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lunedì 3 agosto - Aggiornato alle 20:02

ll «Lodo Melasecche» non dispiace all’assessore ma Paparelli attacca: «Dibattito di bassa ‘Lega’»

Le proposte fatte dalla Commissione statuto simili a quelle del Veneto. Il portavoce delle opposizioni: «Non svilire il lavoro dell’organismo»

Enrico Melasecche (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Il «Lodo Melasecche», come potrebbe essere ribattezzata la proposta di istituire i «consiglieri supplenti» fatta giovedì dalla Commissione statuto del consiglio regionale, tutto sommato al diretto interessato non dispiace. Già perché in questo modo la caparviana Manuela Puletti, prima dei non eletti, entrerebbe in consiglio regionale (oltre a lei, viste le nomine in giunta di Paola Agabiti e Roberto Morroni, ci sarebbe spazio anche per Francesco Vignaroli della lista Tesei e per la sindaca di Amelia, la forzista Laura Pernazza), mentre l’assessore avrebbe la certezza che in caso di ritiro delle deleghe il suo posto in aula sarebbe salvo. La quadratura del cerchio sulla scia di quanto fatto in Veneto, dove esiste il consigliere supplente e pure il sottosegretario, altra figura proposta dalla commissione guidata dal leghista Carissimi e funzionale, tra le altre cose, agli equilibri interni del diviso gruppo leghista.

SANTI, SOTTOSEGRETARI E SUPPLENTI: LE PROPOSTE

Paparelli attacca Di sicuro a settembre, dopo la pausa estiva, il clima sul pacchetto di modifiche (per il quale saranno comunque necessari tempi non certo brevi) sarà rovente. Ad andare all’attacco è il portavoce delle opposizioni, il dem Fabio Paparelli: «Il dibattito che sembra emergere sui media da alcuni esponenti della maggioranza – dice – sembra andare in una direzione contraria e di bassa ‘Lega’. Iniziare a parlare di sottosegretari, consiglieri delegati e supplenti, o di ‘nuovi Santi’ da collocare nel pantheon regionale al mero scopo di assicurare gli equilibri interni al partito di maggioranza relativa, rischia di svilire il portato del lavoro di un organismo che dovrebbe avere come unica stella polare l’identità dell’Umbria, la sua storia e i suoi valori contemporanei».

CONSIGLIO REGIONALE, UN 50ESIMO SOTTOTONO

L’INSEDIAMENTO DELLA COMMISSIONE

Spirito bicamerale Paparelli sull’intero lavoro della commissione prefigura anche la possibilità di indire un referendum e sostiene che «servirsi di questo passaggio istituzionale per risolvere mere beghe di partito e ridefinire nuovi assetti di potere, sarebbe davvero un atto grave, consumato proprio nell’anno in cui si celebrano i 50 anni delle istituzioni regionali. Servirà tempo, un confronto aperto e plurale con la società umbra. Servirà chiamare a giudizio gli stessi umbri a ratificare il nuovo assetto organizzativo e istituzionale». In conclusione, il portavoce delle opposizioni invita a on ridurre la materia a un «mero restyling» e invita a coltivare «uno spirito da ‘bicamerale’ delle idee e dei valori, indispensabili per costruire basi condivise». Oltre a Paparelli e Carissimi, della commissione fanno parte anche il vicepresidente Andrea Fora, Thomas De Luca (M5s), Eleonora Pace (Fdi) e Vincenzo Bianconi (gruppo Misto). A settembre si riparte.

Twitter @DanieleBovi

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