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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 21:03

Inceneritore, la Regione respinge la richiesta del colosso A2A: «Non si farà a Gualdo Tadino»

L’azienda aveva presentato la documentazione per la costruzione di un impianto da 278 mila tonnellate all’anno

Il logo di A2A

di D.B.

«Una richiesta improcedibile e dunque archiviata». La Regione ha notificato giovedì sera alla Waldum Tadinum Energia, società che fa parte del colosso A2A, il provvedimento con cui è stata respinta l’istanza attraverso la quale l’azienda chiedeva la possibilità di costruire un inceneritore a Gualdo Tadino. Secondo quanto spiegato giorni fa da A2A, si trattava di un investimento da 300 milioni di euro che prevedeva anche la realizzazione di un biodigestore; la zona scelta era quella di Saxa Gres, l’azienda che anni fa ha rilevato la Tagina e di cui A2A detiene quasi il 28 per cento.

«ENTRO IL 2028 UN INCENERITORE IN UMBRIA»

La proposta Secondo quanto comunicato venerdì dal vicepresidente della Regione Roberto Morroni, A2A avrebbe voluto costruire un impianto con una capacità di 278 mila tonnellate all’anno, di cui 242 mila costituiti da rifiuti urbani o decadenti dal trattamento di rifiuti urbani. Una proposta che presentava quindi «un forte disallineamento a livello dimensionale con quanto definito dalla pianificazione regionale» che prevede, come spiegato giovedì dalla Regione durante la conferenza stampa dedicata al nuovo Piano rifiuti, un impianto da 160 mila tonnellate. Una quantità «corrispondente al solo fabbisogno di incenerimento dei rifiuti prodotti all’interno del territorio regionale – dice Morroni – nel rispetto dei principi comunitari di autosufficienza e prossimità».

LA MAPPA: DOVE POTREBBE ESSERE COSTRUITO

L’iter «Tali impianti – ricorda Morroni – sono oggetto della programmazione regionale a cui compete in via esclusiva disciplinarne scelte e contenuti». Il vicepresidente sottolinea poi che l’iter prevede la pubblicazione di un avviso da parte di Auri (l’Autorità umbra per i rifiuti e l’idrico) entro quattro mesi dall’approvazione del Piano (attesa entro la fine del 2022); procedura che riguarderà la progettazione, realizzazione e gestione dell’impianto, con affidamento entro 18 mesi dall’ok al Piano. La realizzazione vera e propria dell’inceneritore (l’investimento stimato è di circa 150 milioni di euro) avverrà invece entro trenta mesi dall’affidamento dei lavori. Un inter dunque in contrasto con la proposta di A2A. Quel che è certo è che la scelta del luogo in cui realizzare l’impianto sarà quella politicamente più delicata.

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