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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 20:00

Inceneritore e discariche, Legambiente boccia la giunta: «Uno sconsiderato arretramento»

L’associazione critica il nuovo piano: «Scelto lo scenario meno innovativo». Bocciatura anche da parte dell’Osservatorio Borgogiglione

La discarica di Orvieto

«Uno sconsiderato arretramento rispetto ai faticosi passi in avanti fatti dall’Umbria in questi ultimi anni». Così il presidente di Legambiente Umbria, Maurizio Zara, giudica le linee guida del nuovo Piano rifiuti presentate nei giorni scorsi dalla giunta regionale. Nell’immediato, le discariche di Belladanza e Borgogiglione saranno ampliate (stessa sorte, se necessario, toccherà anche a Le Crete), mentre entro il 2030 l’obiettivo è quello di costruire un nuovo inceneritore. Per l’associazione si tratta di un piano che «riporta improvvisamente indietro la regione di almeno venti anni».

NUOVO INCENERITORE E AMPLIAMENTO DI TRE DISCARICHE

Scenario conservativo Per Zara dei tre scenari ipotizzati dal comitato tecnico-scientifico, la giunta «ha scelto il più conservativo e meno innovativo»; uno in grado di «vincolare la strategia regionale per i trent’anni futuri (questi i tempi di ritorno dell’investimento dichiarati come necessari per realizzare un nuovo impianto di incenerimento) e rendendo di fatto non conveniente né aumentare la differenziata oltre quel 74,8 per cento che il piano pone, né ridurre la quantità di rifiuti prodotti». Critiche anche per il modello Copenaghen proposto nel corso della conferenza stampa: «La municipalità di Copenaghen – ricorda Zara – è costretta anche a importare rifiuti per alimentare il proprio inceneritore».

ECCO COME SARANNO AMPLIATE LE DISCARICHE

Legambiente Un impianto che produrrebbe Co2, «il principale gas serra – ricorda Legambiente – che è causa dei cambiamenti climatici, anche quando si sfrutta per la produzione energetica. L’impronta di carbonio dell’incenerimento sta infatti tra i 650 e gli 800 grammi di anidride carbonica fossile per ogni kWh prodotto, quello medio di produzione energetica europea è di circa 250. Senza contare che gran parte del carbonio emesso viene dall’incenerimento di rifiuti urbani di natura fossile come plastica e tessuti sintetici». Per l’associazione la giunta regionale «avesse iniziato a ragionare alle diverse filiere e a come farle funzionare tenendo conto di tutte le fasi, dalla produzione dei beni, alla creazione a valle di un mercato efficace alle materie riciclate (vedi acquisti verdi per esempio), attivando politiche serie di riduzione rifiuti e obbligando i comuni più arretrati a raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata. La giunta regionale demanda ad Auri il compito del controllo senza definire con quali mezzi e con quali misure sanzionatorie».

L’Osservatorio Critiche arrivano anche da parte dell’Osservatorio Borgogiglione, che ricorda come nel programma elettorale del centrodestra si parlava di disincentivare l’incenerimento e il ricorso alle discariche: «Ecco la befana per i nostri gestori dei rifiuti. Nella calza – dice l’associazione – non hanno trovato tanto carbone, come meritavano, ma un inceneritore da 100 milioni di euro per il 2030 e, nel frattempo, l’ampliamento delle discariche». «Emergenza – aggiungono – è la parola magica che zittisce tutti e giustifica l’incredibile voltafaccia nelle politiche ambientali. Però, per due anni hanno cincischiato, i nostri decisori, intorno al nuovo piano regionale dei rifiuti, salvo poi riprendere sostanzialmente il vecchio piano già fallito e passarci sopra l’antiruggine. Intanto, il programma elettorale 2019 è sparito dal web. Noi ci opponiamo all’ampliamento ingiustificato e all’inceneritore».

Orvieto Tornando al tema delle discariche e in particolare a quella orvietana de Le Crete, il capogruppo del M5s in consiglio regionale, Thomas De Luca, giudica «troppo timida» la presa di posizione della sindaca Roberta Tardani: «Dimostri una volta per tutte – dice – la sua effettiva contrarietà alla riprofilatura della discarica Le Crete con un atto concreto. Vada in consiglio comunale, metta nero su bianco la sua posizione in un documento firmato da tutti contro la regione ed esprima parere contrario all’ampliamento nella conferenza dei servizi. I giochi sono finiti, è l’ora dei fatti».

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