lunedì 25 maggio - Aggiornato alle 02:54

Spoleto, il sindaco Daniele Benedetti si dimette e tenta il forcing in consiglio comunale

Daniele Benedetti (foto archivio Fabrizi)

di Chiara Fabrizi e Daniele Bovi

Il sindaco Daniele Benedetti cede al pressing delle forze politiche, anche di maggioranza, e si dimette. L’atto, va detto, è stato solo annunciato, mentre la formalizzazione è attesa per lunedì pomeriggio quando tornerà a riunirsi, a partire dalle 18, il consiglio comunale. Da quel giorno scatterà la decorrenza fissata dal Tuel (art 53) in venti giorni.

L’atteso passo indietro è stato comunicato alla giunta mercoledì mattina e inserito in un documento inviato alla presidente del consiglio comunale Patrizia Cristofori che, poco dopo, ha proceduto alla convocazione della prossima seduta della massima assemblea cittadina. All’ordine del giorno, però, non c’è come si attendevano tutte le forze di opposizione la mozione di sfiducia, bensì le dimissioni del sindaco. Secondo e ultimo punto da discutere, la nomina del revisore Filippo Riccardini che prende il posto di Marco Silvestrini, dimessosi a settembre.

TUTTO SUL BUCO DI BILANCIO

Forcing per dribblare mozione di sfiducia Ergo, la mozione di sfiducia non approderà in aula entro i 20 giorni previsti dal Regolamento comunale del consiglio, anche se per legge va comunque votata. L’ultima data utile è il 24 ottobre, vale a dire 30 giorni dopo la presentazione, a fissarla direttamente il Tuel. Se entro i termini non ci sarà la discussione sulla sfiducia, la Prefettura diffiderà il Comune e, a stretto, giro invierà un commissario ad acta per procedere alla discussione della mozione.

In consiglio da dimissionario L’exit strategy dalla crisi politica, suggerita dal Pd e ribadita con forza lunedì sera durante la riunione di colazione, è quella di far presentare  il sindaco in consiglio comunale, ma anche alle assemblee pubbliche, da dimissionario, provando a lanciare un segnale politico a tutte le forze rappresentate in aula, nel tentativo di trovare sponde, ricompattando la maggioranza, al momento senza numeri, e chiamando alla responsabilità le opposizioni. Ovviamente da elaborare c’è un Piano di rientro.

Bottini: «Dal Pd compatto sostegno al sindaco» La notizia delle dimissioni arriva a pochi minuti dalla nota con cui il segretario regionale del Pd, Lamberto Bottini, assicurava il «sostegno compatto» del partito. «La situazione che si è determinata non è facile, tuttavia bisogna scongiurare l’incombenza di un commissariamento che non corrisponderebbe agli interessi generali della città. La vicenda del disavanzo di bilancio non sembra così pesante da giustificare una resa del governo cittadino, ma c’è bisogno di tutti, ritrovando compattezza in maggioranza, recuperando gli assessori dimissionari, dimostrando che l’amministrazione sente il peso della responsabilità e che possiede le energie per risolvere i problemi di bilancio partendo da un rinnovato e positivo rapporto con la città».

Girlanda: «Fallimento centrosinistra» «Le dimissioni del sindaco Benedetti, tardive quanto non più rinviabili, certificano ancora una volta il fallimento politico, amministrativo e gestionale della classe dirigente del centrosinistra umbro, da tempo abituata a considerare la cosa pubblica come un patrimonio personale o di partito». È quanto dichiara Rocco Girlanda sottosegretario  alle Infrastrutture e coordinatore regionale del Popolo della Libertà. «Dopo mesi di evidente negazione della realtà, il sindaco Benedetti ha dovuto rassegnare le dimissioni a fronte del palese dissesto finanziario dell’ente pubblico, di cui a farne le spese saranno ancora una volta gli spoletini, i servizi pubblici e la tutela dei conti del Comune. Mi auguro che questo atto possa segnare un momento di svolta per la città e consegnare alla storia il modus operandi delle amministrazioni di centrosinistra della nostra Regione, defenestrate per conclamati fallimenti e dissidi interni al Partito Democratico o alla coalizione. Il mio impegno – conclude Girlanda – è quello di individuare quanto prima un candidato adatto a gestire questa difficilissima fase per il futuro della città e costruire da lì una coalizione alternativa a quella che si è resa responsabile del disastro di cui oggi tutti hanno più che sufficiente contezza».

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