sabato 25 maggio - Aggiornato alle 17:48

Incendio Ponte San Giovanni, convocato assessore regionale: «Chiarezza su dati ambientali»

Le reazioni il giorno dopo il rogo. Marini: «Preoccupante, attendiamo relazione». M5s: «Rivedere Piano rifiuti». Pd contesta il sindaco

Il fumo dalla superstrada

Una seduta straordinaria della Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria con l’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini, al fine di «approfondire cause, contesto e conseguenze dell’incendio alla Biondi recuperi». A convocarla, la presidente Carla Casciari, raccogliendo le sollecitazioni dei consiglieri regionali. «Quanto avvenuto ieri nella immediata periferia di Perugia merita un approfondimento da parte dell’Assemblea legislativa – spiega Casciari -. Il grave incendio che ha interessato lo stabilimento privato ‘Biondi recuperi’ di Ponte San Giovanni rappresenta un segnale preoccupante per la città e per tutta la comunità regionale, visto che impianti di questo genere sono presenti in diverse zone dell’Umbria». Casciari ha inoltre annunciato l’intenzione di promuovere una serie di sopralluoghi e visite ispettive della Commissione negli impianti umbri dedicati al trattamento e alla gestione dei rifiuti.

ORDINANZA DEL SINDACO

Lettera M5s In apertura dei lavori i commissari, a partire dal capogruppo M5s Andrea Liberati (che sull’argomento ha inviato una lettera anche alle presidenti Porzi e Marini) hanno sottolineato la necessità di fare chiarezza su quanto avvenuto e di ottenere informazioni su sui rifiuti trattati nell’impianto, sulla attuale struttura societaria, sugli effetti dell’incendio sull’ambiente. «Alla luce degli eventi drammatici di Perugia – scrivono Liberati e la collega di partito, Maria Grazia Carbonari – chiediamo che in apertura della seduta di domani la Giunta regionale trasmetta all’Aula ogni informazione utile su quanto accaduto, con l’indicazione delle iniziative che sono state e saranno assunte in merito. Particolare attenzione – si legge ancora nella missiva – dovrà essere posta sull’aperta questione del Piano rifiuti, scaduto formalmente da un lustro, così come sulle attività di Auri, considerando che il Piano d’Ambito, dopo anni di attesa, resta ancora sulla carta. Al riguardo, si chiede al presidente della Seconda commissione di riunire l’organismo in seduta permanente». Liberati e Carbonari chiedono inoltre di «avviare un’indagine conoscitiva formale» sul caso ‘Biondi Recuperi’ e di «informare ufficialmente la Commissione Ecomafie dell’accaduto anche in vista del loro ritorno in Umbria, previsto per il prossimo 19 marzo».

FOTOGALLERY: IL ROGO DAL CIELO
VIDEO: PARLA L’ARPA

Marini: «Attendiamo relazione» La presidente Catiuscia Marini ha sottolineato intanto come «un rogo di rifiuti genera sempre preoccupazione. Bisogna capire prima di tutto – ha sottolineato secondo quanto riporta Ansa.it – quali tra i materiali lì stoccati si sono incendiati e cosa hanno prodotto sul suolo e in atmosfera. I tecnici sono al lavoro e ci consegneranno una relazione dalla quale potremo capire gli effetti per l’inquinamento prodotto dal rogo».

DOCUVIDEO NEI RIFIUTI INCENDIATI
VIDEORIASSUNTO ‘GIORNATA NERA’

Pd: chiarezza su rischi e cause Il gruppo del Pd al Comune di Perugia chiede al sindaco Romizi di «fare chiarezza sulla situazione e sui rischi per la salute degli abitanti delle zone maggiormente colpite». A proposito delle scuole chiuse, il Pd sottolinea che dall’elenco diffuso domenica sera alle 23 circa «risultavano mancanti alcuni dei plessi scolastici più vicini all’impianto di stoccaggio come ad esempio le scuole di Collestrada, Pretola e Ponte Valleceppi, oltre all’ITTS Volta in via Assisana, inseriti poi in fretta e furia durante la notte mano a mano che genitori e insegnanti ne sottolineavano le mancanze tramite i social network. Oltre ad una generica ordinanza contingibile urgente che impone alcuni accorgimenti di tipo alimentare, nulla è stato fatto per le varie aziende che insistono nella zona industriale di Ponte San Giovanni e che sono in prossimità della Biondi. Dopo ore dall’incendio, nessuna comunicazione è stata diffusa in merito al tipo di inquinanti che sono stati dispersi nell’aria e alla qualità della stessa che stanno respirando da ore gli abitanti dei centri interessati. Auspichiamo che nella seduta di Consiglio comunale di oggi il sindaco in prima persona riferisca sulla situazione portando dati certi sulla qualità dell’aria».

