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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 19:31

Il consiglio nomina i tre grandi elettori ma è ancora tensione Lega-FdI: Squarta e Pace lasciano la seduta

Sette i voti per Tesei, sei per Paparelli e cinque per Squarta. A sorpresa salta fuori una preferenza per il leghista Mancini

Squarta, Tesei e Paparelli

di Daniele Bovi

Nessuna sorpresa rispetto a quanto preventivato giorni fa ma ancora tensioni nei due schieramenti. A partire dal 24 gennaio, primo giorno in cui il Parlamento è stato convocato in seduta comune, saranno la presidente della Regione Donatella Tesei, quello dell’Assemblea legislativa Marco Squarta e il portavoce delle opposizioni Fabio Paparelli i tre grandi elettori umbri che parteciperanno all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. A votarli, martedì, è stato il consiglio regionale nel corso della prima seduta del 2022, apertasi con un minuto di silenzio per la morte di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo.

I voti Nei due schieramenti nelle ultime settimane ci sono state diverse tensioni a proposito della scelta dei nomi, in parte emerse martedì durante il voto: tra i banchi delle opposizioni erano assenti per diversi motivi le dem Simona Meloni (assenza giustificata come comunicato a inizio seduta) e Donatella Porzi (quest’ultima in lizza per il posto riservato alle minoranze e sempre più fredda con i vertici del suo partito), e quindi i voti per Paparelli sono stati sei. Uno in più invece per Tesei, cinque per Squarta e uno, a sorpresa, anche per il leghista Valerio Mancini; il presidente del consiglio esce quindi dalle urne con un voto in meno rispetto al portavoce delle opposizioni. Appena letti i risultati, Squarta ha lasciato l’aula, seguito poco dopo dall’altro esponente di FdI, Eleonora Pace.

Lega-FdI A proposito di Squarta, all’inizio di gennaio è scesa in campo direttamente Giorgia Meloni quando sembrava che la Lega volesse fare l’en plein. FdI potrà contare soltanto su tre delegati regionali (Squarta e i presidenti di Marche e Abruzzo Acquaroli e Marsilio) e la leader di FdI era arrivata a mettere sul tavolo il passaggio del partito all’opposizione in caso Squarta non fosse stato nominato; una questione sulla quale si innesta, ovviamente, quella ormai annosa relativa alla mancanza di un assessore di FdI in giunta.

Numeri e prassi I delegati regionali sono in tutto 58 (tre per ogni regione a parte la Valle D’Aosta che, come recita l’articolo 83 della Costituzione, ne ha uno solo) e si aggiungono ai 630 deputati e 321 senatori alla seduta comune parteciperanno anche 58 delegati regionali. Come ricordato in una comunicazione di fine settembre da Roberto Ciambetti (il veneto che guida la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative), per prassi vengono di solito indicati il presidente della giunta, quello del consiglio regionale, il vice presidente di minoranza o un rappresentante delle opposizioni.

Squarta «Cercherò di rappresentare al meglio i valori che mi accompagnano da sempre – commenta poi in una nota Squarta senza far riferimento al risultato del voto – offrendo a quell’emiciclo tutto il meglio che una classe politica giovane e retta può dare». Ci sono cose che ti accompagnano tutta la vita – aggiunge – e ti sembra quasi di non riuscire neanche a desiderarle per quanto ti appaiono grandi e irraggiungibili. Questa è una di quelle». Il presidente parla poi di «onore incommensurabile» e di un «privilegio di cui sento tutta la responsabilità addosso. È la sintesi di anni di militanza e passione. Ci sarò – conclude – a nome di tutte quelle persone che, come me, credono nella grandezza del nostro Paese e mettono tutto il proprio impegno per renderlo ancora più grande».

Meloni «La minoranza – spiega poi Simona Meloni congratulandosi con i tre eletti – ha optato per la scelta del portavoce, che rappresenta tutte le sensibilità presenti in Aula nella minoranza e che saprà rappresentare al meglio la linea dei Democratici progressisti e riformisti dell’Umbria». Quanto all’assenza in aula, Meloni sottolinea che è da imputare a motivi di salute e che la scelta di Paparelli «è stata condivisa da me e con tutti i consiglieri».

 

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