mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 09:20

Incitamento all’odio: chiuse pagine social di Casapound, Forza Nuova e profili di due consiglieri umbri

Chi inneggia al Fascismo, oggi denuncia la censura e si affeziona ai diritti d’opinione. Poi ne abusa dopo che sono stati conquistati anche per loro

di M.T.

Dopo avere oscurato numerose pagine di organizzazioni che si sono caratterizzate, sui social, per esprimere messaggi di odio, come quelle di rappresentanti e esponenti di Casapound e Forza Nuova,  Facebook chiude anche le pagine di due consiglieri comunali umbri, Andrea Nulli, di Todi e Saverio Andreani di Trevi. Ne danno notizia loro stessi attraverso una nota stampa. L’operazione di cancellazione delle pagine è portata avanti, ormai da tempo, sia da Facebook che da Instagram, il social di cui Facebook è proprietario, in tutto il mondo. Il più importante social del pianeta ha messo a lavoro esperti che studiano pagine e profili di singoli o gruppi, individuando chi sono gli autori di messaggi di odio al fine di sottrarre loro lo strumento di diffusione. Secondo quanto reso noto dal Fatto Quotidiano, la decisione non sarebbe stata assunta da Facebook Italia, infatti, ma dalla sede centrale, e sarebbe stata anche comunicata anzitempo al ministero dell’Interno, sull’iniziativa che stava per compiersi in Italia, dopo averla già portata a termine in Canada, negli Usa, in Inghilterra. Destinatari italiani sono stati profili, gruppi, pagine dai contenuti d’odio ispirati a ideologie di estrema destra.

La risposta del social network Facebook è stato chiaro nello spiegare che vengono cancellate le pagine di «qualsiasi associazione di almeno tre persone organizzata con un nome, un segno o simbolo e che porta avanti un’ideologia, dichiarazioni o azioni fisiche contro individui in base a caratteristiche come la razza, il credo religioso, la nazionalità, l’etnia, il genere, il sesso, l’orientamento sessuale, malattie gravi o disabilità». «Le persone e le organizzazioni – continua il comunicato – che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Per questo motivo abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose, che vieta a coloro che sono impegnati nell’”odio organizzato” di utilizzare i nostri servizi». «Candidati e partiti politici – si legge ancora nel comunicato – così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram».

La ricostruzione Il quotidiano Open ricorda che la «Policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose» a cui si fa riferimento nel testo recita: ‘Per impedire e interrompere atti di violenza reali, non permettiamo la presenza su Facebook di organizzazioni o individui che proclamano missioni violente o che sono coinvolti in azioni violente. Questo include organizzazioni o individui coinvolti nelle seguenti attività:

Terrorismo
Odio organizzato
Traffico di esseri umani
Violenza organizzata o attività criminale
Rimuoviamo inoltre contenuti che esprimono supporto o elogio di gruppi, leader o individui coinvolti in queste attività. È possibile trovare maggiori informazioni sulle nostre iniziative per la lotta al terrorismo».

I destinatari Le pagine rimosse in base alla policy sulle persone e organizzazioni pericolose sono quelle di Casapound, Forza Nuova, Simone Di Stefano, Gianluca Iannone e Roberto Fiore. Sono state cancellate anche pagine e gruppi che rappresentano queste organizzazioni e individui, incluse le pagine locali. Facebook – scrive Open – sarebbe pronto a rimuovere anche post e altri contenuti che esprimano supporto o elogio a questi individui e organizzazioni. Dal popolare social network si ricorda che da sempre è stato bandito chi proclami «missioni violente o che incitano all’odio o che sono coinvolti in azioni violente. Questo indipendentemente dall’ideologia o dalla motivazione». L’individuazione – scrive ancora il quotidiano on line – delle persone e delle organizzazioni pericolose avviene, secondo gli standard di Facebook, sulla base di un «ampio processo» e vengono presi in considerazione una serie di segnali:

