Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 16 maggio - Aggiornato alle 19:28

Inceneritore e discariche, il M5S boccia il piano della giunta e ne propone uno alternativo

Presentata la proposta di legge sulla gestione dei rifiuti in Umbria: un impianto per il recupero di materia, aumento della differenziata e recupero del rifiuto non riciclabile

Da sinistra Pavanelli, De Luca e Sargentini

di Letizia Biscarini

Presentata a Palazzo Cesaroni dal capogruppo Thomas de Luca, la proposta di legge che il Movimento 5 Stelle ha studiato per la gestione dei rifiuti in Umbria e intercettare i fondi del Pnrr. Si tratta di un piano per step che entro il 2050 porterebbe al 100% di recupero dei rifiuti agendo sul problema della gestione. Si parte, quindi, con la riduzione della produzione totale dei rifiuti eliminando gli imballaggi superflui e dando attuazione alle direttive europee sulla plastica monouso. Poi, un incremento della percentuale di raccolta differenziata potenziando il porta a porta e differenziando tra aree urbane e vaste, con tariffazione puntuale. Il piano prevede poi l’aumento al 40% del recupero della materia umida, promuovendo il compostaggio domestico e di prossimità, per trasformarlo in fertilizzante e biometano. La modifica degli impianti, infine, permetterebbe di raggiungere l’80% del recupero della materia con conseguente riduzione dell’incenerimento fino a raggiungere l’obiettivo del 5% conferito in discarica. Il tutto creando nuovi posti di lavoro.

Discariche Secondo il Movimento con un impianto di recupero di materia, se concluso nel 2026 e considerando circa un anno e mezzo di rodaggio, si potrebbe allungare di 37 anni la vita residua delle discariche. «Con un’attuazione veloce della nostra proposta di legge non è necessario ampliare le discariche esistenti. Se aspettiamo ancora dovremo ampliarle sicuro» dice de Luca. Presenti alla conferenza stampa anche la senatrice Emma Pavanelli della Commissione Ambiente del Senato e Luca Sargentini, consigliere del Comune di Piegaro.

Le critiche al piano della giunta Aspre le critiche da parte del capogruppo: «Ci stiamo sostituendo alla giunta che comunica e basta. Invece dobbiamo aprirci al territorio e ascoltare le istanze che arrivano direttamente dai cittadini e dagli amministratori locali. La giunta Tesei sta portando l’Umbria verso il baratro dell’emergenza rifiuti». Secondo il M5S il piano della giunta per la costruzione di un inceneritore e l’ampliamento delle discariche esistenti produrrà un «disastro sociale, economico e ambientale che non ci possiamo permettere». Per i 5 Stelle c’è necessità di un piano immediato alternativo a quello presentato dalla giunta Tesei. Un piano che secondo i 5 Stelle nasce già fallato: nonostante l’ampliamento previsto per le discariche, arrivati al 2030 i pentastellati ne stimano una vita residua di almeno due anni. L’accensione dell’inceneritore comporterà, inoltre, la necessità di trovare spazio per lo smaltimento di oltre 30mila tonnellate l’anno di ceneri e scorie dello stesso.

I verbali La proposta della giunta, inoltre, non terrebbe conto che il 15% di energia prodotta dall’inceneritore servirebbe allo stesso per funzionare e del fatto che l’imprenditoria privata che investe nella costruzione dell’inceneritore avrà i suoi interessi nel fare profitto e quindi spingere per bruciare il più possibile. Durante la conferenza stampa, il capogruppo de Luca ha citato i verbali del comitato tecnico-scientifico incaricato di valutare la fattibilità del progetto proposto dalla giunta regionale. A farne parte l’Azienda sanitaria regionale e l’Università di Perugia, le quali dovevano valutare non solo la fattibilità, ma anche l’aspetto sanitario e l’impatto che la proposta avrebbe portato in termini di salute pubblica.

Emissioni Secondo i 5s, non sarebbe stato preso in considerazione il rischio sanitario: dagli stralci del verbale citato testualmente in conferenza stampa, sembra che non ci si preoccupi di valutare scientificamente gli effetti delle emissioni, negative o positive che siano, ma si parli solo di gestire la comunicazione a riguardo per evitare che ci siano valutazioni negative sulla fattibilità dell’opera. Il verbale parla inoltre di diverse criticità legate alla gestione dei fumi e del fatto che la realizzazione di un inceneritore è, a parere degli esperti, una soluzione superata. «La scelta di costruire un inceneritore sembra essere stata presa a prescindere dal parere del Cts» commenta il capogruppo pentastellato.

Energia Pioggia di critiche anche per quanto riguarda la produzione di energia. Di 37 inceneritori sul territorio nazionale, la produzione di energia elettrica derivata dall’incenerimento dei rifiuti non copre neanche l’1% del fabbisogno energetico nazionale. Anche bruciando tutto il rifiuto bruciabile non si arriverebbe al 4-5% del fabbisogno. Secondo la proposta del Movimento, con il recupero di materia si produrrebbero meno della metà dei rifiuti dell’inceneritore. «Chi parla di transizione energetica attraverso gli inceneritori deve aver alzato il gomito» scherza de Luca. Infine, la questione occupazionale: nel piano di costruzione dell’inceneritore è prevista anche la chiusura degli impianti di trattamento meccanico biologico e i 5 Stelle si interrogano su che fine faranno quei posti di lavoro.

Economia circolare e sviluppo del territorio Quindi il piano presentato dai 5 Stelle promuoverebbe l’economia circolare che creerebbe opportunità di lavoro, tutela dell’ambiente, recupero del rifiuto, mentre l’inceneritore proposto dalla giunta significherebbe dover costruire impianti per mitigare la produzione di CO2. «Quando si va a incenerire si va a inquinare. Sono già arrivate sanzioni all’Italia per qualità dell’aria da parte della Corte europea – aggiunge Pavanelli – vediamo il cambiamento climatico anche nella nostra regione, ci sono disastri ambientali, carestie, siccità in tutto il mondo e in Italia, non piove da mesi al Nord, aumentando questi impianti non aiutiamo il Paese e le future generazioni, ma le condanniamo». La strategia rifiuti zero è possibile con il riutilizzo e riciclo – interviene Sargentini – si può fare e non costa di più, anzi, ne gioveremo tutti» e cita l’esempio virtuoso di Contarina, azienda di gestione dei rifiuti della provincia di Treviso: «La loro esperienza ha fatto capire alle persone che il rifiuto può diventare risorsa. Bruciare non è la soluzione, va aumentata la raccolta differenziata. Ci sono i fondi e la strada è quella. Non è il futuro, è il presente».

I commenti sono chiusi.