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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 17:15

Lega Umbria alla resa dei conti: Caparvi chiede l’espulsione di Briziarelli

Ennesimo cartellino rosso estratto al summit post voto. Problemi anche nel bilancio: si va verso la chiusura delle sedi di partito

Virginio Caparvi

Il segretario regionale della Lega e unico parlamentare rieletto in Umbria tra le fila del Carroccio ha chiesto l’espulsione del senatore Luca Briziarelli, che non ha centrato la rielezione a Palazzo Madama. La notizia è riportata dai quotidiani.

Flop Lega alle elezioni L’ennesimo cartellino rosso nel partito umbro di Matteo Salvini è stato estratto dal capo dei leghisti, che è anche sindaco di Nocera Umbra, mercoledì sera a Deruta, dove sono stati riuniti i dirigenti per l’analisi post voto, che in regione è stata perfino peggiore di quanto si è registrato nel resto d’Italia: il Carroccio si è infatti fermato al 7,7 per cento alla Camera e al 7,9 per cento al Senato.

Resa dei conti Da qui la mossa di Caparvi che ha accusato Briziarelli di aver spinto la campagna elettorale solo per il Senato, dove era candidato. Ma quello 0,2 per cento in più appare soltanto il casus belli di una guerra tra le due correnti che si consuma, neanche troppo sottotraccia, ormai da tempo all’interno del partito e che il nervosismo per la batosta elettorale ha fatto venire a galla. A quanto pare l’espulsione di Briziarelli messa sul tavolo dal segretario regionale ha lasciato perplessi diversi dirigenti della Lega, ma non sorpresi, perché di cartellini rossi Caparvi ne ha estratti diversi, abituando i suoi alle cacciate di esponenti di partito, anche con incarichi amministrativi, non allineati alle sue posizioni.

Caparvi chiede l’espulsione di Briziarelli Il primo caso si è verificato a Spoleto, dove sono stati colpiti assessori, il presidente del consiglio comunale e consiglieri, poi la stessa sorte è spettata anche all’assessore regionale Enrico Melasecche, che non si voleva dimettere dall’incarico di consigliere. In questo secondo episodio, Melasecche è poi stato reintegrato nella Lega, è rimasto in giunta, ma ha lasciato lo scranno di palazzo Cesaroni, per far posto a Emanuela Puletti, fedelissima di Caparvi. Ora la stessa sorte tocca a Briziarelli, con la sua testa che sarà fatta cadere, politicamente si intende, davanti al direttivo regionale del partito, dove logicamente Caparvi ha i numeri per ratificare l’espulsione.

Bilancio in affanno: si chiudono le sedi Al summit di Deruta, infine, il segretario si sarebbe presentato, non solo col cartellino rosso per Briziarelli, ma anche coi bilanci del partito, segnalando il mancato versamento di quote da parte degli eletti e il crescente affanno per tenere i conti in equilibrio. La manovra prospettata da Caparvi allo stato maggiore umbro della Lega è quella della chiusura delle sedi di partito, specie nei comuni più piccoli e periferici. L’ipotesi è quella di smantellare una ventina di sedi, stralciando così altrettante bollette delle luce e lasciando aperte soltanto quelle di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Umbertide.

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