lunedì 19 agosto - Aggiornato alle 19:48

La Regione individua le sedi legali delle due Usl e Barberini attacca: «Atto arrogante»

Dopo 4 anni scelte in via definitiva Perugia e Terni, l’ex assessore: «Diktat, delibera da ritirare». Paparelli: «Atto dovuto». Zuccarini: «Solo per tornaconto personale»

L'ingresso di Palazzo Donini, sede della giunta regionale (foto F.Troccoli)

di D.B.

È ancora sulla sanità che si scatena la battaglia dentro il Pd umbro, e in particolare dentro la giunta regionale. Per accendere la miccia questa volta è bastata la decisione di Palazzo Donini di individuare le sedi legali delle due Usl: a Perugia quella della 1 e a Terni della 2. Da quattro anni infatti le sedi legali erano provvisorie anche per via dello scontro che era scoppiato sul tema: «Si tratta di un atto dovuto, pendente da troppo tempo e che andava assunto prima della fine della legislatura – ha spiegato il presidente Fabio Paparelli – visto che non risulta ancora completato il percorso necessario per la definitiva individuazione della sede legale. Negli anni passati – ha ricordato – sul tema si era acceso un forte dibattito che ha preso spunto anche dall’entrata in vigore della legge regionale 11 del 2015, cioè del Testo unico della sanità, senza però arrivare a una decisione definitiva».

Barberini ad alzo zero E se ora l’ultima parola spetterà alla Conferenza dei sindaci per la ratifica definitiva, a sparare ad alzo zero contro Paparelli è l’ex assessore Luca Barberini, dimessosi dopo il suo coinvolgimento in Concorsopoli: «È un atto di arroganza politica e istituzionale – dice – che penalizza Foligno e Spoleto e non rispetta comunità e territori. È una giunta regionale spavalda, che compie atti di straordinaria amministrazione senza averne i poteri necessari». Barberini, dimessosi nel 2016 per via delle nomine dei direttori della sanità umbra (una vicenda durissima trascinatasi per mesi e dopo la quale, di fatto, è andata avanti una giunta politicamente defunta), parla anche di «una soluzione che danneggia l’idea policentrica dell’Umbria portata avanti in questi anni, riproponendo uno schema ormai anacronistico basato sulla dicotomia Perugia-Terni».

La centralità di Foligno Per Barberini la giunta «ha subito il diktat di un presidente facente funzioni, il cui unico interesse è quello di apparire nell’ultimo scorcio di legislatura. Mi auguro – scrive – che l’atto venga subito ritirato e che decisioni del genere, come giusto che sia, vengano assunte con la partecipazione delle comunità e dei territori». «Certo non è un bell’inizio – dice ancora il folignate Barberini – nemmeno per la nuova amministrazione comunale di Foligno, che si è fatta sfilare così la sede legale della Usl, con tutto ciò che ne consegue sul fronte politico e della presenza di servizi in città, che ne usciranno inevitabilmente penalizzati, con gravi ripercussioni sul ruolo e sulla centralità di Foligno nel panorama regionale».

Zuccarini Sulla sede Usl a Terni l’8 agosto è intervenuto anche il sindaco di Foligno Stefano Zuccarini e anche lui attacca duro Paparelli che, «in vista delle ormai imminenti elezioni regionali anticipate di autunno – scrive il primo cittadino – si è ritrovato il campo libero, scegliendo così la sua Terni, con una chiarissima e smaccata operazione elettorale, dettata dal furbesco tornaconto personale. E’ un atto di stretta competenza regionale, fatto da una giunta decimata da Sanitopoli, che piuttosto dovrebbe pensare soltanto alla mera ordinaria amministrazione, in vista di nuove elezioni. Un caso, tutto interno alle schermaglie elettorali dello stesso Pd». A Barberini, invece, il sindaco di Foligno replica, dicendo che «cercare ora di scaricare le colpe sull’attuale amministrazione comunale di Foligno – sostiene il primo cittadino folignate – è davvero paradossale, non accettiamo lezioni da parte di chi si è dimesso da assessore alla Sanità perché coinvolto in Sanitopoli. Siamo di fronte ad una giunta regionale ed un Pd ormai agli sgoccioli, che cercano solo di ‘avvelenare i pozzi’ in preda allo sbando».

Paparelli In una replica inviata nel tardo pomeriggio di lunedì Paparelli ribadisce che si parla di «una proposta dovuta che colma un ritardo di troppi anni. È indirizzata alla conferenza dei sindaci – aggiunge – cui spetta ora il pronunciamento e la ratifica. E Poiché i sindaci rappresentano le comunità mi pare che ci siano tutte le condizioni.

