lunedì 24 giugno - Aggiornato alle 23:54

La battaglia che può cambiare il volto politico dell’Umbria: centrosinistra parte dal 48 a 11, lo scenario

Poco più di 4 mesi al voto: 387 mila alle urne in 63 Comuni, ecco il quadro zona per zona

La mappa politica dell'Umbria

di Daniele Bovi

Dai 93 elettori di Poggiodomo ai 122 mila di Perugia, dal nord al sud e dall’est all’ovest dell’Umbria. A fine maggio saranno in tutto 387 mila i cittadini chiamati alle urne per scegliere i sindaci e i consiglieri comunali di 63 comuni della regione, più dei due terzi del totale per quella che sarà, nei fatti, una battaglia campale che potrebbe cambiare per tante ragioni il volto politico dell’Umbria. Quello di fine maggio sarà infatti il primo appuntamento elettorale di peso dopo il clamoroso 5-0 rifilato dal centrodestra alle politiche di marzo le quali, dopo enorme travaglio, hanno partorito il governo gialloverde. Una sorta di antipasto di lusso della madre di tutte le battaglie, le regionali del 2020. Ecco perché le amministrative di maggio hanno grande importanza.

LA MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA

Il quadro I temi politici sono tanti. In primis bisognerà misurare l’entità dell’avanzata della Lega nei territori dopo un anno di governo (i salviniani saranno la vera architrave delle coalizioni di centrodestra), l’eventuale capacità di ripresa del Pd (orfano in tanti territori degli storici alleati della sinistra, sganciatisi ormai da una lunghissima stagione di coabitazione e di governo) e la reale competitività nei Comuni del M5S. L’Umbria è una delle poche regioni d’Italia dove gli alleati della Lega (sul punto sarà interessante vedere nelle città il comportamento dei pentastellati nei confronti dei salviniani) non governano neppure un Comune e dove, storicamente, hanno fatto sempre fatica alle amministrative; esemplificativo, tra gli ultimi casi, il deludente risultato di Terni. Da non dimenticare poi, tornando al Pd, che anche gli equilibri sanciti dal recente congresso potrebbero venir scossi da sconfitte nelle città più importanti.

I numeri Dei 63 Comuni al voto 41 sono in provincia di Perugia e in tutto otto quelli sopra i 15 mila abitanti, dove quindi potrebbe servire un ballottaggio: Perugia, Bastia Umbra, Castiglione del Lago, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Marsciano e, unico in provincia di Terni, Orvieto. Come mostra la mappa politica della regione realizzata da Umbria24 il centrosinistra nelle sue varie declinazioni parte in enorme vantaggio: 48 i Comuni governati contro gli 11 del centrodestra (i quattro colorati di giallo sono amministrati da giunte civiche) che però da tempo, Perugia a parte, ha sfondato nel Perugino e nella Media valle del Tevere oltre che a Terni e Spoleto. Interessante poi notare che sono ben 38 su 63 i sindaci al primo mandato (alcuni di loro però non si ricandideranno). Prendendo come riferimento gli aventi diritto alle politiche, in tutto gli elettori chiamati alle urne saranno 387 mila.

Le zone Dividendo i Comuni in aree omogenee per ovvi motivi è il Perugino-Media Valle del Tevere quella con più elettori (172 mila), seguita da Foligno-Valnerina (65 mila), fascia appenninica (42 mila), Trasimeno (39 mila), Orvietano (30 mila), Ternano (22 mila) e Alto Tevere (14 mila). Chiaramente il Comune sul quale saranno puntati tutti gli occhi sarà Perugia, con il centrosinistra chiamato a una partita tutta in salita contro la Lega e Andrea Romizi. Procedendo per zone, in Alto Tevere il Comune più grande è San Giustino (quasi 9 mila elettori), mentre lungo la fascia appenninica, dove l’unico comune di centrodestra è Sigillo, occhi puntati su Gubbio (25 mila) e Gualdo Tadino, entrambe con sindaci di centrosinistra al primo mandato. A pochi km da Perugia altra sfida pesante a Bastia, dove il sindaco Ansideri (centrodestra) è a fine corsa.

Trasimeno e Folignate Grande attenzione anche su Marsciano (pronto per il centrosinistra Stefano Massoli dopo i due mandati di Alfio Todini) con i suoi 14 mila elettori e Torgiano (5 mila), altro Comune in mano al centrodestra. Il Trasimeno è una delle poche zone dove il centrodestra non governa da nessuna parte e dove, Castiglione del Lago a parte, sono 7 su 8 i sindaci al primo mandato. Dopo Perugia l’altra partita clou sarà a Foligno: Nando Mismetti dopo 10 anni lascia e al suo posto il centrosinistra potrebbe candidare un pezzo da 90 come l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini; dal risultato di Foligno, oltre che da quello di Perugia, si dovrà trarre per Pd e soci un bilancio di questa tornata. Altri Comuni importanti nella zona sono Spello, dove c’è il centrosinistra, e Montefalco, guidato negli ultimi 10 anni dalla senatrice leghista Donatella Tesei. C’è poi da parlare della Valnerina terremotata, dove al voto andrà il Comune simbolo del sisma 2016, cioè Norcia, oltre a Preci, Vallo di Nera e Scheggino. E qui sarà interessante vedere quali scelte faranno gli elettori.

Orvieto e Terni Nell’Orvietano ovviamente tutta l’attenzione è concentrata sulla città della Rupe, guidata dal centrosinistra di Germani, anche lui al primo mandato. Tutti molto piccoli, in termini di elettori, i dodici Comuni chiamati al voto nella zona di Terni dove mancano, capoluogo a parte, pezzi forti come Amelia (al voto nel 2021) e Narni (nel 2022); qui la città più grande sarà San Gemini (4 mila elettori) e quella più piccola Polino (201). Per capire se e quanto cambierà il volto politico dell’Umbria bisognerà aspettare i ballottaggi di giugno.

Twitter @DanieleBovi

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