Se hanno promosso o direttamente compiuto atti di violenza contro persone sulla base di fattori come razza, etnia o nazionalità.
Se si autodefiniscono o si identificano come seguaci di un’ideologia di odio.
Se usano discorsi di odio o insulti nella loro sezione Informazioni su Facebook, Instagram o su un altro social media.
Se hanno gestito Pagine o Gruppi che sono stati rimossi da Facebook, o account rimossi da Instagram, per aver pubblicato contenuti che non rispettano le nostre policy contro l’incitamento all’odio.
Facebook sottolinea inoltre che il nostro impegno contro i discorsi di incitamento all’odio è «costante» e che il social network continuerà a «verificare la conformità di individui, Pagine, Gruppi e contenuti» agli «Standard della Community».

Dagli Usa all’Italia Secondo quanto ricostruito da Open «il primo a farne le spese fu, lo scorso febbraio, l’attivista di estrema destra Tommy Robinson, con la motivazione di promuovere il suprematismo bianco e di «non poter accettare il linguaggio utilizzato dal suo account». A ruota, sono stati cancellati gli account di 12 attivisti del British National party (Bnp), dell’English Defence League (Edl) e di National Front. Ma è ad aprile che Facebook, sotto pressione proprio per il massacro di Christchurch, ha chiuso definitivamente le pagine di numerose organizzazioni di estrema destra del Regno Unito, tra cui proprio Bnp, Edl e Britain First. Le stesse misure sono state adottate da Menlo Park nei confronti del movimento paramilitare ucraino Azov, di ispirazione neonazista. La pagina era stata già rimossa temporaneamente nel 2015. Promozione di «odio organizzato», fu l’accusa. A essere chiuso, in Austria, è stato l’account del movimento Generazione identitaria e i suoi affiliati britannici. In Grecia ha subito la stessa pratica il partito di Alba Dorata. La scure contro individui e gruppi di estrema destra, da aprile in poi, è stata utilizzata oltre Oceano. Numerose pagine canadesi e account di complottisti statunitensi come Alex Jones di Infowars, Milo Yiannopoulos, Paul Joseph Watson, Laura Loomer, Paul Nehlen e Louis Farrakhan sono stati chiusi. Per sempre».

I consiglieri umbri Appresa la chiusura delle pagine che fanno riferimento a Nulli, il consigliere Umbro dice: «Vorremmo sapere – commenta Nulli – cosa costituisca incitamento all’odio nella pagina oscurata ‘Comune di Todi reparto manutenzioni” nella quale facevo un resoconto fotografico delle opere compiute dalla nostra amministrazione comunale: questo dimostra come sia un atto volutamente politico e di censura». «Ci chiediamo – aggiunge Andreani – come sia possibile che invece profili e pagine di sinistra siano liberi di riversare odio, insulti e minacce di morte senza nessuna censura, forse è il benvenuto del nuovo governo non eletto a chi la pensa diversamente?».

La nota di Forza Nuova «La segreteria nazionale di Forza Nuova – si legge in una nota – ha dato mandato al proprio ufficio legale di procedere contro Facebook Italia per il reato di diffamazione e per tutti i reati relativi all’attentato alle libertà di opinione commessi a danno del movimento. Inoltre, l’ufficio legale raccoglierà tutte le richieste per danni avanzate dalle migliaia di persone che hanno visto le proprie pagine di interesse lavorativo cancellate. Il movimento fa sapere che tra le città in cui sono in programma iniziative a difesa del «proprio diritto alla libertà di opinione e di pensiero».

Si sono affezionati alla libera opinione Ed è proprio su questo ultimo aspetto che in molti si chiedono da quanto tempo coloro che inneggiano al ventennio fascista si siano affezionati a questi diritti, in quegli anni, indiscutibilmente calpestati. E come oggi, di questi diritti, – conquistati per tutti, quindi anche per Casapound e Forza Nuova, combattendo chi ne negava l’universalità – qualcuno possa pensare di abusarne, incitando all’odio, per poi credere di farla franca all’infinito?

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