domenica 24 maggio - Aggiornato alle 23:30

Virus, l’Umbria torna a basso rischio: Rt a 0,53. Tesei: «Nostra regione tranquillissima»

L’Iss diffonde il nuovo report: «I casi di Umbria e Molise sono rientrati, indice non è una pagella». Tesei: «Si tenga conto di numeri reali»

Un operatore dell'ospedale di Terni (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Il Cuore verde torna nella zona verde. Venerdì mattina il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha fatto il punto sull’andamento della situazione epidemiologica nel paese, diffondendo anche le nuove stime dell’indice Rt, che descrive il tasso di contagiosità. La scorsa settimana, nel report finito al centro di molte polemiche, l’Umbria con 1,23 veniva affiancata a Lombardia e Molise, mentre venerdì la stima è di 0,53. L’indice, ha spiegato il presidente dell’Iss, «è in andamento oscillante nel paese, è normale e segnalarlo non vuol dire assolutamente fare pagelle. I casi di Umbria e Molise, che partendo praticamente da zero hanno visto l’indice salire per alcuni focolai, lo dimostra: il piccolo picco in Molise e Umbria è rapidamente rientrato».

IL REPORT COMPLETO

I numeri Ovviamente, «oggi il virus ancora circola – ha aggiunto – e non possiamo allentare le misure di protezione individuale. Il monitoraggio ci aiuta a capire cosa succede e a cogliere eventuali piccoli segni di crescita dei casi». Venendo ai numeri che riguardano il report settimanale, al 21 maggio in Umbria sono stati registrati 1.425 casi con un’età mediana di 54 anni e 74 decessi. Che la situazione sia estremamente variegata a livello nazionale emerge anche dall’incidenza settimanale ogni 100 mila abitanti: per l’Umbria il valore è di 0,45 mentre per la Valle d’Aosta è di 9,55, per il Piemonte 16,7, per la Lombardia 23,7 e così via. Tutte le regioni comunque vengono classificate al livello 2 (basso) per quanto riguarda la valutazione relativa all’aumento di trasmissione e attuale impatto del virus sui servizi assistenziali. Il monitoraggio riguarda anche la capacità di risposta dei servizi territoriali, per la quale non viene segnalata in Umbria alcuna allerta.

BOCCIA E IL CORTOCIRCUITO POLITICO-MEDIATICO

Le regioni Le nuove stime aggiornate, regione per regione, sono dunque queste: Abruzzo 0,86, Basilicata 0,63, Calabria 0,17, Emilia Romagna 0,49, Campania 0,45, Friuli Venezia Giulia 0,63, Lazio 0,71, Liguria 0,52, Lombardia 0,51, Marche 0,48, Molise 0,51, Piemonte 0,39, Bolzano 0,45, Trento 0,77, Puglia 0,56, Sardegna 0,27, Sicilia 0,69, Toscana 0,59, Umbria 0,53, Valle d’Aosta 1,06, Veneto 0,56. L’intervallo di confidenza, cioè la forbice di valori plausibili, va da 0,12 a 0,93; un intervallo estremamente ampio quindi, tanto da essere anche questo uno dei punti contestati dalla Regione in una lettera spedita all’Iss.

Brusaferro Nel complesso Brusaferro ha parlato di una curva epidemica che «si mantiene in calo, senza variazioni significative», e scende ovunque, anche in Lombardia dove il trend «è incoraggiante». Il paese, dove in tutte le regioni si registra un decremento dei casi, è a tre velocità: «Alcune – ha detto Brusaferro – con pochissimi casi o zero, altre come la Lombardia ancora con un numero significativo». Il numero uno dell’Iss ha anche sottolineato che «le Regioni si stanno attrezzando con tamponi e contact tracing ed è per questo che possono registrare più asintomatici. Tutti i sistemi di monitoraggio stanno migliorando significativamente in grande condivisione con le Regioni. È una garanzia del fatto che nel suo complesso il servizio sanitario nazionale è in grado di monitorare quanto sta avvenendo e rispondere tempestivamente».

Tesei Sulle polemiche delle ultime settimane venerdì ha parlato anche la presidente Donatella Tesei, intervistata da Radio24: «La nostra regione è a contagi zero – ha detto – nonostante stiamo aumentando i test. La curva è discendente ormai da tempo e tutti i parametri ci danno come la regione più tranquilla. Detto questo non sono un tecnico e non so quale strano sistema hanno usato, ma so che notizie così stanno creando danni a una regione che è ripartita e che è pronta a ripartire e a ospitare i turisti. Qui si può fare turismo in sicurezza». La presidente parla poi di un «meccanismo sbagliato che va adeguato. Dire che siamo una regione a rischio moderato è assurdo, e abbiamo anche parlato con Brusaferro. I nostri dati sono tranquillizzanti e chi ha sbagliato a fare paragoni corregga». Secondo Tesei il meccanismo «è sbagliato e va adeguato. Parlare di rischio moderato in Umbria è assurdo e abbiamo parlato con Brusaferro, i nostri dati sono più che tranquillizzanti e chi ha sbagliato a fare paragoni corregga. C’è qualcosa che non funziona nel metodo di calcolo che non ha riguardo di numeri reali. Poi sicuramente c’è anche una comunicazione errata: messaggi del genere sono dannosissimi e non rispettano la realtà».

Twitter @DanieleBovi

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