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lunedì 18 ottobre - Aggiornato alle 00:34

Intervista a Lignani: «Non saremo sudditi della giunta Tesei. In centro storico parcheggi gratuiti»

Il candidato di FdI, Fi e Castello civica: «Rifiuti? Belladanza non può essere l’immondenzzaio dell’Umbria. Subito una drastica riforma del trasporto pubblico locale»

Andrea Lignani Marchesani

di Daniele Bovi

Pubblichiamo l’intervista ad Andrea Lignani Marchesani, candidato sindaco di Città di Castello appoggiato da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Castello civica alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre.

DALLE PREFERENZE AL DISGIUNTO: COME SI VOTA

La pandemia ha impattato in modo molto duro sul tessuto economico della città. Dalle imprese al turismo, cosa pensa di poter concretamente fare per supportare la ripresa e i settori trainanti dell’economia tifernate?

«La pandemia si è inserita in un tessuto già compromesso da decenni di perdita di competitività territoriale, determinata da scellerate scelte dei governi di centrosinistra regionale e locale; nel 2000 Castello era la capitale economica dell’Umbria e oggi è ancora più isolata di allora con infrastrutture completate nel Centro-Sud della Regione e regredite (si pensi alla Fcu) nel nostro territorio. Si deve uscire dall’isolamento con positive interlocuzioni istituzionali che prendano le distanze dal piagnisteo fine a se stesso dei responsabili dello sfascio e dal verticismo partitico leghista, che impone obbedienza cieca ai propri dirigenti con i risultati negativi sotto gli occhi di tutti dell’impatto della Giunta Tesei sul nostro territorio (si pensi al distretto grafico previsto su Bastia e non come sarebbe naturale a Città di Castello). Della Giunta regionale saremo amici ma non sudditi. Di concerto con il mondo sindacale dovremo avere un confronto continuo con le nuove proprietà estere di aziende virtuose acquistate da fondi esteri per evitare delocalizzazione. Dobbiamo chiedere incentivi uguali per tutto il territorio regionale per quanto riguarda occupazione e sviluppo: territori con accessi infrastrutturali più competitivi dei nostri sono considerate aree depresse e questo non è più tollerabile».

CITTÀ DI CASTELLO, I NOMI DI TUTTI I CANDIDATI

Il virus ha messo in difficoltà su molti fronti tante famiglie: quali potrebbero essere alcune misure concrete sul fronte del welfare? Pensa sia realistico un taglio del carico fiscale?

«I servizi sociali saranno particolarmente attenzionati: chi ha bisogno di assistenza dovrà essere tutelato in via assolutamente riservata e imparziale. Si deve garantire l’accesso anche a persone con scarsa cultura digitale, particolarmente presenti nelle fasce deboli della popolazione. Molto dipende dalla normativa nazionale ma non c’è dubbio che si auspica una drastica riforma del reddito di cittadinanza e il ripristino di una soglia di esenzione più alta per l’esenzione dall’addizionale Irpef. Nei limiti di cassa e di possibilità regolamentari e normative si punta a una maggior tutela dei nuclei familiari numerosi ma con una residenziali di lungo periodo».

LA MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA

Dalla discarica di Belladanza a Sogepu fino alla differenziata il tema dei rifiuti è centrale: quali sono le sue proposte?

«Si devono tagliare le spese improduttive di Sogepu, a cominciare da consulenze immotivate e sponsorizzazioni fuori luogo con una drastica riforma delle politiche del personale: basta agenzie e contratti a termine per il personale ma concorsi. Essendo stata inserita la norma che il costo del servizio deve essere coperto dalla tariffa, si vuole scongiurare l’aumento dei costi per gli utenti, con l’obiettivo di ridurli chiudendo il ciclo dei rifiuti nel contesto dell’ambito Alta Umbria con un’impiantistica ad hoc che faccia uscire Belladanza dal ruolo di discarica regionale. Il benessere non si può conseguire diventando l’immondezzaio dell’Umbria ma con politiche virtuose di investimento».

Ztl, parcheggi, Piano urbano della mobilità sostenibile, gestione del centro storico: quali sono i provvedimenti concreti che ritiene essenziali in tema di trasporti?

«Nell’immediato una drastica riforma del trasporto locale che incentivi l’uso dei mezzi pubblici con un’adeguata politica di orari e copertura, evitando le troppe corse vuote cui siamo costretti ad assistere. Un fine di medio periodo è la gratuità dei parcheggi del centro storico, la gestione degli stessi è vincolata fino al 2027 ma vogliamo rinegoziare il tutto: è inconcepibile che nel recente passato l’Amministrazione si sia ripresa 250 parcheggi improduttivi e degradati e abbia abbassato il canone alla società gestrice, che per ringraziamento ha aumentato le tariffe. Un esempio più unico che raro di rincaro di un servizio con minor gettito per le casse pubbliche».

Nei programmi si parla di una Città di Castello senza barriere e alla portata di tutti: come realizzarla in concreto?

«Si vuoe approvare nel breve periodo un Piano di abbattimento delle barriere architettoniche e si vuole pesantemente intervenire con risultati concreti nell’arco della consiliatura. Una città con barriere a breve non sarà solo un problema, gravissimo, per i diversamente abili, ma per l’intera popolazione che ogni anno di più è mediamente più vecchia. Questa è la bomba sociale di un futuro non lontano, dobbiamo prevenire con azioni concrete per limitare quella che sarà l’emergenza dei futuri anni ‘30».

Che proposte ha per il vecchio ospedale e riguardo alla Casa della salute?

«In questo caso l’attuale amministrazione regionale è completamente innocente. Si poteva, si doveva intervenire prima, quando con pochi milioni di euro si poteva ripristinare sicurezza e vivibilità di quello che oggi è uno scempio per l’intero centro storico. Oggi occorrono più di 20 milioni di euro e non ha senso fare lavori a stralci altamente diseconomici. Dovremo confrontarci con regione e soggetti privati per trovare una soluzione. Quanto alla Casa della salute, prevederla lì è purtroppo utopia e mera speculazione elettorale. Una medicina del territorio efficiente si può ottenere con un altro stabile nuovo e sicuro e con molti meno costi. E giù le mani dal lascito Mariani: sono stati meritoriamente lasciati dei soldi con la volontà di garantire cure ai tifernati e vanno destinati lì, non per mettere toppe a uno stabile che non è nemmeno di proprietà comunale».

Twitter @DanieleBovi

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