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mercoledì 17 agosto - Aggiornato alle 21:20

Peppucci lascia la Lega, altro campanello d’allarme per il partito. I possibili approdi

La consigliera regionale dice addio ai salviniani lanciando accuse pesanti ma promette che sosterrà Tesei. Caparvi: «Si dimetta». Le opposizioni: «Maggioranza allo sbando»

Francesca Peppucci (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Identità calpestata, valori rinnegati, personalismi, arroganza, assenza di democrazia interna e infine l’accusa più feroce: la Lega è un partito che «alla fine si sta comportando allo stesso modo di chi ci ha preceduti». Sembra uscito dalla bocca di un esponente dell’opposizione e invece sono solo alcuni dei motivi che, martedì, hanno spinto la consigliera regionale tuderte Francesca Peppucci a lasciare la Lega; un passo che era nell’aria da tempo visto il progressivo raffreddarsi dei rapporti tra la consigliera e il suo ormai ex partito.

Gli approdi E ora che succede? Per mesi si sono rincorsi i rumors a proposito di un possibile passaggio della consigliera a FdI, ma al momento non ci sono annunci in vista. Complice il periodo di calciomercato, le voci sono diverse: c’è chi racconta di colloqui con Forza Italia lungo l’asse tuderte (ma dal partito spiegano che al momento non c’è nulla) e chi di un possibile avvicinamento alla lista di Paola Agabiti (Tesei presidente) e quindi a Civitas. Dalla sua, Peppucci in una lettera dai toni molto duri spiega che nei prossimi giorni avrà un colloquio con la presidente Donatella Tesei (a Bruxelles per la plenaria del Comitato delle Regioni) e che non mancherà il suo sostegno «al lavoro che con fatica e impegno la governatrice sta portando avanti».

Campanello d’allarme Quel che è certo è che la vicenda Peppucci rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme per la Lega umbra tra consensi in calo (complice la crescita di FdI), risultati magri alle amministrative (vedi il caso Todi, dove la Lega nonostante la vittoria del centrodestra rimarrà fuori dal consiglio e probabilmente dalla giunta), difficoltà politiche, divisioni in correnti (la consigliera è schierata coi brizzarelliani) e cortocircuiti come quello sul patrocinio all’Umbria pride; considerando che, risultati del 2019 alla mano, la Lega rappresenta comunque l’asse centrale della maggioranza, l’allarme è forte.

L’addio Nel suo addio Peppucci lancia un duro attacco ai vertici del partito: «La Lega – scrive – è un partito che ha rinnegato i suoi valori, la sua identità, oltre ai suoi impegni con i cittadini. Un partito dove in Umbria prevale l’arroganza, l’esclusione, i personalismi e dove se non sei una persona allineata ai vertici regionali, vieni allontanato ed escluso». A far traboccare il vaso lo scontro andato in scena nelle scorse ore a proposito dei risultati di Todi: il segretario regionale Virginio Caparvi ha accusato la consigliera di «non averci messo la faccia»; «la decisione di non candidarmi – ribatte lei – è stata una scelta ponderata legata alla mia condizione personale di salute». Per quel risultato Peppucci sottolinea che «ci sono state tante decisioni sbagliate commesse solo per antipatie personali». Oltre a ciò la consigliera parla di un addio che non è altro che «lo specchio di una esclusione totale dalle scelte e dalle dinamiche del partito e dal gruppo regionale», accusati di non praticare democrazia interna e dialogo. «Un movimento – continua – dove tutti sono contro tutti, dove non c’è più lo spirito di squadra che ha fatto grande la Lega».

La replica Partito che ora con Caparvi e il capogruppo Stefano Pastorelli chiede a Peppucci di dimettersi: «I veri militanti della Lega – dicono – continuano a sostenere quei principi, quei tratti identitari che ci hanno sempre caratterizzato e per i quali ogni giorno si spendono per il bene della comunità a differenza di quanto ha fatto il consigliere Peppucci lasciando quel partito che le ha dato la possibilità di candidarsi come consigliere comunale a Todi nel 2017, alle Europee del 2019 e alle elezioni regionali dello stesso anno». I due accusano l’ormai ex collega di partito di non aver sostenuto il partito come avrebbe dovuto (a Todi ma non solo) e che «gli individualismi, gli scaricabarile, gli atteggiamenti arroganti non fanno parte del nostro modo di fare politica e di amministrare, basato sul valore della partecipazione, della squadra e della condivisione a tutti i livelli. Quello che probabilmente, per inesperienza, viene chiamato ‘allinearsi ai vertici regionali’ – aggiungono – altro non è che il rispetto di una linea politica basata su quei valori e su quegli impegni presi con i cittadini da cui oggi la Peppucci prende le distanze».

Le opposizioni In tutto ciò, i capigruppo di opposizione parlano di una «maggioranza allo sbando», di una Lega «ostaggio dei personalismi» e di una Tesei «che, in mezzo ad una lotta di correnti e di potere nella propria coalizione, decide di non decidere, asserragliandosi nel fortino». «Non è nostro costume – continuano i capigruppo – intervenire nelle beghe interne ai partiti. Quello che ci preoccupa è che questa guerra per bande crei danni alla Regione, di fatto paralizzata. L’Umbria non può perdere opportunità perché i propri amministratori sono impegnati in uno scontro di potere. È necessario dunque che i gruppi di maggioranza escano da questo torpore e inizino a concentrarsi finalmente sulle vere priorità dell’Umbria e degli umbri».

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