricca di valori e ideali. Quelli della libertà – ha scritto il deputato umbro Walter Verini -, da partigiano combattente contro i nazifascisti. Quelli della giustizia sociale e dei diritti umani e civili da militante e dirigente del Pci a e della Sinistra che tanta parte hanno avuto nei grandi cambiamenti dell’Umbria. E del rispetto del dialogo e delle istituzioni democratiche che ha onorato per lunghi anni».

Il servizio completo nel corso della giornata 

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