VIDEO: SUL POSTO IL GIORNO DOPO
FOTO: IL ROGO E LA COLONNA DI FUMO

Parla il vicesindaco Il vicesindaco Urbano Barelli ha letto l’ordinanza in consiglio comunale, aggiungendo: «Non abbiamo analisi del fumo, che competono ad Arpa ma occorrono alcuni giorni. L’ordinanza non è legata a notizia di nocività ma prudenza. I dati della centralina di Ponte San Giovanni per il momento rientrano nella norma. Rischi ulteriori non ci sono, ci sono quelli legati a quell’evento ma servono i risultati delle analisi dell’Arpa, che potrebbero incidere così: non più su apertura o chiusura scuole ma sul consumo dei prodotti alimentari e le normali precauzioni, non definitive, da adottare in questi casi». «Biondi – ha proseguito – è una attività presente da 20 anni circa, conforme al piano regolatore, che ha ricevuto Aia da parte della Regione il 18/5/2018 che ne ha autorizzato prosecuzione attività (c’è un rapporto istruttorio di 111 pagine)». Bori (Pd) ha contestato i valori del Pm10 e 2.5 in quanto media delle 24 ore. Al termine del dibattito è stata approvata con 14 voti favorevoli e 9 contrari la proposta di Mirabassi (Pd) di tenere una seduta del consiglio dedicata al tema.

Bellillo: «Dare informazioni chiare» Sul caso interviene anche Katia Bellillo, candidata sindaco di Perugia Città in Comune. «A oltre 20 ore dall’incendio – dice – non sono state date ancora informazioni chiare ai cittadini sullo stato dell’aria a Ponte San Giovanni e dintorni. Ad ora, c’è solo un’ordinanza del Comune che non spiega cosa esattamente sia andato in fumo, cosa stiamo respirando e dove, come le persone dovrebbero comportarsi e quali siano gli effettivi rischi per la salute. La questione dell’ambiente deve tornare un tema centrale, un primo punto all’ordine del giorno della politica cittadina e regionale così come quella della gestione del ciclo dei rifiuti che deve essere pubblica e tornare nelle mani della cittadinanza».

IL VIDEO DI UN LETTORE
VIDEO: LA COLONNA DI FUMO

Comitato: «Lontani da rifiuti zero» «Oggi è andato a fuoco il deposito rifiuti di Biondi recuperi a Ponte S. Giovanni. Domani, sotto a chi tocca». Lo scrive in una nota il coordinamento regionale Umbria Rifiuti Zero, secondo cui «dei dieci passi verso rifiuti zero a Perugia non ne abbiamo fatto neanche uno. Perché fermarsi alla delibera, tra l’altro proposta dall’opposizione, non significa niente se non ci si attiva a rendere virtuoso il ciclo dei rifiuti. Ricordiamo che dei dieci passi verso rifiuti zero, di seguito riportati, il comune di Perugia pochi ne ha fatti dei tanti che poteva». Si va dalla separazione alla fonte alla raccolta differenziata ‘porta a porta’, dal compostaggio al riciclaggio, dalla riduzione dei rifiuti a riuso e riparazione, dalla tariffazione puntuale a un centro di ricerca e riprogettazione per arrivare a un azzeramento rifiuti entro il 2020. «Sembra che a Perugia – scrive il coordinamento – si intenda il ciclo i rifiuti come lo spostamento da un deposito a una discarica a un impianto e mentre ci si preoccupa di riaprire discariche per conferire l’eccessivo indifferenziato prodotto ci accorgiamo che siamo diventati come tutti gli altri furbi che bruciano i rifiuti per non creare la filiera virtuosa».

Cgil: «Indicazioni chiare per residenti e lavoratori» La Cgil di Perugia interviene: «In primo luogo – si legge in una nota della segreteria della Camera del Lavoro – vogliamo ringraziare tutti i lavoratori dell’emergenza, a partire dai vigili del fuoco, che hanno affrontato con grande professionalità la situazione, contenendo i danni e le conseguenze del rogo che sarebbero potute essere anche peggiori. Ora, serve però la massima chiarezza sulla situazione ambientale e sui rischi per la salute delle persone – continua la Cgil – Ci aspettiamo pertanto che l’amministrazione comunale e le autorità preposte diano chiare indicazioni ai residenti della zona e ai lavoratori delle aziende (in particolare quella agricole) che possono avere conseguenze sulla propria attività Al tempo stesso – conclude la Cgil – rinnoviamo il nostro appello, recentemente rilanciato dalla Fp Cgil, affinché la nostra regione si doti di un piano organico di smaltimento rifiuti che permetta di superare l’emergenza e di costruire un modello di sviluppo realmente sostenibile per l’Umbria».

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