giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:09

«Una legge regionale antimafia per combattere le infiltrazioni»: la proposta è bipartisan

Dal Pd al Movimento 5 stelle passando dal centrodestra: «Non siamo immuni dal fenomeno, bisogna agire secondo quattro pilastri»

I commissari in conferenza stampa

Una legge regionale ‘antimafia’ per quanto è nei poteri di fare alla Regione, cioè ben poco dal punto di vista del contrasto ma qualcosa di concreto sul versante della prevenzione. A sottoscriverla tutti i membri della Commissione d’inchiesta del consiglio giornale, coordinati dal presidente Giacomo Leonelli. Quattro i pilasti: sensibilizzazione, nuove norme prescrittive, criteri di premialità, trasparenza. La proposta è stata presentata in conferenza stampa a Palazzo Cesaroni.

I principi Le integrazioni più rilevanti, contenute nella proposta legislativa firmata da tutti i membri della Commissione (Leonelli, De Vincenzi, Casciari, Fiorini, Liberati, Rometti e Solinas) riguardano: gli accordi tra Regione ed enti pubblici in materia di giustizia e di contrasto alla criminalità; la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile nel mondo economico; la promozione della responsabilità sociale delle imprese, la certificazione di qualità e il rating di legalità; il recupero e l’utilizzo dei beni immobili confiscati o sequestrati. Prevista la promozione della legalità nei settori dell’autotrasporto e del facchinaggio; gli accordi per l’implementazione dell’attività ispettiva e di controllo; le norme per la legalità nel turismo, commercio e pubblici esercizi.

Quattro principi Leonelli, dopo aver rimarcato l’importanza della legge ha manifestato «soddisfazione per un lavoro collegiale della Commissione, che ha perseguito il bene dell’Umbria e non rendite di posizione. Una legge, questa, che non si sofferma su norme di principio, come lo è quella precedente e vigente. Oggi vengono scritte proposte con quattro chiare e concrete caratteristiche: di sensibilizzazione, di prescrizione, di premialità e di trasparenza. Si tratta di norme che vanno ad incidere su temi che vanno dall’agricoltura, al commercio, al turismo, ai beni confiscati, agli appalti per servizi e forniture, ma riguardano anche l’autotrasporto. Perché negli ultimi anni sono cambiati, ampliandosi, i settori su cui la mafia ha posto la propria attenzione».

Infiltrazioni Il vice presidente Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria next) ha espresso una valutazione positiva «per una proposta legislativa bipartisan. Tuttavia – ha detto -, per quanto possiamo fare in termini legislativi, sarà sempre insufficiente rispetto all’ampiezza della questione posta alla nostra attenzione. Negli ultimi tempi si sono manifestate diverse situazioni di corruzione e di infiltrazioni. Il nostro auspicio è che la magistratura e gli organi inquirenti possano in maniera più efficace operare e portare in giudizio tante situazioni che richiedono giustizia. L’Umbria non è esente dalle infiltrazioni, lo testimoniano le 22 interdittive antimafia realizzate nel mandato del prefetto Cannizzaro e altra corruzione presente nella pubblica amministrazione dove tutti i cittadini, in qualche modo, sono coinvolti, sia in danno che nella partecipazione diretta. Ogni cittadino si deve sentire responsabile e collaborare fattivamente nel contrasto al fenomeno».

Proposta bipartisan Attilio Solinas (Misto-Mdp) ha commentato «favorevolmente il lavoro svolto dalla Commissione, che ha visto la partecipazione di molti soggetti interessati alla questione. Questa proposta legislativa mira al rafforzamento degli strumenti a disposizione delle istituzioni preposte al contrasto del fenomeno». Per Andrea Liberati (M5S), «rappresenta un aspetto rilevante essere qui, insieme, a dire no alla criminalità organizzata e alla mafia. Le nostre preoccupazioni per i prossimi anni non riguardano soltanto l’economia ordinaria, ma anche la ricostruzione post sisma. Importante e fondamentale sarà il rafforzamento degli organici delle Procure locali». Carla Casciari (Pd) ha spiegato che “la legge ha tenuto conto di diversi livelli di competenze intervenendo anche, senza irrigidirlo troppo, nel sistema degli appalti».

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