giovedì 14 novembre - Aggiornato alle 00:14

Il richiamo della Ceu al futuro governo della Regione: «Al centro ci siano lavoro e terremoto»

A Foligno ultima giornata per l’assemblea ecclesiale regionale, Sorrentino: «Dov’è il cristianesimo che ha plasmato le nostre terre?»

Un momento dell'assemblea

Il prossimo governo della Regione che gli umbri sceglieranno il 27 ottobre dovrà avere a cuore «la vita quotidiana degli umbri pregna di sacrifici; basti pensare al terremoto e alla precarietà del lavoro di tanti concittadini che costringe soprattutto i giovani a lasciare la terra di origine». Le parole sono di monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra. Il prelato le ha pronunciate durante l’assemblea ecclesiale regionale che si concluderà sabato a Foligno con una tavola rotonda, moderata dal direttore di Avvenire Marco Tarquinio, alla quale parteciperà anche il professor Ernesto Galli della Loggia. Parte dell’intervento di Boccardo è stato dedicato al tema di come rendere «politica» la fede, «una politica che costruisca la società a partire dagli ultimi.

L’Umbria e la fede Qualche ora prima, invece, il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino aveva parlato, prendendo spunto dalla lettera dell’apostolo Paolo ai Colossesi, di una «situazione della nostra Umbria dentro il quadro generale dell’Italia e dell’Europa» per la quale «noi oggi siamo tentati di intonare il lamento. Dov’è il cristianesimo che ha plasmato le nostre terre? Dov’è Francesco? Dov’è Benedetto? Dove il cristianesimo che ancora tanti vengono a onorare riversandosi da tutti il mondo sui passi dei nostri eroi, che ancora parlano al mondo, e ancora ci offrono lo scenario in cui un Papa può persino – come ha fatto papa Francesco per il prossimo anno – convocare ad Assisi le energie più giovani e promettenti dell’economia mondiale?».

I valori «Il cristianesimo che ha fatto la storia delle nostre terre – ha sottolineato il presule –, diventa sempre più vago e marginale, sotto i colpi di processi culturali e sociali che svuotano le nostre case di famiglia, di vita e di fede, rendendo la nostra cultura, pur erede del messaggio evangelico, che di esso conserva certo alcuni valori fondamentali quelli che hanno plasmato la nostra società diventando persino cultura politica, ma che sempre più stentatamente onora proprio il cuore pulsante dell’annuncio evangelico: Gesù, nella sua verità di “pienezza divina”, come la Lettera ai Colossesi lo presenta poco dopo in un potente inno, analogo a quello che la liturgia ci ha appena messo in bocca nella Lettera gemella agli Efesini. È su questa verità, verità di Cristo, che il cristianesimo si distingue, sta in piedi o cade. … Sarebbe bello anche per noi poter dire, come dice l’apostolo Paolo, che il Vangelo “si moltiplica e porta frutti in tutto il mondo”. Oggi siamo piuttosto tentati di dire che diminuisce e porta sempre meno frutti, stando a quanto la cronaca e la statistiche impietose ci documentano. E tuttavia la re-immersione negli accenti delle origini cristiane è sempre ispirante e motivo di speranza».

L’assemblea I lavori della mattinata della seconda e ultima giornata di questa Assemblea ecclesiale sono stati dedicati a sette tematiche specifiche affrontate da 28 tavoli di lavori, che hanno visto impegnati i 400 delegati delle otto Diocesi umbre, ospitati in varie parrocchie della Città di Foligno. Questi tavoli di lavoro sono stati “allestiti”, come ha ricordato l’arcivescovo presidente della Ceu mons. Renato Boccardo, in apertura dell’Assemblea (18 ottobre), per riflettere su alcuni aspetti pastorali e sociali che le Chiese umbre portano avanti nell’accogliere anche le istanze della gente della regione.

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