Currently set to Index
Currently set to Follow
venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 14:38

Il consigliere regionale leghista che partecipò al no vax day: «Non dico se ho il covid oppure no»

Circola voce di un suo contagio. Al giornalista che gli ricorda di essere un personaggio pubblico risponde: «Il politico non fa sapere se ha le emorroidi»

Valerio Mancini - Lega

di Maurizio Troccoli

Circola voce su una probabile positività al covid del consigliere regionale della Lega, Valerio Mancini. Umbria24 lo raggiunge telefonicamente per verificarne la fondatezza, ma Mancini, con il timbro di chi sembrerebbe raffreddato, risponde: «Non rilascio dichiarazioni sul mio stato di salute». Durante la telefonata sottolineerà come la voce è ostacolata dal fatto che mentre parla indossa «la mascherina». Mancini racconta che si trova «in fila per fare un tampone» a cui «mi sottopongo abitualmente», chissà se perché non vaccinato. «Non dichiaro nulla rispetto alla mia salute e alla vaccinazione». Alla domanda sul perché, spiega che «se io dico che i miei ultimi 4 tamponi sono positivi c’è chi scrive: ‘Ah allora vedi i tamponi non funzionano’. Oppure altri che diranno: ‘Visto ha fatto bene a fare il tampone’, io non parlo così ognuno sarà libero di dire quello che vuole. Lei dica – si rivolge a chi scrive – che il consigliere Mancini non risponde sulla propria salute».

Non ritiene di darne conto Incalzato sul fatto che sarebbe forse opportuno essere trasparenti con i cittadini, al di là di quello che poi ognuno scrive o pensa, ma in funzione di un proprio dovere, Mancini risponde: «Ma lei cosa vuole scusi? Io neppure la conosco, non ho il suo numero di telefono. Allora lei vada a chiedere ai consiglieri regionali se hanno o meno le emorroidi…». Al consigliere viene fatto presente che un eventuale problema di emorroidi potrebbe determinare qualche difficoltà per un consigliere regionale nel rimanere seduto, ad esempio, durante un’assemblea, ma non costituisce un rischio di contagio. Risultare eventualmente positivi al covid ed essere eventualmente non vaccinati, per un qualunque politico, in fase di pandemia, è una informazione innegabile per il cittadino che a lui riserva la facoltà di compiere atti politici anche in materia di emergenza sanitaria. Smentire o confermare una informazione di questo tipo, significa assumersi la responsabilità delle proprie idee.  Gli viene anche fatto presente, che nel momento in cui ha scelto liberamente di essere un personaggio pubblico, ha accettato di ridurre la propria sfera di riservatezza. Anche per le proprie condizioni di salute che, oltre ad avere possibili conseguenze sulla doverosa attività lavorativa pubblica e istituzionale, per cui, dai cittadini è pagato, possono rappresentare, in caso di confermata positività al covid, un rischio di contagio. Mancini, ha confermato di non ritenersi in dovere di fornire informazioni sulle proprie condizioni di salute: «Se scriverà che ho il covid, dovrà dimostrare chi gliel’ha detto», ha concluso al telefono con il giornalista.

Le accuse su di lui Mancini in passato è stato accusato dal Pd di avere partecipato a manifestazioni no vax, a Todi. «La sua esplicita adesione all’evento ‘no mask e no vax’ – la nota del Pd – è tanto più inquietante se pensiamo che Mancini, oltre ad essere un esponente storico della Lega in Umbria, fa parte della Commissione Sanità dell’Assemblea legislativa e, in passato, ha avuto persino l’ambizione di ricoprire la carica di assessore regionale alla Sanità e al sociale. Non è un caso che sia stato l’unico ad aver votato contro la risoluzione unitaria in cui veniva deciso di dare evidenza all’avvenuta vaccinazione dei Consiglieri e che sia stato tra gli organizzatori di un evento a cui hanno preso parte esponenti e relatori del mondo no vax».

I commenti sono chiusi.