Cecconi Il 9 agosto interviene anche l’assessore al sociale di Terni, Marco Cecconi, sostenendo che «la sede della Asl a Terni è una decisione che spetta alla conferenza dei sindaci e il Comune di Terni sta già lavorando per convocarla e perché ci sia una decisione definitiva, perché vengano riconosciute le ragioni della città e del territorio, perché tutta la regione possa rilanciarsi mettendo a sistema tutte le energie». Cecconi dice anche che mentre il centrodestra lavora per la dignità e la visibilità di Terni, nel Pd assistiamo a una rissa vergognosa giocata sulla pelle della nostra città: da un lato Paparelli che ha già iniziato la sua personale campagna elettorale, dall’altra l’uscita verbalmente violenta dell’ex assessore Barberini che grida allo scippo, che difende l’indifendibile, dimenticando Terni e i suoi 111 mila abitanti, il contributo al Pil regionale, della nostra città che ancora oggi è una delle più produttive e più significative dell’intero Paese». Per Cecconi le parole di Barberini è «un’uscita fuori luogo, di chi nella sua attività di assessore alla Sanità, è stato oggetto di critiche dall’intero consiglio comunale di Terni che ha sempre chiesto – purtroppo invano – per l’azienda ospedaliera di Terni e per la Asl2 la giusta attenzione. Pertanto – conclude Cecconi – invito l’ex assessore Barberini a non occuparsi delle questioni che riguardano la città di Terni, perché non abbiamo davvero bisogno del suo contributo, ma piuttosto a dedicare le sue energie a ben altre vicende che lo vedono al centro di situazioni che sono state portate di recente a conoscenza di tutti gli umbri».

Filipponi Sulla vicenda anche il capogruppo Pd del consiglio comunale di Terni Francesco Filipponi: «La sede legale della Usl Umbria due a Terni è un risultato che rivendichiamo con forza. Ringraziamo la Regione dell’Umbria, ed in particolare la giunta regionale ed il Presidente, per aver deliberato in merito tenendo conto delle giuste istanze della città di Terni. Il gruppo consiliare del Partito Democratico al consiglio comunale di Terni ha fin dalla precedente consiliatura lavorato, promuovendo atti in seno alla competente commissione, poi divenuti delibere, al fine di raggiungere questo obiettivo nel rispetto delle decisioni già assunte dall’assemblea legislativa umbra ed oggi sancite in via definitiva. È un riconoscimento delle prerogative dei cittadini e della città di Terni, a cui abbiamo contribuito dal primo momento».

Socialisti Ad «apprendere con soddisfazione la decisione della Giunta regionale dell’Umbria di assegnare la sede della Ausl 2 a Terni» anche la Federazione provinciale del Psi di Terni, che hanno «sempre ritenuto fondamentale mantenere a Terni questo centro decisionale, sia per la maggior importanza della città sia per evitare l’ulteriore depauperamento del nostro capoluogo provinciale di sedi decisionali. Auspicando che la decisione della Giunta venga ratificata al più presto secondo quanto previsto dalla normativa – concludono i socialisti – ci piace ricordare che la decisione è stata collegiale, e ringraziamo pertanto l’assessore Giuseppe Chianella, che all’interno della giunta ha sostenuto questa posizione».

Cgil Non manca la presa di posizione dei sindacati: «In questi anni come Fp Cgil Terni – scrive il segretario Giorgio Lucci –  non abbiamo lesinato critiche alle scelte politiche della giunta Regionale in particolare su ciò che ha riguardato Sanità e Ambiente. Più volte abbiamo sottolineato come Terni, per la struttura socio economica e per le problematiche ambientali che la caratterizzano, ha bisogno di riacquistare quei centri decisionali che consentono di agire con efficacia e tempestività per la soluzione dei problemi. Aver deciso di stabilire in via definitiva la sede legale di Usl Umbria 2 a Terni, non può essere classificato come atto di arroganza, piuttosto come una decisone tardiva, ma corretta. Non basta certo un atto amministrativo per stabilire pari opportunità di erogazione dei servizi ai cittadini, ma di sicuro lo si può considerare un primo utile passaggio. Tuttavia, se si vuole veramente cambiare pagina, il prossimo provvedimento non potrà che riguardare l‘ambiente. Aver depauperato l’Arpa di Terni, togliendole la propria autonomia operativa, con dotazioni organiche insufficienti ed inadeguate alla complessità del territorio, è stato un atto di grave cecità politica a cui va posto rimedio velocemente».

Uil Da Terni anche «la Uil saluta con soddisfazione la decisione di questi giorni della Regione dell’Umbria che ha definitivamente stabilito che Terni è la sede legale dell’ASL2 Umbria. Una scelta, quella di Paparelli che ringraziamo e che certo non sa di campanilismo ma che risponde a criteri logici e di funzionalità. Oltre che alla difesa degli interessi del ruolo di Terni, capoluogo di Provincia. La UIL di Terni ora auspica un impegno corale delle istituzioni ternane e regionali anche a difesa della Camera di Commercio».

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