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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 09:27

«La sanità è una cosa seria, la Regione faccia chiarezza: ecco di cosa ha bisogno Terni»

Paparelli e Bori (Pd) chiamano cittadini e forze sociali alla mobilitazione: «Quella di Coletto sull’azienda ospedaliera unica, solo una mezza marcia indietro»

©Fabrizio Troccoli

«Siamo ormai alla commedia, se non fosse che in gioco c’è la salute degli umbri e la ripartenza della nostra regione sul fronte economico e sociale». Queste le parole utilizzate dai consiglieri regionali del Pd, Fabio Paparelli e Tommaso Bori a commento del dibattito che si è aperto nei giorni scorsi dopo le dichiarazioni dell’assessore Luca Coletto rese al Messaggero e l’annuncio della deroga al mantenimento di due aziende ospedaliero-universitarie: «Il caos relativo al piano vaccinale e alla mancanza di una programmazione seria ed equa non è il solo capitolo che evidenzia lo stato confusionale della maggioranza di centrodestra, che in quasi un anno e mezzo ha gettato la sanità della nostra Regione in una situazione paradossale, dovuta alla gravissima malagestione».

Terni e non solo «Tentativi maldestri e goffi di sondare il terreno, quelli dell’assessore regionale alla Sanità Coletto, che prima avanza la ‘iattura’ di un’azienda ospedaliera unica, poi mette in scena un’incredibile mezza marcia indietro – proseguono Paparelli e Bori -. Sul fronte dei vaccini la Regione prima sotto le bordate della sollevazione dei cittadini umbri e del presidente del Consiglio, Mario Draghi, fa un passo indietro e il balletto inscenato poi sull’azienda ospedaliera unica è una faccia della stessa medaglia della disorganizzazione e della improvvisazione che contrassegna la giunta a trazione leghista, ancor più evidente a Terni. Non c’è un programma, non c’è un’idea di futuro e tantomeno un piano sanitario, visto che non è stato minimamente preso in considerazione quello che la giunta regionale aveva preadottato nella scorsa legislatura. Invece di ipotesi bislacche quali quelle contenute nel libro bianco, come ad esempio la riduzione dei distretti o la mobilità attiva che nulla hanno a che fare con la buona sanità, chiameremo cittadini e forze sociali ad una mobilitazione affinché si realizzino proposte vere e concrete, utili non solo a Terni e al comprensorio dell’Umbria del sud ma all’intera Regione».

Paparelli e Bori all’attacco «Al di là di annunci e chiacchiere inutili la Regione si attivi con fatti concreti, intanto per allestire in città i punti vaccinali necessari, si attivi con atti per il nuovo ospedale di Terni, ad alta specialità e dotato di 5/600 posti letto. Si bandisca la gara per la Cittadella della Salute a Terni, ponendo fine a balletti ed annunci contraddittori, dove allocare molteplici funzioni: la sede della Usl Umbria 2, con servizi amministrativi e sanitari, permettendo un importante risparmio degli affitti; la sede del 118 e delle associazioni di volontariato attive nel campo del soccorso e del trasporto sanitario; la sede di una Rsa, e la sede dell’elisoccorso. L’assetto istituzionale senza se e senza ma è quello con due Asl e due aziende ospedaliere. In questo quadro l’Umbria meridionale deve essere dotata di una adeguata rete ospedaliera comprendente ospedali integrati con Università e sede Dea di I° livello, ospedali Dea di II° livello, ospedali di comunità, hospice, strutture di riabilitazione avanzata, Rsa, Case della salute nei vecchi ospedali di Narni ed Amelia, il laboratorio di emodinamica ad Orvieto, una medicina territoriale potenziata e riorganizzata anche attraverso una nuova funzionalità e nuovi obiettivi da assegnare alle aggregazioni funzionali territoriali. Proposte che potrebbero contenere anche la mobilità passiva nella nostra sanità regionali, in cui Terni e la Conca, anche per la propria conformazione geografica, hanno fatta sempre dato un importante contributo. Infine la gara immediata per l’ospedale Narni-Amelia utilissimo sul versante riabilitazione oltre che come ospedale di comunità, complementare al nuovo ospedale di Terni».

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